Il Cactus Film Festival, con il Cactus Edu presentato oggi, e il Cactus industry con due date a febbraio, è la testimonianza di come si possa inventare un prodotto e un percorso di livello nazionale ed europeo con delle buone idee, organizzazione e reti senza stare per forza a Berlino, Parigi o Milano.
Anche altri Festival sono nati grazie a iniziative e capacità locali – ce ne sono molti in Francia e Svizzera, da Palp in Vallese a Le Grand Bivouac in Savoia, sia pure su temi e con forme diversi. Ad Aosta ormai da sei anni Cactus è nato su un segmento che era trascurato in particolare in Italia, il cinema per l’infanzia e l’adolescenza.
Il festival lo ha collocato in un ambito strutturato di educazione, produzione e di mercato culturale.
Cactus Edu, 4.366 classi e decine di migliaia di studenti
Per dire, il 9 febbraio ad Aosta si è tenuta la presentazione di Cactus Edu, una serie di percorsi educativi e partecipativi rivolti a tutti i livelli scolastici. Prevedono la visione guidata di cortometraggi, attività didattiche e giurie scolastiche chiamate a esprimere valutazioni critiche. E non si parla di qualche occasione sporadica di formazione: per il 2026 sono coinvolte 4.366 classi in venti regioni di tutta Italia, di cui 406 in Valle d’Aosta, con 6.461 alunne e alunni.
In Piemonte sono coinvolte scuole da Torino a Oulx, a Verbania, in Liguria da Genova a Imperia, da Dolceacqua a Sanremo.
In parallelo, il 7 febbraio scorso e domani 12 febbraio, sono organizzati due masterclass, per mettere in rete professionisti, studenti e appassionati di cinema e nuovi media. Fanno parte del Cactus Industry Forum – Networking for Film and Media Professionals, lo strumento di complemento del Festival che mostra il progresso dell’iniziativa e il circuito che è riuscito a creare.
Quest’anno, sabato 7 febbraio 2026, al Salone Ducale del Comune di Aosta, la giornata ha riguardato professionisti del settore e operatori culturali. Giovedì 12 febbraio 2026, al Teatro Cinema Giacosa, l’incontro è aperto a tutti, anche con pubblico giovane. Si svolge infatti in coincidenza con VDA Orienta, il Salone dell’orientamento scolastico e professionale rivolto agli studenti ma con molti insegnanti e genitori presenti.
La dimensione nazionale ed europea
Su un piano più largo e nazionale italiano, il progetto del Cactus Festival risponde a un’esigenza che era poco coperta dal mercato della Penisola. Si tratta di formare spettatori consapevoli fin dall’infanzia e di riconoscere il cinema come strumento educativo, oltre che culturale. L’idea di fondo è creare connessioni stabili tra educazione, produzione culturale e lavoro, rafforzando competenze e opportunità in un ambito in crescita ma ancora frammentato in Italia.
Ha tratto però esperienze e pratiche dalle esperienze europee. Cactus fa parte dell’Association Européenne du Cinéma pour l’Enfance et la Jeunesse (ECFA – Bruxelles), e dell’International Centre of Films for Children and Young People (CIFEJ, nato nel 1955, e con sede dal 2015 ad Atene).
Il motore si trova nell’associazione Long Neck Doc e nel regista e critico Alessandro Stevanon. Il progetto poi funziona, e ha raccolto consensi e sostegni, organizzativi e finanziari, dalla regione Valle d’Aosta alla Film commission, all’associazione dei Comuni, ad AostaSera come media partner, con un contributo importante alla comunicazione.
Altre iniziative esistono, anche in francese, però circoscritte
Cactus si è sviluppato in modo parallelo ad altre iniziative che coinvolgono in modo attivo i giovani nel cinema e nei nuovi media.
Un progetto Interreg Italia-Francia, ripetuto anche nella programmazione 2021-2027 con il nome di IMAJE e oltre 2 milioni di euro di budget, per esempio coinvolge diverse scuole della Valdigne in Valle d’Aosta e dell’Alta Savoia, con la produzione diretta di media e di podcast da parte degli studenti delle scuole medie.
Con il nome di Concours Abbé Trèves, un premio rivolto ai giovani per una produzione audio, video e o redazionale in lingua francese è attribuito ogni anno con il sostegno del Consiglio regionale della Valle d’Aosta e l’organizzazione dell’UPF Vallée d’Aoste (Union presse francophone).
Certamente, Cactus è l’iniziativa che ha avuto maggiore impatto e che si presenta in piena espansione, per quanto nel perimetro della lingua italiana.
Cactus progetti, come fare attività tutto l’anno
Il festival Cactus e i suoi organizzatori danno anche vita a iniziative che traggono energie da fondi europei e regionali. Per esempio, con il sostegno del programma Erasmus+, dal 26 ottobre al 1° novembre 2025 sei giovani valdostani tra i 13 e i 16 anni hanno partecipato, alla Giuria Giovani del Filem’On di Bruxelles. Hanno assistito e preso parte a proiezioni, dibattiti e laboratori, con l’assegnazione finale del premio Teen Screens Award al film Vlam di Daphne Lucker.
Oppure, per mezzo del bando che in Valle d’Aosta finanzia progetti per le politiche giovanili, l’associazione Long Neck Doc, l’organizzatore di Cactus, ha dato vista Youth Press – Sguardi giovani sulla cultura, per ragazze e ragazzi tra i 14 e i 35 anni. Tra febbraio e giugno 2026, una redazione di giovani impara facendo, nella redazione giornalistica e nella produzione di contenuti multimediali sui temi culturali della Valle d’Aosta. I pezzi sono per esempio pubblicati dal media partner AostaSera.
Inoltre, dal 27 giugno al 1° luglio 2025 – ed era in coincidenza con il Cactus Festival – Long Neck Doc ha anche dato vita a The Party 100 Short Film Contest, un concorso cinematografico per cortometraggi negli spazi della città di Aosta, ancora con il coinvolgimento dei giovani.
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