Il sindaco di Chamonix, François-Xavier Laffin, ha parlato della portata dell’UTMB in un’intervista pubblicata da L’Équipe, a un mese dalla partenza della famosa gara di ultra-trail che si svolge intorno al Monte Bianco.

Il sindaco, in carica dal marzo 2026, descrive un crescente malcontento da parte degli abitanti e l’impatto ambientale sulla valle di Chamonix.

Critiche e impatto ambientale

Pur riconoscendo innanzitutto l’importanza dell’UTMB per Chamonix, François-Xavier Laffin sostiene che lo sviluppo della gara sia andato troppo oltre rispetto alla capacità ricettiva della valle.

Il sindaco descrive gli arrivi notturni dei corridori durante l’intera settimana della gara, una circolazione resa difficile e le difficoltà percepite da diversi abitanti di Chamonix che, secondo lui, non riescono più né a lavorare né a dormire normalmente. Laffin menziona anche tensioni tra i membri dell’organizzazione, in particolare i volontari esterni, e i residenti. Il sindaco sottolinea che alcuni proprietari ora rifiutano il passaggio dei percorsi di gara sui propri terreni.

Laffin collega questo senso di “troppo” e di saturazione a una più ampia preoccupazione ambientale. Spiega che non è più possibile constatare lo scioglimento dei ghiacciai, il crollo dei seracchi e l’impatto sulla biodiversità senza cercare di ridurre l’impatto dell’ultra trail del Monte Bianco. Laffin ha inoltre espresso l’auspicio di veder ridurre il numero di concorrenti che attraversano le aree protette – in particolare di notte – e che venga istituito un meccanismo per limitare il numero di accompagnatori per corridore.

Un primo tentativo

François-Xavier Laffin ha inoltre chiesto che il salone degli espositori, vetrina dei marchi di trail e degli sponsor, rimanga circoscritta alla place du Mont-Blanc già a partire da quest’anno. Il sindaco ha spiegato che le iscrizioni per l’edizione 2026 erano già chiuse quando è stato eletto a marzo, rendendo difficile una modifica della parte sportiva della gara.

Chamonix, oltre ad essere uno dei luoghi più importanti dell’alpinismo mondiale, sta è una grande capitale estiva dell’ultra-trail. Le stime indicano un afflusso di circa 100.000 persone durante la settimana di gara. Questa presa di posizione del sindaco di Chamonix alla stampa, che non è stata ben accolta dagli organizzatori, si inserisce in un contesto di critiche relative all’over tourism. A un centinaio di chilometri di distanza, sempre nell’Alta Savoia, il comune di Annecy e alcuni dei suoi abitanti stanno valutando le misure disponibili per limitare l’afflusso di turisti intorno al lago e al centro storico.

Sebbene il sindaco di Chamonix abbia espresso la volontà di migliorare la tutela dell’ambiente e della popolazione durante l’estate, non si è ancora espresso sull’impatto dell’economia degli sport invernali.

L’UTMB, un’azienda a conduzione familiare diventata un gruppo internazionale

L’Ultra-Trail du Mont-Blanc (UTMB) è nato nel 2003 su iniziativa di Michel e Catherine Poletti; quest’ultima è oggi presidente del gruppo UTMB. A seguito del progressivo ritiro di Michel Poletti, la struttura è rimasta legata alla famiglia fondatrice ed è la figlia, Isabelle Viseux Poletti, a dirigere oggi l’organizzazione dell’evento di Chamonix.

La gara originaria, lunga circa 171 chilometri intorno al massiccio tra l’Alta Savoia, la Valle d’Aosta e il Vallese, riunisce ormai ogni anno oltre diecimila corridori provenienti da più di cento Paesi, assistiti da diverse migliaia di volontari.

Nel maggio 2021, il gruppo UTMB ha stretto una partnership con l’azienda americana The Ironman Group per lanciare l’UTMB World Series, un circuito internazionale di qualificazione che ha sostituito l’Ultra-Trail World Tour. Questo circuito, partito con una trentina di gare, ne conta oggi una sessantina distribuite su tutti i continenti. A testimonianza della vitalità dell’organizzazione e dell’entusiasmo per il trail, la Monte Rosa Walserwaeg, organizzata in Valle d’Aosta e integrata nel circuito nel 2025, ha riunito circa 6.400 partecipanti già alla sua seconda edizione nel luglio 2026.

Sul piano finanziario, la società UTMB Group SAS ha dichiarato un fatturato di 10,2 milioni di euro per l’esercizio 2022, con un organico che ora si aggira intorno a un centinaio di dipendenti.

Le critiche di Kilian Jornet

Kilian Jornet, quattro volte vincitore dell’UTMB e considerato il miglior trail runner al mondo, aveva preso le distanze dalla gara, prima di annunciare il suo ritorno nel 2026 senza aver ritirato, per il momento, le sue critiche.

Nel gennaio 2024 aveva inviato un’e-mail, che aveva suscitato un certo clamore, ai migliori atleti della disciplina per metterli in guardia sulle scelte intraprese dall’UTMB. Le sue critiche vertevano sulla partnership stipulata con la casa automobilistica Dacia, percepita come un segnale di deviazione ambientale per una gara che si svolge in montagna, nonché sull’alleanza con il gruppo Ironman. Aveva inoltre criticato il prezzo dei pettorali – 400 euro – ritenuto indicativo di una crescente logica commerciale.

Per Jornet, sostenitore di una forma di semplicità e del rispetto dei «valori originari» del trail, l’UTMB dovrebbe rimanere una gara incentrata sul rispetto dell’ambiente naturale e sui valori di sobrietà e superamento di sé.

Il 2026, anno difficile per l’UTMB

Su un piano ben diverso da quello dell’atleta catalano, ma sempre in relazione a una questione finanziaria, il sindaco di Nizza, Éric Ciotti, aveva annunciato, in seguito alla sua elezione nella primavera del 2026, la soppressione del contributo comunale di 650.000 euro erogato alla gara «Nice Côte d’Azur by UTMB», nell’ambito di un più ampio piano di risparmio da 2,5 milioni di euro, che includeva anche l’Ironman 70.3.

Il gruppo UTMB ha deciso di mantenere la gara di settembre 2026 finanziandone l’organizzazione con mezzi propri. Infatti, l’evento ha già registrato il tutto esaurito con 6.500 corridori e 3.000 accompagnatori iscritti.

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