Tra i dolci simbolo del Carnevale piemontese, i Friciò, soffici frittelle dorate arricchite con uvetta e scorza di limone preparate tradizionalmente tra il mese di gennaio e il mese di febbraio, occupano un posto speciale. Conosciuti anche come Fricieuj o Frisceu a seconda delle zone della regione in cui essi sono cucinati nel periodo che precede la Quaresima, essi raccontano il desiderio di celebrare e concedersi un piacere goloso prima del periodo di rinuncia.
Le loro origini affondano nella cultura rurale del Piemonte, in particolare nelle aree del Torinese e del Monferrato, territori ancora oggi dotati di una forte identità gastronomica. All’interno delle cascine, essi erano fritti nello strutto ricavato dalla macellazione del maiale durante le veglie invernali e condivisi in un clima di festa e abbondanza prossimo al rituale e alle feste popolari dell’antichità.
Gli ingredienti
La ricetta dei Friciò di Carnevale è essenziale e genuina, tipica dei dolci “poveri” della tradizione contadina tuttavia capaci di sorprendere per morbidezza, profumo e soprattutto sapore.
L’impasto si prepara con farina bianca (250 grammi), latte (200 millilitri), zucchero semolato (100 grammi), uova (3), lievito in polvere (20 grammi) e un pizzico di sale, mentre per la frittura si utilizza olio di semi in dosi variabili. Esso si arricchisce poi di uvetta (100 grammi) a regalare dolcezza e consistenza e di scorza grattugiata di limone (20 grammi) a donare una nota fresca e aromatica, salvo poi completarsi con una finitura di zucchero a velo in dose a piacere.
Accanto alla versione classica, esistono varianti che prevedono l’aggiunta di mele a pezzettinell’impasto per un risultato ancora più morbido e fruttato che non tradisca però lo spirito originale del dolce di montagna. Per i più golosi è anche possibile sostituire la frutta con una eguale dose di gocce di cioccolato fondente oppure prevedere un cucchiaio di cacao amaro in polvere direttamente alla pasta.
La preparazione dei Friciò di Carnevale
Per preparare i Friciò di Carnevale si inizia, come ovvio, dal loro impasto di base, a sua volta creato mescolando la farina assieme al latte e alle uova per ottenere un composto fluido e senza grumi. Successivamente, unire in due diverse tranche dapprima lo zucchero e il sale e in seguito l’uvetta fatta precedentemente rinvenire in acqua per una mezz’ora e la scorza di limone grattugiata fresca.
Il lievito, per contro, deve essere incorporato per ultimo e possibilmente lontano dal sala, amalgamandolo delicatamente alla pasta e facendo in modo che esso sia distribuito uniformemente. A questo punto, mentre il tutto riposa per qualche minuto coperto da un canovaccio umido o da un foglio di pellicola trasparente, è possibile cominciare a scaldare l’olio di semi in una padella dai bordi alti.
Una volta caldo alla giusta temperatura (tra 160 gradi e 180 gradi, quando immergendo uno stuzzicadenti questo si cosparge di piccole bollicine), versare al suo interno piccole quantità di composto con l’aiuto di due cucchiai. Friggere sino a quando le frittelle non risultano gonfie e dorate, poi servire calde e spolverate di una generosa dose di zucchero a velo.
I Friciò di Carnevale sono perfetti da gustare da soli ma si abbinano bene anche a una sostanziosa ma golosa crema al mascarpone o a una più leggera ma ugualmente gustosa composta di frutta.
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