Il 22 gennaio 2026 è stata inaugurata ad Aosta l’opera Per aspera ad astra, realizzata dallo scultore Donato Savin e collocata all’ingresso della sede di Cogne Acciai Speciali, in via Paravera 16. Si tratta di un grande albero d’acciaio, con le foglie a forma di cuore, tutto in metallo, che produce un certo effetto, per la sua importanza e la sua dimensione emotiva. Un’opera che si fa notare, con una sua eleganza, una sua forza.

La presentazione ad Aosta è stata promossa da Fondation Grand Paradis e Cogne Acciai Speciali S.p.A., con la collaborazione del Comune di Cogne e la curatela di Luisa Vuillermoz.

Di cosa parla questo grande albero d’acciaio e di cuori

Per aspera ad astra resterà esposta ad Aosta fino al 15 luglio 2026, per poi essere trasferita nella piazza centrale di Cogne.

L’opera è dedicata ai minatori della Valle d’Aosta e alle vittime della pandemia. L’artista ha dichiarato di aver concepito il lavoro nel corso dell’emergenza sanitaria, ispirandosi in particolare alle immagini dei mezzi militari impiegati nel trasporto delle salme a Bergamo.

I rami in acciaio inox, forgiati con l’apporto di Remo Bhétaz, sono elemento centrale della scultura. Evocano la possibilità di una rinascita, mentre i cuori inseriti nella composizione rimandano alla dimensione della perdita e del lutto. La forma dell’albero si ricollega al territorio e ai luoghi, unendo in questo modo memoria, paesaggio, territorio.

Un prodotto d’arte collocato nella sua Valle d’Aosta

Poi, vederla proprio all’ingresso dello stabilimento siderurgico di Aosta, oltre a ricordare il contributo dell’azienda alla realizzazione fisica dell’opera, sottolinea il legame tra il territorio alpino valdostano con la storia industriale sia di Aosta sia di Cogne con le sue miniere.

L’acciaio come materiale della scultura esprime da solo e in modo immediato questo aspetto. La trasformazione del minerale in un prodotto d’arte finisce per legare i luoghi allo sguardo che si dà all’opera. Così, sembra che la scultura di Savin sia vedere in Valle d’Aosta, dentro la Valle d’Aosta, inserita nel suo contesto.

L’opera di Donato Savin poi andrà a Cogne, appunto

Betèn de féye – gregge di pecore, com’era esposto a Cogne nel 2025 (c) Fondation Grand-Paradis

Al termine della sua esposizione ad Aosta, l’opera entrerà a far parte della mostra La vita attorno a me, progetto espositivo a cielo aperto curato da Fondation Grand Paradis. Comprende sculture in pietra collocate in vari punti del territorio di Cogne, con un effetto anche giocoso, come dice lo stesso Savin.

Tra queste figurano Bouquetin nella piazza del Villaggio Minatori, Motzè di-z-agnì (Gipeto barbuto) in Piazza Chanoux, Stele al villaggio di Valnontey, e altre opere (Tchichtchic – uccelllini, Deveteya, –desarpa, Betèn de féye – gregge di pecore) presso il Villaggio Minatori. L’esposizione è aperta fino al 30 aprile 2026, con diverse opere presenti nei luoghi di Cogne già nel 2025.

Donato Savin è nato e vissuto a Cogne, in quella commistione di lavoro, vita personale, comunità che si può ritrovare solo nei villaggi alpini. Si è messo a a scolpire presto, ha presentato le sue produzioni da giovane alla Foire de Saint-Ours (dove ha presto ricevuto un premio), è diventato un corridore della Martze a Pià (altrove di direbbe trail) e nel tempo ha visto le sue opere esposte per esempio a Brasov, in Romania o a Barcellona, oppure, per l’Italia a Torino, a Brindisi o a Belluno.

Tra l’altro, sempre in riferimento a Donato Savin, nell’ambito delle iniziative collaterali della 1026ª Fiera di Sant’Orso, mercoledì 28 gennaio alle 20.30, al Teatro Splendor di Aosta, andrà in scena Ballant Mozart, spettacolo di danza della Factoria de Dansa de LaFACT di Terrassa, in Catalogna.

Ispirato al Requiem di Mozart, lo spettacolo si sviluppa attorno alle opere dello scultore valdostano Donato Savin, già esposte in Catalogna nel 2024 nella mostra L’anima de les pedres.

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A Cogne, la mostra La vita attorno a me, estratto dal catalogo realizzato dalla Fondation Grand-Paradis


Direttore di Nos Alpes, giornalista. Ha collaborato in tempi diversi con varie riviste e giornali, da Il Mulino a Limes, da Formiche a Start Magazine.

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