Nelle Hautes-Alpes, a Mont-Dauphin, comincia oggi Potes de Marmot’s, un festival per i più giovani che propone di imparare la montagna attraverso il gioco.

Dal 18 al 20 agosto la manifestazione attraversa la cittadella fortificata di Mont-Dauphin (patrimonio Unesco) e Guillestre con spettacoli, animazioni, visite e laboratori pensati per avvicinare bambini e famiglie al territorio alpino. Siamo alla 14esima edizione, quindi si tratta di una esperienza consolidata.

Presenta anche una sua dimensione generica di festa per bambini, con i trucchi, le animazioni di piazza, la musica, con una visione rivolta al turismo e allo spettacolo. tuttavia, l’elemento di formazione alla montagna è presente e va messo in evidenza.

Imparare a muoversi in montagna

Il programma del 18 agosto a Mont-Dauphin comprende esperienze legate direttamente alla frequentazione dell’ambiente alpino. Nel laboratorio P’tits montagnards i bambini imparano a preparare lo zaino, a scegliere cosa portare per un’escursione e a conoscere alcune regole utili per muoversi in sicurezza. Con la slackline possono invece sperimentare equilibrio e movimento su percorsi protetti, accompagnati da un istruttore.

La marmotta, animale simbolo del festival, diventa occasione per conoscere meglio la fauna alpina. Un’animazione proposta dall’APEVM (Association pour la Protection, l’Etude et la Valorisation des Marmottes d’Eygliers Mont-Dauphin) racconta attraverso il gioco il suo ciclo di vita e la sua alimentazione. L’apprendimento della montagna diventa così anche trasmissione di conoscenze, oltre che di “saper fare”.

Potes de Marmot’s affianca spettacoli e attività che permettono ai bambini di osservare e comprendere il territorio. Il tema per il 2026 è il “viaggio intorno al mondo”, attraverso teatro, musica, circo, giochi e laboratori.

Il 19 agosto a Guillestre il Parc naturel régional du Queyras propone Traces et Empreintes, un laboratorio per riconoscere le tracce lasciate dagli animali. Nella stessa giornata va in scena T’es rien sans la terre, uno spettacolo tra circo contemporaneo e danza: affronta il rapporto con il mondo vivente.

La cittadella di Mont-Dauphin, e poi a Guillestre

Mont-Dauphin, costruita a partire dal 1693 su progetto di Sébastien Le Prestre de Vauban, è una delle dodici fortificazioni di Vauban iscritte nella lista del patrimonio mondiale dell’Unesco. Si trattava si un’opera intesa a proteggere il Delfinato e la Francia dalle incursioni degli Stati di Savoia, che con Vittorio Amedeo occuparono la zona tra agosto e settembre 1692, tra l’altro con un grave incendio a Gap.

Per la giornata inaugurale le strade, le fortificazioni e gli spazi della cittadella accolgono bambini e famiglie, come spazio da attraversare, conoscere e abitare.

Dopo l’apertura a Mont-Dauphin, il festival prosegue il 19 e 20 agosto a Guillestre con teatro di strada, circo, musica, laboratori e installazioni.

Tra le proposte compare anche un carosello con materiali recuperati, tra cui botti, bottiglie, casse di legno e dischi dei freni, azionato dagli stessi genitori.

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