Sotto il cielo di stelle porta in Valle d’Aosta un progetto tra arte, scienza e culture dello spazio celeste, con mostre e incontri tra Châtillon, Aosta, Courmayeur e Saint-Barthélemy.
Curata da Fortunato D’Amico, l’iniziativa riunisce fino al 18 ottobre 2026 artisti, scienziati e studiosi per riflettere sulle trasformazioni del cosmo nell’epoca delle missioni spaziali, dell’intelligenza artificiale, delle infrastrutture satellitari e dei nuovi sistemi di osservazione.
Una mostra diffusa tra arte e spazio
Il progetto mette in relazione esplorazione spaziale, sostenibilità, trasformazioni tecnologiche, antropizzazione del cielo e mutamenti nella percezione del paesaggio contemporaneo. Le diverse sedi espositive sono concepite come stazioni tematiche di un unico percorso, che attraversa musei, edifici culturali e spazi immersi nel paesaggio alpino.
Al centro c’è il modo in cui l’essere umano osserva e modifica lo spazio che lo circonda, dalla Terra alle nuove geografie extraterrestri. Il percorso comprende opere e contributi di artisti, astronauti, archeologi, filosofi, teologi e studiosi.
Sotto il cielo di stelle. Costellazione di arte, scienze e culture è organizzata dalla Struttura patrimonio storico-artistico e gestione siti culturali della Soprintendenza, nell’ambito dell’Assessorato all’istruzione, cultura e politiche identitarie della Regione Autonoma Valle d’Aosta.
Il Castello Gamba come stazione orbitante
Il nucleo centrale della mostra è al Castello Gamba di Châtillon, Museo di arte moderna e contemporanea della Valle d’Aosta, dove la sezione Stazione orbitante. Traiettorie espressive del contemporaneo resta aperta fino al 18 ottobre.
Il percorso prende avvio da Orbita di Massimo Uberti, installazione luminosa permanente che dal 2022 avvolge la torre centrale del castello con un grande anello ellittico di luce.
Le opere di Mimmo Paladino, Grazia Toderi, Gilberto Zorio, Marco Nereo Rotelli, Angelo Bonello, Daniela Pellegrini e Franco Perrotti affrontano i temi della luce, delle traiettorie cosmiche, della percezione e del rapporto tra tecnologia e universo.
Il programma collaterale ha già proposto, il 31 luglio, una visita guidata con il curatore Fortunato D’Amico. Un secondo appuntamento è previsto il 4 ottobre alle 16. Il 24 settembre, alle 18, D’Amico dialogherà invece con gli artisti Marco Nereo Rotelli e Daniela Pellegrini.
Al MegaMuseo le archeologie del futuro
Ad Aosta il MegaMuseo ospita, fino al 18 ottobre, la sezione Archeologie del cielo futuro. Paesaggi temporali tra microcosmo e macrocosmo.
Il percorso mette in relazione archeologia, materia, energia e cosmologia, facendo dialogare reperti e immagini del futuro. Le opere affrontano i rapporti tra microcosmo e macrocosmo, sistemi stellari, struttura della materia e nuovi paesaggi temporali.
Sono presenti lavori di Grazia Toderi, Giuliana Cunéaz, Gilberto Zorio, Daniela Pellegrini, Michelangelo Pistoletto e Angelo Bonello.
Il 20 settembre, alle 16, il museo ospiterà inoltre Dialogo sulle Archeologie del cielo futuro, incontro con don Luca Peyron, Generoso Urciuoli e Fortunato D’Amico.
A Courmayeur il cielo come spazio controllato
Alla Chiesa Valdese di Courmayeur, in piazza Petigax, la mostra Dissuader. Il volo della colomba dall’arca di Noè ai cieli antropizzati è aperta fino al 27 settembre.
La sezione è dedicata a Franco Perrotti e analizza la progressiva trasformazione del cielo in uno spazio attraversato da tecnologie di controllo, sorveglianza e interdizione.
Le opere della serie Dissuader nascono dall’osservazione dei sistemi utilizzati nelle città per impedire ai volatili di posarsi sugli edifici. Piccioni e colombe, tradizionalmente associati alla pace e alla libertà, vengono così messi in relazione con droni, confini e tecnologie del controllo aereo.
Il percorso comprende installazioni interne ed esterne dedicate al volo, alla migrazione e alle trasformazioni simboliche del cielo contemporaneo.
Michelangelo Pistoletto in Val Ferret
A Les Maisons de Judith, in Val Ferret, la sezione Geografie del cosmo contemporaneo. Arte e scienza per immaginare il futuro resta visitabile fino al 23 agosto.
Il progetto riunisce opere di Michelangelo Pistoletto dedicate al rapporto tra umanità, natura, tecnologia e responsabilità collettiva. Tra queste figurano l’installazione permanente del Terzo Paradiso, la Mela Reintegrata, l’Autoritratto di stelle e Spac3, legato al progetto sviluppato con l’Agenzia spaziale europea e l’Agenzia spaziale italiana durante la missione VITA dell’astronauta Paolo Nespoli.
La sezione affronta il tema della coscienza planetaria e delle nuove relazioni tra Terra e spazio extraterrestre, interrogandosi sulle conseguenze culturali di un cosmo sempre più attraversato da attività e infrastrutture umane.
Dall’intelligenza artificiale all’osservazione astronomica, a Saint-Barthélemy
Il progetto coinvolge anche la Fondazione Clément Fillietroz, che gestisce l’Osservatorio astronomico della Regione autonoma Valle d’Aosta e il Planetario di Lignan, a Saint-Barthélemy.
La sezione Tecnologie della visione cosmica è dedicata ai cambiamenti nei sistemi di osservazione del cielo, dalle tecnologie ottiche e digitali all’impiego dell’intelligenza artificiale nell’analisi dei dati astronomici.
Il calendario ha già proposto due incontri all’inizio di agosto. Il 1 agosto, in Val Ferret, una conferenza dedicata alla missione Artemis II e alla trasformazione del cosmo in spazio antropizzato ha riunito Michelangelo Pistoletto, Roberto Battiston, Fabio Grimaldi e Jean Marc Christille, con la partecipazione di Glorianda Cipolla e la moderazione di Fortunato D’Amico.
Il 2 agosto, al Jardin de l’Ange di Courmayeur, Jean Marc Christille e don Luca Peyron hanno invece affrontato il tema dell’intelligenza artificiale applicata all’astronomia, dall’osservazione del cielo all’elaborazione dei grandi flussi di dati della ricerca scientifica.
Il prossimo appuntamento è previsto il 19 settembre, dalle 21 alle 23, all’Osservatorio di Saint-Barthélemy, con l’osservazione del cielo L’universo (che altri chiama la Biblioteca).
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