France Nature Environnement (FNE), la federazione francese delle associazioni per la tutela dell’ambiente, ha denunciato la presenza di inquinanti derivanti dall’abrasione degli pneumatici all’interno del Lago di Annecy. I risultati di tale indagine circa la contaminazione chimica che interessa anche uno dei bacini considerati tra i più puliti di Europa è stata presentata nel corso di una conferenza lo scorso venerdì 12 dicembre.
Tracce di pneumatici nel Lago di Annecy?
France Nature Environnement ha effettuato una serie di campionamenti tra il lago di Annecy e il territorio circostante che hanno rivelato tracce di sostanze riconducibili all’usura dei pneumatici rilasciate durante la circolazione dei veicoli. Tali prelievi hanno riguardato l’acqua superficiale e profonda, i sedimenti, l’acqua potabile distribuita ai rubinetti, l’aria in prossimità delle strade e persino le urine di volontari.
Tra i composti individuati figurano, per esempio, additivi utilizzati nella produzione delle gommecome la difenilguanidina (DPG), il 6PPD e il suo prodotto di trasformazione 6PPD-chinone. La federazione segnala che in alcuni punti, in particolare sulla sponda occidentale del lago e nelle aree più trafficate, le concentrazioni rilevate sono paragonabili a quelle misurate in contesti urbani fortemente esposti al traffico.
I rischi evocati e i limiti delle conoscenze
FNE richiama studi europei che associano numerose molecole rilasciate dai pneumatici a potenziali effetti tossici per gli organismi acquatici e, in alcuni casi, per l’uomo. Allo stesso tempo, tuttavia, la federazione riconosce che le conoscenze scientifiche su esposizione e impatti sanitari sono ancora in fase di costruzione e che mancano ricerche epidemiologiche di lungo periodo.
In alcuni campioni di acqua, però, sarebbe presente sino a una dozzina di additivi diversi, alcuni dei quali indicati dalla letteratura industriale come potenzialmente nocivi per la fauna acquatica e per la salute umana. Inoltre, l’organizzazione sostiene che l’abrasione degli pneumatici costituisce una fonte diffusa e sottovalutata di microplastiche e microinquinanti, che l’assenza di sistemi di filtrazione delle acque meteoriche agevola durante le piogge.
Richieste e reazioni
France Nature Environnement chiede dunque interventi “a monte”, rivolti in particolare ai produttori e ai regolatori, per ridurre la presenza di sostanze pericolose negli pneumatici e limitare le emissioni da abrasione nel Lago di Annecy. In parallelo, essa sollecita l’adozione di sistemi di filtrazione delle acque di dilavamento stradale e l’avvio di programmi di studio più approfonditi sulla diffusione di queste particelle nell’ambiente e negli organismi.
A seguito della presentazione dell’indagine, il sindaco di Annecy François Astorg ha formalmente scritto alla Prefettura dell’Alta Savoia, alla presidenza del Grand Annecy, alla presidenza del SILA (sindacato che gestisce le risorse idriche) e al presidente del consiglio dipartimentale con l’obiettivo di attivare un coordinamento istituzionale sulla possibile contaminazione. Egli ha inoltre richiesto che siano avviate analisi estese alla popolazione che vive attorno al lago, con la costituzione programmata di un comitato di monitoraggio che coinvolga tutti gli attori istituzionali interessati.
Altre posizioni nell’arena politica locale
La presidente del Grand Annecy, Frédérique Lardet, ha sottolineato che, sebbene l’allarme sull’abrasione dei pneumatici costituisca una tematica nuova, le analisi attuali dell’acqua potabile sono nei limiti normativi. Allo stesso tempo, è stata evocata l’idea di potenziare l’offerta di trasporti pubblici e di studiare infrastrutture alternative come un progetto di tramway per diminuire gradualmente la dipendenza dalle auto, proposta avanzata anche da alcuni consiglieri locale.
Al di là delle amministrazioni comunali e regionali, si segnalano studi scientifici in corso affidati a enti di ricerca come l’INRAE (Istituto francese di ricerca agronomica e ambientale) di Thonon-les-Bains. Essi dovrebbero fornire dati più robusti circa la presenza e la distribuzione degli inquinanti legati all’abrasione degli pneumatici nel quadro generale della qualità delle acque lacustri.
LEGGI ANCHE: Il Lago di Ginevra inquinato dal 1,2,4-Triazolo
