Il programma Interreg Francia-Svizzera ha indicato nell’11 settembre 2026 per presentare le schede di pre-progetto della finestra autunnale.

Dopo l’approvazione a maggio di nuovi interventi per oltre 15 milioni di euro di fondi europei, il programma prosegue la selezione delle iniziative del ciclo 2021-2027 e contemporaneamente prepara la cooperazione transfrontaliera del periodo 2028-2034.

L’11 settembre la prima scadenza

La scadenza dell’11 settembre riguarda la presentazione della scheda di pre-progetto. La successiva presentazione dei dossier completi è prevista entro il 6 novembre 2026, mentre la decisione sui finanziamenti dovrebbe arrivare con il Comitato di sorveglianza del 13 maggio 2027.

Le opportunità riguardano diversi settori della cooperazione transfrontaliera: transizione ecologica e neutralità climatica, ricerca e innovazione, digitale, mobilità sostenibile, turismo e cultura e riduzione degli ostacoli legati alla presenza della frontiera.

Il programma interessa cinque dipartimenti francesi – Ain, Doubs, Haute-Savoie, Jura e Territoire de Belfort – e sette cantoni svizzeri: Berna, Friburgo, Ginevra, Giura, Neuchâtel, Vallese e Vaud.

L’apertura della nuova finestra arriva mentre sta proseguendo l’attuazione del programma corrente. Il Comitato di sorveglianza riunito il 29 maggio 2026 a Ginevra ha approvato nuovi progetti per più di 15 milioni di euro di fondi europei e 2,8 milioni di franchi svizzeri: adattamento dei territori montani al cambiamento climatico, trasformazione delle aree produttive, innovazione tecnologica e industriale, mobilità e cooperazione tra territori divisi dalla frontiera.

Passerelles per transitare nel clima, S-PARKS per le aree industriali e ArcINNOLAB la cui sigla parla da sola

Un esempio è Passerelles, lanciato ufficialmente il 10 luglio a Vallorbe per costruire una strategia turistica comune tra Haut-Doubs e Nord vaudois.

I due territori di media montagna condividono problemi simili, a partire dagli effetti del cambiamento climatico e dalla necessità di adattare un’economia turistica tradizionalmente legata anche alla neve. Il progetto punta per questo a sviluppare un’offerta distribuita sulle quattro stagioni e a rafforzare la collaborazione tra gli operatori dei due lati della frontiera, anche con un pass turistico utilizzabile sui due territori.

Un secondo esempio riguarda le aree produttive: S-PARKS – Sustainable Business Parks sperimenta nuove modalità per rendere più sostenibili le zone industriali e artigianali francesi e svizzere.

Il progetto, on 1,1 milioni di euro, coinvolge dieci siti pilota e interviene su consumi energetici e idrici, emissioni, biodiversità e gestione degli spazi. L’obiettivo è sperimentare soluzioni che possano successivamente essere utilizzate anche in altre aree produttive della regione transfrontaliera.

Un altro filone è rappresentato da ArcINNOLAB, piattaforma pensata per mettere in relazione gli ecosistemi dell’innovazione francese e svizzero nell’Arco giurassiano.

Il progetto punta a far emergere e accompagnare iniziative comuni tra imprese, università, centri di ricerca e altri soggetti territoriali. I campi interessati comprendono energia, mobilità, nuovi materiali, industria del futuro e sicurezza alimentare.

L’obiettivo è superare la frammentazione determinata dalla frontiera e facilitare la nascita di progetti capaci di utilizzare competenze e infrastrutture presenti sui due versanti.

La prossima partita è già il 2028-2034

Francia e Svizzera hanno avviato il percorso per definire Interreg 2028-2034, per esempio con la raccolta di manifestazioni d’interesse per individuare grandi progetti strategici transfrontalieri. Le proposte devono riguardare progetti già in preparazione o allo studio con un valore complessivo superiore a 5 milioni di euro o franchi svizzeri e possono essere presentati fino al 30 ottobre 2026.

Non si tratta ancora di una richiesta di finanziamento: la ricognizione serve a individuare in anticipo gli interventi di maggiore dimensione che potrebbero incidere sulla costruzione del futuro programma e sulla definizione delle sue priorità.

D’altra parte, il confronto sul futuro della cooperazione è cominciato con incontri organizzati nei territori francesi e svizzeri. Dai primi lavori sono emerse tre questioni considerate centrali: attrattività demografica, resilienza economica regionale e adattamento dei territori.

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Direttore di Nos Alpes, giornalista. Ha collaborato in tempi diversi con varie riviste e giornali, da Il Mulino a Limes, da Formiche a Start Magazine.

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