Nos Alpes Cuisine
Il secondo piatto di febbraio che proponiamo dopo i Friciò piemontesi è semplice e preparato soltanto con farina o cereali.
Si tratta di soffici frittelle arricchite con uvetta e scorza di limone simbolo dell’inverno nelle vallate biellesi e cuneesi.
Si tratta di un piatto unico simbolo del Massiccio Centrale a base di cavolo, verdure e carni di maiale cotto lentamente nel suo brodo.
Si tratta di una zuppa a base di fave, pasta di formato corto e formaggio a pasta dura, un tempo preparata dai contadini nelle miti serate di estate e ora divenuta uno dei simboli gastronomici della regione.
Si tratta di un piatto antichissimo che si sposta dalla solita zona di competenza di Nos Alpes per approdare alla Lunigiana, al confine tra Toscana, Liguria ed Emilia.
Questo brodo a base di aglio e salvia deriva da una ricetta antica e tipica ed è sufficientemente leggero per rimettersi in equilibrio e in forma dopo Natale.
Si tratta di una torta salata avvolta da pasta brisée e generosamente farcita con un mix di carne e verdura immancabile sulle tavole imbandite per le feste.
Si tratta del contorno simbolo del pasto natalizio, preparato da generazioni con cardi addolciti da una besciamella cremosa e completati dalla gratinatura al forno.
Si tratta di una preparazione a base di mela cotogna e zucchero annoverata tra i tradizionali 13 dolci delle feste nella regione.
È un piatto diffuso in molte zone rurali alpine, dove patate, porri, carote e cavolfiori sono stati per secoli alla base dell’alimentazione quotidiana.
Essa si prepara unendo riso, avanzi di latte e qualche formaggio, ingredienti modesti che pure danno origine a una preparazione nutriente e saporita.
Si tratta di una preparazione a base di baccalà dissalato lavorato con olio di oliva e altri ingredienti tipici della cucina della Francia del Sud.
Originariamente sorta di grande crêpe a base di formaggio e lardo, essa si è sviluppata anche in versione dolce a base di mele o pere.
La preparazione è in tutto e per tutto similare alla Farinata ligure, a testimoniare di scambi commerciali e culturali tra due Paesi non poi così differenti dal punto di vista gastronomico.
















