A pochi chilometri da Sion, nel comune di Saint-Léonard, la montagna custodisce uno dei luoghi più sorprendenti della Svizzera, il più grande lago naturale sotterraneo di Europa aperto alle visite. Sito a una profondità compresa tra i 30 metri e i 70 metri, tale ambiente silenzioso e suggestivo permette di esplorare il sottosuolo da una prospettiva insolita, scivolando lentamente sull’acqua a bordo di una barca.

Saint-Léonard (c) Christian David, CC BY-SA 4.0, Wikimedia Commons

Dalla scoperta casuale all’apertura al pubblico

Sebbene gli abitanti della zona conoscessero da tempo la presenza di acque sotterranee, la vera estensione del Lago di Saint-Léonard emerge soltanto nella primavera del 1943, quando il livello dell’acqua si abbassa rivelando una vasta grotta. I primi a esplorarla sono gli speleologi svizzeri Jean-Jacques Pittard e Jacques Della Santa, che affrontano il percorso a bordo di un piccolo canotto pneumatico, rimanendo colpiti dalle dimensioni e dalla bellezza dell’ambiente.

Pochi anni più tardi, il terremoto che interessa il Vallese nel gennaio 1946 provoca nuove fratture nella roccia, abbassando ulteriormente l’altezza del lago e rendendolo più facilmente navigabile. Da quel momento nasce l’idea di valorizzare il sito, con le prime visite turistiche in barca a decorrere dal 1949 e gli impianti di illuminazione installati negli Anni Cinquanta.

Saint-Léonard (c) CC0, Havang(nl), Wikimedia Commons

Un laboratorio naturale scolpito dal tempo

La formazione del Lago di Saint-Léonard è il risultato di una lunga storia geologica, evidenti nelle pareti della cavità costituite da rocce molto diverse tra loro, tra cui antichi scisti carboniferi, marmo e gesso. Essendo una roccia solubile, tale ultimo elemento è stato lentamente eroso dall’acqua che, infiltrandosi attraverso fratture e fessure della montagna, ha scavato nel tempo canali e cavità sempre più ampi.

L’azione combinata delle acque piovane, dello scioglimento delle nevi e dei fenomeni geologici continua difatti a modellare l’interno della montagna, rendendo il lago un ambiente dinamico e in costante trasformazione. L’atmosfera della grotta, illuminata con discrezione e caratterizzata da una temperatura costante durante tutto l’anno, offre dunque l’occasione di osservare tale paesaggio plasmato dalla natura nel corso di migliaia di anni.

L’interno delle grotte (c) CC BY-SA 4.0, Mike Peel, Wikimedia Commons

Una navigazione tra rocce, acqua cristallina e silenzio

Il momento centrale della visita al Lago di Saint-Léonard è però la traversata guidata in barca, durante la quale in circa trenta minuti è possibile addentrarsi per alcune centinaia di metri all’interno della grotta. Tale tragitto permette di osservare da vicino le pareti rocciose, le particolari forme del soffitto e la limpidezza delle acque, dove è possibile scorgere anche alcune trote iridee, introdotte per monitorarne la qualità.

Durante il viaggio, poi, le guide spiegano i fenomeni geologici che hanno dato origine al lago e raccontano curiosità legate alle esplorazioni e agli eventi naturali che ne hanno modificato l’aspetto nel corso del Novecento. Fatto ritorno all’ingresso, uno spazio didattico approfondisce la geologia del territorio attraverso pannelli esplicativi, esposizioni di minerali e una proiezione tridimensionale sulla formazione della cavità e alle leggende che circondano il luogo.

Le gite in barca (c) CC BY-SA 4.0, Mike Peel, Wikimedia Commons

Informazioni utili

Le visite guidate al Lago di Saint-Léonard sono disponibili in lingua francese, tedesca e inglese e richiedono complessivamente circa una ora, includendo anche il tempo dedicato allo spazio didattico. Data la popolarità del sito e in modo particolare durante l’alta stagione, è consigliabile effettuare in anticipo la prenotazione sul portale dedicato, senza dimenticare di portare con sé una giacca leggera.

In alcuni periodi dell’anno, il lago si trasforma in un originale palcoscenico naturale, dove musicisti e pubblico si dispongono direttamente sulle imbarcazioni per sfruttare l’acustica della grotta. Si tratta di appuntamenti che uniscono il fascino dell’ambiente sotterraneo a quello della musica dal vivo, regalando una esperienza che amplifica e rende particolarmente suggestive le esecuzioni.

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Classe 1997, ho due lauree in lingue e letterature moderne, un master di primo livello in giornalismo 3.0 e una incrollabile testardaggine, tutti quanti ottenuti con il massimo dei voti. Appassionata di scrittura dall’età di 7 anni e giornalista pubblicista dal 2021, ho contribuito a costruire “Nos Alpes” dalle basi, crescendo giorno dopo giorno e imparando a essere migliore assieme a lui. Nel tempo libero che mi sforzo di ritagliare coltivo alcune delle mie frivole passioni, tra cui il rosa e i dolci, lo shopping e il make up, ma soprattutto i miei racconti.

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