A Pinerolo, il 23 gennaio 2026 la Biblioteca Civica Alliaudi ospita un convegno “Turismo e Cultura: l’importanza delle radici e del territorio”, sul turismo delle radici.

Si ragiona su come valorizzare la memoria in un turismo di riscoperta dei luoghi di origine delle proprie famiglie emigrate, come strumento di valorizzazione territoriale e come occasione di riconnessione affettiva.

Un turismo legato alla memoria e all’identità

L’incontro di Pinerolo, organizzato con il sostegno del Ministero degli Affari Esteri, del Ministero della Cultura e della piattaforma Italea Piemonte, propone itinerari culturali legati al territorio e alla memoria di riscoperta.

«Pinerolo è una terra di emigrazione», dice il sindaco di Pinerolo Luca Salvai, «e molti pinerolesi vogliono ritrovare le proprie origini, rinnovando il legame con la città», mentre Nicholas Padalino, vicepresidente di ANCI Piemonte, sottolinea la valenza culturale del progetto, in un turismo lento e consapevole.

Il progetto Italea e il ruolo del Piemonte

Italea è una piattaforma nazionale promossa dal Ministero degli Esteri nell’ambito del PNRR e finanziata da NextGenerationEU, lo stesso che sostiene l’analogo programma France Relance.

Propone viaggi genealogici in Italia, rivolti a cittadini italiani residenti all’estero e discendenti di emigrati, con itinerari personalizzati, supporto genealogico e una rete di accoglienza attiva in ogni Regione.

Il 18 e 19 novembre 2025, a Matera, in occasione di un altro incontro sul turismo delle radici, son ostati richiamati i primi risultati del progetto: esiste un potenziale di 80 milioni di italo-discendenti nel mondo, e sono giunte le prime 10 mila richieste di viaggi delle radici e di servizi a vario titolo, per esempio sui temi della genealogia, e la Card Italea per i servizi turistici aveva raggiunto 13 mila iscritti. Sono numeri di avvio dunque, mentre deve ancora iniziare la campagna all’estero – salvo qualche accenno a New York – anche facendo leva sulle organizzazioni degli italiani all’esterno, compresi di “Comites”.

Questi ultimi sono organismi rappresentativi della collettività italiana, eletti direttamente dagli italiani residenti all’estero.

Il Piemonte propone esperienze che uniscono la scoperta delle origini alla conoscenza del paesaggio, della cucina e della storia locale. Secondo Marco Zaccarelli, referente di Italea Piemonte e presidente dell’associazione Radici Piemontesi ETS, il turismo delle radici permette di attivare risorse culturali ed economiche grazie al coinvolgimento delle comunità, con un approccio destagionalizzato.

Itinerari tra storia, storie personali e territorio

Oltre a quelle di Pinerolo, tra le proposte piemontesi vi sono esperienze nella provincia di Cuneo, come la visita a Montemale, nota per il tartufo nero dolce, o l’itinerario nella Valle Grana, terra del Castelmagno DOP. In Valle Stura di Demonte si percorrono luoghi di confine, legati a secoli di migrazione. A Biella, il Museo delle Migrazioni di Pettinengo racconta l’esperienza piemontese dell’espatrio con documenti, testimonianze e oggetti storici.

Queste mete, integrate nei percorsi di Italea, permettono ai visitatori di approfondire la storia familiare e di costruire un rapporto diretto con il territorio, attraverso esperienze legate alla memoria, alla gastronomia e alla cultura alpina.

Il turismo delle radici si sviluppa in tutta Italia. A Genova, al Museo Nazionale dell’Emigrazione Italiana, si possono seguire le tracce di chi è partito per le Americhe. Nelle Marche, “Casa Marche” propone un viaggio affettivo nei borghi d’origine. In Calabria, in Toscana, in Puglia e in molte altre regioni si sviluppano itinerari che coniugano paesaggio, spiritualità e memoria familiare.

L’obiettivo è trasformare il visitatore in un “cittadino temporaneo”, offrendo esperienze autentiche e coinvolgenti che rafforzano il legame con l’Italia ala sua riscoperta storica e culturale, che unisce persone, famiglie, luoghi e identità.

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