Il Rifugio Fraternità Massi di Oulx e Refuges Solidaires di Briançon assistono i migranti che attraversano la frontiera tra Italia e Francia, rispettivamente in alta Val di Susa, prima del confine, il secondo a Briançon, sul versante francese.
I media locali, nelle Hautes Alpes e in Val di Susa, hanno raccontato le vicende e i problemi di ognuna delle due strutture: entrambe si sono trovate in situazioni critiche nelle ultime settimane, e il Rifugio Massi si è dichiarato chiuso dal 1° settembre. Comunque, a osservare i due rifugi insieme, cambia la prospettiva.
Il Rifugio Fraternità Massi a Oulx e le Terrasses Solidaires a Briançon
Il Rifugio Fraternità Massi è attivo a Oulx dal 2018, accoglie persone dirette verso la Francia e offre pernottamento, pasti, docce, vestiti e assistenza prima della prosecuzione del viaggio. Dopo Oulx, una parte dei migranti raggiunge Clavière e tenta l’attraversamento verso il Monginevro.
A Briançon opera Refuges Solidaires, nato nel 2017 e oggi ospitato alle Terrasses Solidaires. Anche a Briançon l’accoglienza è temporanea. Le persone ricevono un posto per dormire, cibo, vestiti, assistenza sanitaria e orientamento prima di proseguire verso altre località francesi o verso il Regno Unito.
Nei due rifugi le permanenze sono brevi, in genere uno o due giorni, salvo situazioni di particolare vulnerabilità. A Oulx al Rifugio Massi, nel 2025 sono stati registrati 11.504 nuovi arrivi, contro 5.773 nel 2024. Tra questi c’erano 2.899 minori stranieri non accompagnati.
Refuges Solidaires dichiara invece più di cinquemila persone accolte ogni anno a Briançon.
Chi sostiene i due rifugi
Il fenomeno dei migranti a piedi aveva veramente toccato il cuore delle comunità locali, degli ambienti religiosi e associativi e sui due versanti delle frontiera. Di fronte a un fenomeno anche umano di grande impatto, verso il 2007-2008 è nata una risposta di ambito locale.
A Oulx il Rifugio Massi è oggi gestito dalla Fondazione Talità Kum (presieduta da un sacerdote) e coinvolge enti locali, associazioni e organizzazioni umanitarie. Con il tempo, sono stati attivati fondi e progetti, tra cui Migralp, con Prefettura di Torino, Regione Piemonte, laCittà metropolitana, i comuni dell’alta valle, il Conisa, la Croce rossa italiana e altre associazioni del territorio.
La Prefettura di Torino ha partecipato anche a fasi difficili dell’attività del rifugio, anche con il FAMI, Fondo asilo, migrazione e integrazione. Però non va tutto bene: l’associazione a luglio 2026 lamentava di non ricevere fondi pubblici da tre anni (segno di progressivi adattamenti delle politiche pubbliche centrali), e quindi l’assistenza è diventata da allora solo notturna, fino alla crisi di questi giorni.
A Briançon il sostegno è stato associativo e privato, e la partecipazione pubblica avviene solo nei momenti più critici sul piano umanitario.
Refuges Solidaires si regge sul lavoro di volontari e dipendenti, sulle donazioni e sul contributo di fondazioni. L’edificio delle Terrasses Solidaires è stato acquistato nel 2021 da una società civile immobiliare costituita da cittadini e fondazioni, dopo aver lasciato un edificio pubblico. L’assistenza sanitaria è garantita anche con il contributo di Médecins du Monde e dei servizi dell’ospedale di Briançon.
Problemi recenti a Briançon e a Oulx
Nell’agosto 2026 Refuges Solidaires ha sospeso temporaneamente l’accoglienza a Briançon, come abbiamo raccontato su Nos Alpes. La struttura ha chiuso il 1° agosto ed è tornata ad accogliere dal 5 agosto, con una ripresa progressiva dell’attività e con permanenze inizialmente limitate.
Poche settimane dopo una difficoltà analoga ha interessato Oulx, ma di maggiore impatto. Dal 1° settembre 2026 la fondazione che gestisce il Rifugio Massi ha sospeso infatti anche l’accoglienza notturna, a cui era stata ridotta da luglio: “il rifugio è chiuso“. Si tratta di lavori di riqualificazione negli impianti e nel sistema di riscaldamento, ma l’effetto è nella riduzione netta dell’accoglienza.
Per evitare la totale interruzione dell’assistenza, la Prefettura di Torino ha riunito enti locali e associazioni e ha previsto, con la Croce rossa, l’allestimento di strutture mobili per la notte, cioè di container. Per ovviare all’aspetto umanitario, La stessa RFI (Rete ferroviaria italiana) ha concesso l’installazione di due container sul piazzale della stazione di Oulx.
Il contrasto al fenomeno migratorio irregolare
La migrazione irregolare dispone un contesto legislativo, nazionale ed europeo, e di iniziative di gestione, anche comune, tra Italia e Francia. Ci sono d’altra parte nuove norme europee sulla gestione dei flussi migratori, in vigore il 12 giugno 2026 con il Patto sulla migrazione e l’asilo.
Sul versante francese la Police aux frontières interviene, e il Contrôleur général des lieux de privation de liberté ha detto che nel 2024 sono state registrate 4.572 intercettazioni alla frontiera del Monginevro e altre 1.359 nei primi quattro mesi del 2025. Le autorità francesi presentano richieste di riammissione verso l’Italia, che vengono accolte.
A fare due conti, per gli anni passati le intercettazioni dunque ci sono state, e i flussi sono continuati, se al rifugio di Oulx sono passate oltre 11 persone nel 2025 e alle Terrasses solidaires di Briançon ne hanno accolti circa 5000 all’anno.
Nei fatti più recenti, tuttavia, si nota che l’aiuto al passaggio si sta riducendo ulteriormente, fino all’aspetto strettamente umanitario e di soccorso.
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