Utilizzare sistemi basati sull’intelligenza artificiale per la gestione sanitaria di crisi e situazioni emergenziali transfrontaliere: è lo scopo ultimo del progetto Interreg Francia-Svizzera 2021/2027 “Gesica”. Acronimo di “GEstion des SItuations de Crises sAnitaires”, esso intende rafforzare la capacità congiunta di anticipazione e risposta a situazioni problematiche da un capo all’altro del confine.

Intelligenza artificiale e gestione sanitaria

Negli ultimi anni, la natura delle minacce alla salute pubblica è cambiata in modo significativo tra epidemie, eventi climatici estremi e rischi sistemici spesse volte simultanei. Tali condizioni di crisi hanno evidenziato la vulnerabilità delle strutture sanitarie e la necessità di strumenti avanzati per prevedere e gestire situazioni eccezionali.

Di qui dunque l’idea di sviluppare un sistema basato su dati e intelligenza artificiale per affrontare la gestione sanitaria in maniera mirata, adottandolo in chiave sperimentale per testare tecnologie e metodologie operative. Esso permetterà, per esempio, di aggregare informazioni eterogenee provenienti dai due Paesi, identificare segnali deboli di possibili crisi, proporre scenari di amministrazione e ottimizzazione delle risorse, supportare le decisioni delle autorità e rafforzare il coordinamento transfrontaliero.

Tecnologia e scenari futuri

Il cuore di “Gesica”, in svolgimento tra il mese di settembre del 2024 e il mese di agosto del 2027, è dunque la creazione di una piattaforma predittiva alimentata da intelligenza artificiale. Questa sarà in grado di elaborare scenari teorici di gestione delle crisi a diversi livelli territoriali, simulare condizioni retroattive per un confronto con il passato e proporre piani dettagliati di intervento basati su simulazioni.

L’obiettivo a lungo termine resta quello di estendere il sistema a tipologie diverse di crisi, come quelle legate al cambiamento climatico, andando così ad ampliarne l’applicabilità e l’utilità.

Scheda tecnica

Il progetto transfrontaliero “Gesica” nasce dalla collaborazione tra l’Université Marie et Louis Pasteur(Bésançon) e gli Hôpitaux Universitaires de Genève (Ginevra), rispettivamente capofila francese e capofila svizzero.

Esso vede peraltro la partecipazione per la Francia dell’ospedale di Bésançon, dell’Hôpital Nord Franche-Comté nonché dall’azienda di soluzioni tecnologiche Share&Move e della cassa di assicurazione sanitaria del Doubs. Per la Svizzera vi prendono per contro parte la Haute École d’Ingénierie et de Gestion e il Centro ospedaliero del Canton Vaud, l’Università di Neuchâtel, la Haute école spécialisée de Suisse occidentale e l’azienda tecnologica Techwan SA.

Il costo complessivo del progetto è di 2.471.325 euro (2.424.370 franchi svizzeri), derivanti per larga parte (1.067.320 euro) dal Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR) e per altra parte da fondi federali (340.016 franchi svizzeri) e da fondi cantonali (200 mila franchi svizzeri). Di questi 1.452.284 euro (1.364.159 franchi svizzeri) sono stati assegnati alla Francia e 1.019.041 euro (957.225 franchi svizzeri) sono stati assegnati alla Svizzera.

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Classe 1997, ho due lauree in lingue e letterature moderne, un master di primo livello in giornalismo 3.0 e una incrollabile testardaggine, tutti quanti ottenuti con il massimo dei voti. Appassionata di scrittura dall’età di 7 anni e giornalista pubblicista dal 2021, ho contribuito a costruire “Nos Alpes” dalle basi, crescendo giorno dopo giorno e imparando a essere migliore assieme a lui. Nel tempo libero che mi sforzo di ritagliare coltivo alcune delle mie frivole passioni, tra cui il rosa e i dolci, lo shopping e il make up, ma soprattutto i miei racconti.

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