Le peintre et l’architecte (il pittore e l’architetto), un documentario su due storie di successo dell’emigrazione valdostana in Belgio, sarà presentato in anteprima giovedì 12 marzo 2026 al Cinéma de la Ville di Aosta.

Il film ripercorre la storia dei fratelli Emmanuel e Joseph Viérin, discendenti di emigranti valdostani stabilitisi nelle Fiandre, e fa parte di una serie di documentari dedicati alla emigrazione valdostana nel mondo.

Emmanuel Viérin è associato al movimento luminista belga ed è stato direttore dell’Accademia di Belle Arti e conservatore dei musei comunali di Courtrai. Joseph Viérin è stato uno degli architetti della Ricostruzione dopo la prima guerra mondiale, in particolare a Nieuwpoort (Nieuport in francese), ed è stato assessore a Bruges per i lavori pubblici.

Il cognome Viérin è molto conosciuto e diffuso in Valle d’Aosta, con radici in particolare nella Valgrisenche. Lo portano varie personalità della vita pubblica, tra cui sindaci e due presidenti della Regione, Dino e Laurent,, nonché alla campionessa di tennis Nathalie e uno scultore, Siro. Il nome è presente anche nel tessuto economico (marchi commerciali o un negozio di caffè) e più in generale nella vita sociale della Regione.

Il pittore ….

Il documentario Le peintre et l’architecte (54 minuti, 2026) sarà presentato in anteprima giovedì 12 marzo 2026 alle 20:30 al Cinéma de la Ville di Aosta. Girato nei mesi di luglio, agosto e settembre 2025 tra la Valle d’Aosta, Courtrai, Nieuwpoort e Bruges, il documentario mette in luce il percorso di questi due nipoti dell’emigrazione valdostana.

Emmanuel Viérin (1869-1954) è un pittore belga nato a Courtrai in una famiglia le cui origini risalgono a Valgrisenche, in Valle d’Aosta, da dove suo nonno era emigrato nelle Fiandre. Formatosi all’Accademia di Courtrai e poi all’Accademia Reale di Anversa con il paesaggista Joseph Coosemans, si evolve da un realismo ispirato alle scuole di Barbizon e Tervueren verso il luminismo belga, corrente vicina all’impressionismo.

La sua opera si concentra soprattutto sui paesaggi fiamminghi, i beguinages, gli ambienti marittimi e le scene rurali o urbane, caratterizzate da un’atmosfera intima e contemplativa. Parallelamente alla sua carriera artistica, ha svolto un ruolo importante nella vita culturale di Courtrai, dove ha diretto per molti anni l’Accademia di Belle Arti ed è stato Conservatore dei musei comunali.

Le sue opere sono oggi conservate in Belgio, ma anche in altri musei europei, a Barcellona (Beghinaggio delle Fiandre, di sera, del 1905), a Roubaix in Francia (Riva, datato 1891) o a Udine, in Italia (Vista di Harelbeke, del 1906).

…. e l’architetto

Anche suo fratello Joseph (Jos) Marie Hippolyte Constant Viérin (1872-1949) nacque a Courtrai. Si formò alla scuola di architettura Saint-Luc di Gand e si stabilì a Bruges nel 1904. Qui sviluppò una carriera sia come architetto che esponente politico: membro del consiglio comunale, divenne assessore (échevin) ai lavori pubblici della città per 17 anni, dal 1921 al 1938.

La sua opera si distingue per l’attenzione rivolta all’architettura tradizionale fiamminga. Realizzò numerose residenze di importanza a De Panne, Westende, Duinbergen e Knokke, oltre ad alberghi ed edifici pubblici. Tra le sue realizzazioni figurano in particolare il Palace Hotel di Zeebrugge prima della prima guerra mondiale e, più tardi, il Memling Hotel a Knokke. Si tratta di luoghi classici del turismo e dei soggiorni al mare in Belgio. È anche autore dell’edificio neogotico della Bank van Brugge sulla Grand-Place di Bruges e del Groeningemuseum, costruito nel 1930.

Un’immagine del docufilm sui fratelli Viérin, davanti alla facciata della Banca di Bruges, sulla Grand-Place (c) UPF Vallée d’Aoste Joseph Péaquin

Dopo la prima guerra mondiale, Viérin lavora alla ricostruzione delle «regioni devastate» delle Fiandre occidentali, in particolare a Nieuwpoort e Diksmuide, dove progetta i municipi e partecipa al restauro o alla ricostruzione di numerose chiese. Architetto attento al patrimonio, conduce anche diversi restauri a Bruges e contribuisce all’immagine architettonica della città all’inizio del XX secolo.

Legami familiari ancora oggi con la Valgrisenche

Oltre a questi percorsi, il film mostra anche che, nonostante il passare delle generazioni, i legami con la Valle d’Aosta rimangono. Ancora oggi, alla quinta generazione, esistono rapporti con i cugini che vivono a Valgrisenche.

Il documentario alterna testimonianze familiari e analisi di esperti di pittura e architettura, ripercorrendo il percorso dei fratelli Viérin tra la Valle d’Aosta e il Belgio.

L’ideazione, la realizzazione, le immagini e il montaggio sono firmati da Joseph Péaquin, regista e presidente dell’Union de la Presse Francophone (UPF) – sezione Valle d’Aosta. La logistica del progetto è stata curata da Patrick Perrier, segretario della Fondazione Chanoux.

La coproduzione riunisce l’UPF Valle d’Aosta, il Comité des Traditions valdôtaines e la Fondation Chanoux, con il sostegno della Struttura delle attività culturali della Regione autonoma Valle d’Aosta. Il progetto ha inoltre permesso a quattro giovani valdostani – AndréAnglesio, Lorenzo Antonicelli, Emanuele Centoz e Nadège Griseri – di partecipare alle fasi di produzione e post-produzione.

Una collana sull’emigrazione valdostana

Il docufilm fa parte della collana documentaristica Émigration Valdôtaine dans le monde, lanciata nel 2022 dalle stesse associazioni culturali valdostane.

La serie esplora i percorsi degli emigranti valdostani e i legami mantenuti con il loro territorio. Il primo documentario, The New World (2023), era dedicato all’emigrazione valdostana negli Stati Uniti. Nel 2024, un secondo film Au sud des montagnes, l’Africa, ha seguito le tracce di diverse famiglie stabilitesi in Sudafrica, in particolare Ariane Questiaux, nata a Città del Capo, che ha ripercorso la storia di suo nonno partito da Sarre nel 1910, nonché quelle di Irma Comé ed Eric Conta, che perpetuano le tradizioni valdostane nella regione del Capo.

Nel 2025, il documentario Je me souviens, dedicato all’emigrazione valdostana in Québec, è stato presentato in anteprima al Cinéma de la Ville di Aosta davanti a oltre 200 spettatori.

Il film segue diversi percorsi tra la Valle d’Aosta e il Canada, da Valentina che scopre Montréal per la prima volta a Manuela di Saint-Pierre che si è trasferita a Tadoussac per studiare le balene e i beluga, fino alle storie familiari di Daniela e Loris, cugini che vivono tra Saint-Vincent e Montréal. Questi documentari sono disponibili su Youtube.

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Direttore di Nos Alpes, giornalista. Ha collaborato in tempi diversi con varie riviste e giornali, da Il Mulino a Limes, da Formiche a Start Magazine.

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