Le valanghe in Savoia e l’allerta rossa diramata da Météo-France per la Haute Tarentaise segnano una fase di rischio massimo legata alla tempesta Nils. La stazione di La Plagne è stata chiusa per questa ragione nella giornata di oggi, 12 febbraio.
Dalla sera di mercoledì 11 febbraio e per l’intera giornata di giovedì 12 febbraio, quattro massicci alpini – Beaufortain, Haute Maurienne, Vanoise e Haute Tarentaise – sono stati posti in vigilanza arancione, poi elevata a rossa nella Haute Tarentaise, con possibili chiusure di stazioni sciistiche e limitazioni alla circolazione.
Rischio valanghe 5 su 5
Météo-France ha classificato il rischio valanghe a livello 5 su 5 su gran parte dei massicci savoiardi per giovedì 12 febbraio. Si tratta del livello massimo della scala europea, che indica un’instabilità generalizzata del manto nevoso e la possibilità di numerosi distacchi spontanei, anche di dimensioni molto importanti.
Le nevicate, iniziate mercoledì sera con l’arrivo della tempesta Nils, sono risultate abbondanti e persistenti. Il limite pioggia-neve, inizialmente previsto intorno ai 1.300 metri, è già sceso e si abbasserà ancora a sera, rafforzando un contesto già segnato da accumuli importanti e da uno strato instabile persistente all’interno del manto nevoso.
Il rischio riguarda in particolare la Haute Tarentaise, dove dalle 6 del mattino di giovedì è scattata la vigilanza rossa, con attenzione specifica per i comuni di Tignes, Val d’Isère e Villaroger, esposti a potenziali valanghe di grande ampiezza capaci di coinvolgere infrastrutture e anche aree abitate.
Chiusura delle stazioni sciistiche
Le conseguenze sono state immediate sui comprensori sciistici. Il dominio di La Plagne è stato chiuso integralmente per la giornata di giovedì. A Courchevel, Chamonix, Les Deux Alpes e l’Alpe-d’Huez sono state chiuse diverse piste, con una riduzione significativa delle aree accessibili al pubblico.
A Val d’Isère, come ha detto a Radio ICI (già France Bleue) Frédéric Bonnevie, direttore della Régie des pistes et de la sécurité e presidente dell’Association nationale des directeurs de pistes et de la sécurité des stations de sports d’hiver, risultava aperto tra il 15 e il 20 per cento del comprensorio, prevalentemente nelle zone basse.
Durante la notte tra giovedì e venerdì, pisteurs artificiers e mezzi battipista saranno impegnati in operazioni di distacco preventivo e messa in sicurezza. Ci si aspetta comunque che molte zone e settori rimaranno inaccessibili. In tutte le località vige l’obbligo e il consiglio di restare sulle piste aperte e segnalate e di non avventurarsi fuoripista.
Un effetto anche sulle strade e sulla viabilità
Il rischio valanghe elevato comporta anche possibili restrizioni alla circolazione stradale. La Prefettura della Savoia ha informato che saranno possibili sensi unici alternati, transiti scaglionati in convoglio. Sono anche ipotizzate chiusure totali di alcune arterie, in particolare sulle strade di accesso alle stazioni invernali. La notizia è importante, perché siamo nella fase delle vacanze scolastiche invernali in Francia, e il traffico stradale è importante.
I piani di intervento per il distacco artificiale delle valanghe (PIDA) vengono attivati dai comuni e dai gestori per proteggere la rete stradale e le aree di sci.
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