Mercoledì 3 settembre 2025, alle 18.30, a Champex-Lac (Orsières, Vallese), la storica dell’arte Noémie Carraux terrà una conferenza dal titolo Devenir Station: construire le paysage idéal.
L’incontro propone un viaggio nella costruzione architettonica e culturale delle prime stazioni turistiche delle Alpi vallesane, tra Ottocento e primo Novecento.
Il paesaggio turistico come prodotto culturale, secondo Noémie Carraux
Le immagini da cartolina delle stazioni alpine — chalet in legno, alberghi con vista sulle valli, natura apparentemente incontaminata — sono il frutto di una messa in scena accurata.
La conferenza analizza come, nella seconda metà del XIX secolo, l’industria turistica abbia iniziato a trasformare i territori montani in risposta alle aspettative di una clientela benestante, soprattutto nel contesto della Belle Époque.
In questo periodo sorgono in Vallese numerose stazioni, scelte per la loro posizione panoramica, la vicinanza a elementi naturali spettacolari come ghiacciai o cascate, ma concepite per apparire “autentiche” pur nella loro modernità. La natura viene così modellata dall’architettura, che si adatta ai desideri del pubblico, in un equilibrio tra funzionalità e suggestione.
Niente, nei nuovi paesaggi alpini, è lasciato al caso. Anche i segni della modernità — strade, impianti, strutture — devono rimanere discreti, per conservare un’estetica pittoresca. L’obiettivo non è solo accogliere, ma affascinare.
Attraverso uno studio comparativo tra le valli dell’Entremont e dell’Illiez, in Vallese, Noémie Carraux analizza le logiche che hanno guidato la progettazione delle prime stazioni, offrendo una chiave di lettura storica sulla trasformazione del territorio in prodotto turistico.
la comprensione e la riflessione sull’immagine costruita delle alpi nell’immaginario pubblico e turistico è di grande attualità in Svizzera. È di aiuto alla riflessione sulle trasformazioni in corso – economiche e ambientali anche rispetto al cambiamento climatico.
Sulla rottura del “modello cartolina”, bisogna segnalare la nascita della casa editrice vallesana dal titolo Gore des Alpes, di cui abbiamo parlato a Nos Alpes.
Una storica dell’arte tra ricerca accademica e valorizzazione del patrimonio
Specializzata in patrimonio edificato, Noémie Carraux svolge un dottorato presso l’Università di Losanna sulla modellizzazione del paesaggio legato alle stazioni di villeggiatura in Vallese.
Conduce in parallelo un’attività professionale dedicata alla conservazione e valorizzazione dell’architettura regionale. Ha avviato le sue ricerche sullo sviluppo turistico vallesano grazie a una borsa CIRM-Vallesiana ottenuta nel 2021, studiando in particolare la rivista La Vallée du Rhône (1903–1914).
L’intervento a Champex-Lac presenta i risultati più recenti del suo lavoro, resi possibili dalla borsa di ricerca del Centre Régional d’Etudes des Populations Alpines (CREPA). L’indagine intreccia architettura, trasformazioni del paesaggio e immaginario collettivo per comprendere come si è formato il Vallese turistico che conosciamo oggi.
Di Noémie Carraux bisogna assolutamente leggere Entre promotion et idéologie : La Vallée du Rhône et le tourisme valaisan du début du XXe siècle, pubblicato da Vallesia, la rivista delle Archives de l’Etat du Valais.
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