Nel pomeriggio (17:30) del prossimo sabato 21 febbraio, il Courmayeur Climate Hub ospiterà un incontro pubblico dedicato a una delle tematiche più emblematiche del cambiamento climatico contemporaneo, ovverosia i ghiacciai alpini. L’evento, intitolato “I ghiacciai alpini: la memoria del clima”, è organizzato dalla Fondazione Courmayeur Mont Blanc in collaborazione con la Fondazione Montagna Sicura e si terrà nella Sala Dipinti dell’Ange.
I ghiacciai come traccia visibile dei cambiamenti climatici
I ghiacciai non sono soltanto elementi distintivi del paesaggio alpino bensì anche veri e propri “archivi” naturali che registrano l’evoluzione del clima nel susseguirsi dei secoli. Il ghiaccio, difatti, intrappola particelle di polveri, pollini, aerosol e bolle di aria a partire dai quali gli scienziati possono ricostruire la composizione dell’atmosfera, le temperature medie e persino la frequenza di eventi estremi di migliaia di anni fa.
Inoltre, le loro fasi di avanzamento e regressione rispondono direttamente alle variazioni di temperatura e precipitazioni, lasciando segni evidenti sul territorio e nella memoria storica delle comunità di montagna. Questo perché morene, depositi detritici, superfici levigate e valloni sovraescavati permettono di confrontare le attuali dimensioni dei ghiacciai con quelle del passato, documentate anche da mappe storiche, incisioni, fotografie e cartoline di epoca.
Le condizioni dei ghiacciai alpini oggi
Negli ultimi decenni, i ghiacciai alpini stanno attraversando una fase di rapido declino, accentuata nello specifico dall’innalzamento delle temperature medie e dalla riduzione delle nevicate invernali. In meno di un secolo, complice prettamente l’accelerazione dei processi di fusione, sulle Alpi è già stata persa oltre la metà della superficie glaciale e molte lingue di ghiaccio che caratterizzavano le valli alpine sono oramai frammentate o prossime alla scomparsa.
A differenza di altri parametri climatici più astratti, il ritiro dei ghiacciai è un indicatore immediato e facilmente osservabile del riscaldamento globale, perciò essi sono considerati tra le “sentinelle” per tale aspetto più affidabili. Eppure, la loro sempre più rapida scomparsa comporta anche una perdita irreversibile di informazioni nonché della possibilità di accedere a una parte della storia climatica che essi custodiscono.
L’incontro sulla memoria dei ghiacciai a Courmayeur
Protagonista dell’incontro sulla memoria dei ghiacciai a Courmayeur, al quale è possibile iscriversi al seguente link, sarà Luca Mercalli, climatologo, giornalista scientifico nonché presidente della Società Meteorologica Italiana. Parte del suo intervento coinciderà con le nozioni contenute nel suo volume “Breve storia del clima in Italia. Dall’ultima glaciazione al riscaldamento globale”, che ricostruisce l’evoluzione climatica del territorio italiano.
Il suo contributo si inserirà in un confronto con Jean Pierre Fosson e William Boffelli, in rappresentanza della Fondazione Montagna Sicura, e Lukas Plattner, membro del Comitato scientifico della Fondazione Courmayeur. Il dialogo metterà in relazione dati scientifici, osservazioni sul campo e prospettive future, affrontando anche le implicazioni sociali ed economiche della deglaciazione a oggi in corso.
LEGGI ANCHE: Il Ghiacciaio del Griesgletscher (Vallese) continua ad arretrare
