Per l’anno accademico 2026/2027 l’Università della Valle d’Aosta darà vita a un master su Governance e sostenibilità delle aree montane, sostenibilità e dunque di rafforzamento e costruzioen delle competenze sulle politiche della montagna.
Il corso, realizzato con il sostegno il Dipartimento per gli affari regionali e le autonomie (DARA) della Presidenza del Consiglio dei ministri e con la Regione autonoma Valle d’Aosta, inizierà il 27 novembre 2026 e formerà professionisti sulla progettazione e sulle azioni per lo sviluppo sostenibile dei territori montani.
Si tratta di un percorso utile all’innalzamento dei saperi e delle competenze in una fase in tutti Paesi europei alpini lavorano a nuovi approcci e nuove soluzioni sulle sfide della montagna, e non solo dal punto di vista economico o ambientale.
Lo stesso master presenta una forte dimensione pluridisciplinare, che comprende diritto, energia, ambiente, trasporti, innovazione, tecnologie, agricoltura e agroalimentare, impresa, territori e cooperazioni, rischi naturali, processi decisionali.
A Nos Alpes, la presentazione del master ha richiamato una nostra analisi della recente Charte du Parc régional du Queyras 2026-2041. La Charte presenta una simile interdisciplinarietà e analogo approccio per esempio alla partecipazione e nel coinvolgimento delle comunità e del loro patrimonio materiale e immateriale, anche storico. Sono percorsi simili quindi in differenti luoghi dell’arco alpino.
Un percorso dedicato alla montagna
Il master nasce per rispondere alla crescente domanda di competenze specifiche nella gestione delle aree montane. I territori alpini devono affrontare insieme cambiamenti climatici, transizione ecologica, innovazione digitale, trasformazioni demografiche e sociali, accesso ai servizi, sviluppo economico e tutela delle risorse naturali.
Il percorso propone quindi una formazione appunto multidisciplinare, costruita per integrare conoscenze giuridiche, economiche, politiche, sociali e territoriali. L’obiettivo è preparare figure in grado di leggere e proporre soluzioni ai problemi della montagna in modo unitario, evitando interventi isolati e collegando la pianificazione strategica alle esigenze delle comunità locali, anche nell’ascolto di altre esperienze, per esempio nelle elaborazioni della Convenzione alpina o della Strategia macroregionale alpina, quando portano elementi di innovazione.
Particolare attenzione sarà dedicata alla capacità di coordinare amministrazioni, imprese, associazioni, fondazioni e portatori d’interesse. Nella presentazione dell’iniziativa si è inteso che la governance dei territori montani richiede infatti competenze tecniche, ma anche strumenti per costruire decisioni condivise, gestire i conflitti e trasformare gli obiettivi generali in progetti attuabili.
Tre fasi di formazione
Il programma è articolato in tre fasi progressive. La prima, denominata Foundations, fornirà una base comune di conoscenze sul diritto, la scienza politica, la pianificazione territoriale, la sociologia ambientale e l’economia della montagna.
Questa parte servirà a inquadrare le principali trasformazioni della montagna alpina e a offrire agli iscritti, provenienti da percorsi universitari e professionali differenti, un linguaggio condiviso. Saranno esaminati i rapporti tra istituzioni, comunità, ambiente ed economie locali, insieme alle caratteristiche amministrative e sociali dei territori montani.
La seconda fase sarà dedicata alle competenze per la sostenibilità. Gli insegnamenti affronteranno lo sviluppo economico, la tutela ambientale e la coesione sociale, con l’obiettivo di fornire strumenti applicativi utili alla progettazione di politiche e interventi territoriali.
La terza fase riguarderà la governance. Il lavoro si concentrerà sui sistemi decisionali, sulle politiche pubbliche, sul project management, anche finanziario, e sul coinvolgimento attivo delle comunità e dei portatori d’interesse, con i loro patrimoni e i loro saperi.

Le competenze previste
Il master intende formare professionisti capaci di analizzare un territorio, individuare priorità, costruire strategie e animare in modo partecipativo progetti complessi. Tra gli ambiti centrali figurano la pianificazione territoriale, l’amministrazione pubblica, la gestione delle risorse, la programmazione economica e il rapporto con le comunità locali.
Il programma comprende inoltre attività legate al community management e allo stakeholder management. Gli iscritti saranno chiamati ad approfondire le tecniche di ascolto, partecipazione e mediazione necessarie per coinvolgere cittadini, enti pubblici, imprese e organizzazioni del territorio, anche sulla base delle esperienze partecipative già esistenti e radicate: in Valle d’Aosta per esempio sulle esperienze delle consorterie.
Un ulteriore ambito riguarda la capacità di seguire l’intero ciclo di un progetto: dall’analisi iniziale alla definizione degli obiettivi, dalla ricerca delle risorse alla gestione operativa, fino alla valutazione dei risultati. Queste competenze sono particolarmente rilevanti per gli enti territoriali e per le organizzazioni impegnate nei programmi regionali, nazionali ed europei.
Didattica in presenza, online e nei territori
Il percorso durerà un anno e consentirà di conseguire 60 crediti formativi universitari. L’impegno complessivo sarà di 1.500 ore, suddivise tra lezioni, studio individuale, laboratori, project work e prova finale.
La didattica seguirà un modello misto. Le lezioni saranno prevalentemente in presenza, ma saranno previste anche attività online sincrone. Ci saranno periodi di attività residenziale in aree montane, con l’osservazione di casi concreti e confronto con amministratori e operatori locali. I laboratori e il project work avranno il compito di collegare la preparazione teorica alla progettazione territoriale. La prova finale permetterà invece di verificare la capacità degli iscritti di utilizzare in modo integrato gli strumenti appresi.
A chi si rivolge
Il master è accessibile alle persone in possesso di una laurea triennale, per giovani laureati e professionisti già inseriti nel mondo del lavoro. I destinatari possono essere imprenditori, consulenti, operatori di fondazioni e associazioni, professionisti degli studi tecnici, amministratori locali, funzionari pubblici e dipendenti degli enti territoriali. Il corso è rivolto anche agli operatori dei gruppi di azione locale (GAL) e delle organizzazioni impegnate nello sviluppo delle aree rurali e montane.
La composizione eterogenea della classe è uno degli elementi qualificanti del percorso. Il confronto tra persone con esperienze differenti può favorire lo scambio di pratiche e la costruzione di relazioni professionali tra pubblica amministrazione, università, imprese e società civile.
Ci sono trenta posti, a cui si accede per valutazione dei titoli, delle esperienze professionali e delle motivazioni. Per primi venti ammessi, la quota di iscrizione di 2.500 euro sarà finanziata integralmente dal Dipartimento per gli affari regionali e le autonomie della Presidenza del Consiglio dei ministri, mentre per le persone collocate tra il ventunesimo e il trentesimo posto la quota sarà ridotta a 1.750 euro, grazie al cofinanziamento dell’Università della Valle d’Aosta e il supporto della Regione.
Sarà possibile partecipare anche come uditori. Sono previsti al massimo tre posti per persone prive di laurea, con una quota di iscrizione pari a 1.750 euro.
Il calendario delle iscrizioni
Il bando sarà pubblicato entro la prima metà di agosto 2026, e le iscrizioni resteranno aperte fino al 2 novembre 2026, mentre l’avvio delle attività è fissato per il 27 novembre.
La presentazione del master si è svolta martedì 28 luglio 2026 con la partecipazione del presidente della Regione autonoma Valle d’Aosta e del Consiglio dell’università, Renzo Testolin, dell’assessore regionale agli Affari europei e alla montagna Leonardo Lotto, della rettrice Manuela Ceretta e della direttrice del master, Maria Debora Braga.
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