Una Carta di buona condotta è allo studio per regolamentare l’accesso al Tour du Mont-Blanc e promuovere una frequentazione più sostenibile dei sentieri alpini. È il progetto a cui stanno lavorando la Communauté de communes du Pays du Mont-Blanc e la Communauté de communes de la Vallée de Chamonix-Mont-Blanc, con l’obiettivo di rendere operativo il documento dalla stagione estiva del 2027.

L’iniziativa nasce dalla crescita costante del numero di escursionisti che ogni anno percorrono il celebre anello attorno al massiccio del Monte Bianco. La carta dovrebbe definire una serie di regole condivise per limitare l’impatto ambientale, preservare i sentieri e favorire una convivenza equilibrata tra i diversi utenti della montagna.

Promossa anche da Jean-Marc Peillex, presidente della Comunità di comuni del Pays du Mont-Blanc e sindaco di Saint-Gervais-les-Bains, la proposta coinvolge direttamente Francia, Italia e Svizzera, i tre Paesi attraversati dall’itinerario.

La carta, che riguarda l’insieme della frequentazione del Tour du Mont-Blanc si prepara in un clima di osservazione critica anche rispetto all’ultra trail e alla dimensione assunta dal fenomeno negli ultimi anni. Il nuovo sindaco di Chamonix si era espresso recentemente a favore di un suo ridimensionamento e riduzione dell’impatto dell’UTMB, che appunto si svolge attorno al Monte Bianco.

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Le regole allo studio

Il contenuto definitivo della carta non è ancora stato reso pubblico, ma tra i principi presi in considerazione figurano alcune indicazioni già diffuse lungo i principali percorsi escursionistici alpini: il rispetto dei sentieri segnalati, la limitazione del bivacco alle aree autorizzate, l’obbligo di riportare a valle i rifiuti, la tutela della fauna e della flora e la necessità di prenotare in anticipo i rifugi.

L’obiettivo dichiarato non è limitare l’accesso al Tour du Mont-Blanc, ma accompagnare gli escursionisti verso comportamenti più responsabili, in un contesto in cui l’aumento delle presenze impone nuove sfide nella gestione delle infrastrutture e degli spazi naturali.

La riuscita del progetto dipenderà anche dall’adesione delle amministrazioni valdostane e del Canton Vallese. Per questo motivo è già iniziato un lavoro di coordinamento transfrontaliero per armonizzare le regole lungo tutto il tracciato.

Limitazioni del bivacco: regole attuali in Francia

Sul versante francese il bivacco non dispone di uno statuto giuridico autonomo e rientra nelle norme che disciplinano il campeggio, affidate alle ordinanze comunali e prefettizie. In gran parte del tracciato francese, fuori dalle aree protette, la pratica è generalmente tollerata tra le 19 e le 9 del mattino, purché avvenga lontano dai centri abitati e dalle strade e non si prolunghi oltre una notte nello stesso luogo.

Le restrizioni più severe riguardano la riserva naturale di Les Contamines-Montjoie, attraversata dal Tour già nella seconda tappa. Tra il 15 giugno e il 15 settembre il bivacco è vietato, salvo nelle aree autorizzate del Pont de la Rollaz, della Balme e del parco del Pontet, accessibili soltanto su prenotazione.

La situazione in Valle d’Aosta

Il versante valdostano è quello che applica le norme più restrittive. In tutta la Regione il campeggio libero è vietato sotto i 2.500 metri di quota e le sanzioni possono raggiungere diverse centinaia di euro, superando il migliaio in presenza di fuochi o rifiuti abbandonati.

Il bivacco è consentito soltanto oltre questa quota e per una sola notte, con l’obbligo di smontare la tenda al mattino. Lungo il Tour du Mont Blanc, però, il percorso supera i 2.500 metri soltanto in corrispondenza del Col de la Seigne, a 2.516 metri, e del Grand Col Ferret, a 2.537 metri.

Per chi percorre il tracciato, le alternative legali sono quindi rappresentate dai campeggi autorizzati della Val Veny e della Val Ferret, oltre ai rifugi e alle altre strutture ricettive presenti sul territorio.

Il Vallese e le regole svizzere

Anche il versante svizzero adotta una linea rigorosa. In linea generale, il bivacco lungo il Tour du Mont Blanc è vietato, anche se alcune eccezioni consentono il pernottamento per una sola notte sopra il limite del bosco, lontano dalle riserve naturali e dalle zone protette.

I comuni attraversati dal percorso, tra cui Orsières, Trient e Bovernier, applicano regolamenti restrittivi sul campeggio libero. Nel comune di Bovernier, ad esempio, il bivacco occasionale è ammesso soltanto fuori dai centri abitati e dalle aree protette e richiede il consenso dei proprietari dei terreni.

Per questo motivo gran parte degli escursionisti che attraversano il Vallese trascorre la notte nei campeggi autorizzati, come il Camping des Glaciers di La Fouly e le strutture di Champex-Lac, tra cui il Camping des Rocailles e il Camping du Val d’Arpette.

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Classe 2000, innamorata delle tradizioni, ho studiato comunicazione prima a Torino e poi a Padova. Il forte legame con le mie radici valdostane mi ha presto riportata a casa dove, grazie a un'anima curiosa e determinata, cerco di costruire la mia strada giorno per giorno. Tra le mie passioni ci sono la lettura, i viaggi e il videomaking, che mi ha permesso di conoscere e raccontare storie emozionanti di persone uniche nel loro genere.

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