MiTo SettembreMusica 2025 è un festival internazionale di musica classica contemporanea che, dal 3 al 18 settembre 2025, torna a unire Torino e Milano in un fitto programma di concerti e incontri all’insegna del tema “Rivoluzioni”.
Il festival propone esecuzioni di alto livello, riflessioni sul passato recente e aperture verso nuove forme di fruizione dell’ascolto musicale.
Origini e sviluppo del festival MiTo SettembreMusica 2025
MiTo SettembreMusica nasce nel 1978 a Torino dall’iniziativa di Giorgio Balmas, all’epoca professore e assessore alla Cultura della Città di Torino. Il suo intento era quello di aprire nuovi spazi di fruizione della musica colta e attrarre un pubblico ampio e variegato.
Il successo del festival ne ha permesso un’espansione che, dal 2007, coinvolge anche il capoluogo della Lombardia. Ogni edizione fonde Torino e Milano con una proposta culturale comune che ruota attorno a un tema portante e che attira numeri crescenti di partecipanti.
Nel 2023 le presenze complessive tra Milano e Torino hanno superato le 50mila persone con 45 concerti su 70 che hanno registrato il “tutto esaurito”.
Il 2025 segna la diciannovesima edizione ed è dedicata al tema “Rivoluzioni”, declinato in senso estetico, spirituale e scientifico. È come una rottura delle abitudini di ascolto consolidate, uno stimolo a nuove prospettive.
“Rivoluzioni” 2025: la programmazione e i concerti di MiTo SettembreMusica
L’edizione 2025 si articola in quattro temi.
Il primo è “Mitja e gli altri”, un omaggio a Dmitrij “Mitja” Šostakovič nel cinquantenario della morte. In questo contesto, il 3 settembre si terrà a Torino l’apertura del festival.
La Filarmonica della Scala diretta da Myung‑Whun Chung intratterrà il pubblico con un programma che include Šostakovič, Rachmaninov e Čajkovskij. A Milano, il 4 settembre, si prosegue con la London Symphony Orchestra diretta da Sir Antonio Pappano.
Il secondo percorso è “Berio e le avanguardie”, dedicato al centenario della nascita di Luciano Berio. Il programma include le sue Sequenze accostate a opere di Bach, John Cage e Julius Eastman, presentando così una riflessione sull’innovazione musicale nel Novecento. Ricordiamo a proposito che Luciano Berio e Pierre Boulez sono stati ricordati al Festival Messiaen di La Grave, nelle Hautes-Alpes, a luglio.
Il terzo tema, “Rivoluzioni – tempi di guerra, tempi di pace”, propone concerti dedicati alla dimensione storica e spirituale delle rivoluzioni. In programma ci sono composizioni sacre e sinfonie che riflettono sul conflitto e sulla speranza, da Samy Moussa a The Armed Man di Karl Jenkins.
Il quarto e ultimo percorso è “Ascoltare con gli occhi” che propone al pubblico un’esplorazione tramite esperienze multisensoriali in cui musica, immagini e danza si fondono. Questo approccio interdisciplinare porta in scena sinfonie, installazioni coreografiche e performance che stimolano una percezione ampliata dell’ascolto.
Eventi traversali
Al filone principale di eventi si affianca una ricca offerta di musica da camera, progetti orchestrali e concerti di ensemble emergenti. Ma MiTo non è solo concerti in sala, infatti, dal 2009, è attivo il progetto “MITO per la città”, che porta la musica nelle periferie urbane, negli ospedali, nelle carceri e in altri spazi della quotidianità.
L’edizione 2025 prevede 103 eventi: 93 performance itineranti e 10 concerti o incontri gratuiti. L’iniziativa coinvolge 55 giovani strumentisti del progetto “Obiettivo Orchestra” e rappresenta un impegno concreto per portare la musica classica in contesti in cui l’accesso alla cultura è meno facile.
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