L’Ufficio federale delle strade (USTRA) della Svizzera ha ipotizzato l’introduzione sulla rete delle autostrade di un nuovo sistema di gestione del traffico tramite oltre 130 semafori volti a limitare gli ingorghi e a migliorare dunque la circolazione. Tale progetto di “dosaggio delle rampe”, conosciuto con la sigla “DoRa”, ha come obiettivo di regolare l’immissione dei veicoli sulla rete attraverso un passaggio a intervalli che funzioni qualora il traffico intenso lo renda necessario.
Tale meccanismo è al momento stato adottato in pochi siti sparsi su tutto il territorio della Confederazione, mentre altre e nuove installazioni sono comunque soggette a studi di fattibilità tutt’oggi in programma. Esso ha tuttavia raccolto numerose critiche da parte di differenti personalità e diversi enti politici, che espongono soprattutto il rischio di trasferire parte degli ingorghi sulle strade cantonali e comunali.
Come nasce l’idea dei semafori sulle autostrade in Svizzera?
Il nuovo sistema di semafori sulle autostrade della Svizzera mira a ridurre le interferenze tra i mezzi in ingresso e quelli già in transito sulla carreggiata principale al fine di evitare rallentamenti, code e tamponamenti. Parallelamente, l’USTRA sta valutando anche la possibilità di utilizzare temporaneamente le corsie di emergenza come corsie supplementari in 24 tratti autostradali durante le ore di punta.
La strategia si inserisce nella ricerca di soluzioni per affrontare la congestione stradale senza ricorrere alla costruzione di nuove tratte autostradali, opzione che ha incontrato il voto contrario della popolazione nel referendum del novembre 2024. Secondo i dati riportati dall’ente federale, nel 2025 le autostrade elvetiche hanno cumulato 68.040 ore di coda, circa il 20% in più rispetto all’anno precedente, mentre tale ipotesi di “dosaggio” potrebbe aumentare sino al 5% la capacità degli svincoli interessati.
Dove sono previsti gli impianti?
In Svizzera sono già in funzione 15 sistemi di regolazione del traffico sulle rampe autostradali tramite semaforo, mentre l’USTRA sta esaminando circa 130 possibili nuove ubicazioni. Le aree interessate, nelle quali si potrà procedere all’installazione a seguito di verifiche tecniche di fattibilità degli interventi ed effettiva efficacia, comprendono soprattutto le zone di Zurigo e Basilea oltre che la Svizzera romanda.
Nel Cantone del Vallese, l’elenco delle ipotesi contempla anzitutto l’autostrada A9 (dal Jura a Briga passando per Losanna, Sion e Sierre) e possibili interventi in direzione del Vallese centrale. In Ticino, invece, il sistema è già presente su due rampe della A2 in direzione di Chiasso (Lombardia) a Lugano Sud e a Melide-Bissone, mentre sono al vaglio altre quattro possibili installazioni tra cui un duplice impianto tra Lugano Nord e Lugano Sud-Mendrisio.
Nel Canton Vaud, la lista diversi accessi lungo l’autostrada A1, il principale asse viario est-ovest della Confederazione, che costeggia il Lago di Ginevra collegando città chiave come Losanna, Morges, Rolle e Payerne. Per ciò che concerne la stessa Ginevra, di contro, sarà oggetto di intervento il sito chiave transfrontaliero tra Bardonnex (alla frontiera con l’Alta Savoia) e St. Margrethen (alla frontiera con l’Austria).
Quali sono le principali critiche al sistema?
Il progetto dei nuovi semafori sulle autostrade della Svizzera ha collezionato nel corso dei mesi passati una serie di aspre critiche che puntano il dito contro il rischio di aumentare il traffico sulle strade che conducono agli svincoli. In ogni caso, l’USTRA ha assicurato che i Cantoni e i Comuni saranno coinvolti nella definizione dei singoli progetti prima di procedere alla loro realizzazione concreta, che dunque ora resta allo stato di mera ipotesi.
Tale prospettiva preoccupa diversi enti, tra i quali i Cantoni di Basilea Città e Sciaffusa, che avrebbero segnalato di non essere stati coinvolti concretamente nelle valutazioni iniziali da parte dell’ente federale. Inoltre, l’Unione delle città svizzere ha segnalato che le colonne di veicoli in coda potrebbero riversarsi all’interno dei quartieri residenziali, con conseguenze per la sicurezza di pedoni e ciclisti.
Anche sul piano politico le posizioni divergono, con la consigliera nazionale dei Verdi Franziska Ryserche considera il “dosaggio” uno strumento potenzialmente utile ma non a scapito della viabilità locale. Il consigliere nazionale liberale-radicale Peter Schilliger ritiene invece prioritario mantenere scorrevole la circolazione sulle autostrade pure dovendo accettare qualche rallentamento agli ingressi.
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