Venerdì 20 marzo 2026, il MegaMuseo di Aosta ospita una giornata di studi dedicata al rapporto tra osservazione del cielo e organizzazione dello spazio nelle culture del passato. L’iniziativa Uno sguardo al cielo. Costruire lo spazio, immaginare l’aldilà è promossa dall’Assessorato all’Istruzione, Cultura e Politiche identitarie. Il programma è suddiviso in due sessioni a ingresso gratuito: la mattina a partire dalle 10:30 e il pomeriggio a partire dalle 14:30. Entrambe le sessioni si concludono con una tavola rotonda.

Il sito di Saint-Martin-de-Corléans

La mattina è riservata al contesto locale, con al centro l’area megalitica di Saint-Martin-de-Corléans. Raul Dal Tio, ricercatore, e Luca Raiteri, curatore della collezione preistorica del MegaMuseo, aprono i lavori con un intervento sul ruolo del sole per le popolazioni preistoriche del sito.

Segue Antonio Gottarelli, architetto, archeologo e professore all’Università di Bologna. Affronterà il tema degli allineamenti luni-solari nei siti megalitici, distinguendo tra allineamenti geometrici verificabili e pseudoallineamenti, e discutendo regole ed eccezioni nell’interpretazione archeoastronomica.

Chiude la sessione mattutina Matteo De Re, dell’Osservatorio Astronomico della Valle d’Aosta, con una guida pratica agli strumenti e ai metodi per la misurazione dei fenomeni celesti.

Tradizione greca, egizia e cinese

Il pomeriggio allarga la prospettiva a scale geografiche e culturali più ampie. Giulio Magli del Politecnico di Milano apre con una riflessione sul ruolo e lo statuto scientifico dell’archeoastronomia come disciplina di ricerca.

Gottarelli torna sul tema dell’orientamento astronomico applicato questa volta alla città di fondazione a pianta ortogonale, tra tradizione etrusca e aritmogeometria greca.

L’astronomo Elio Antonello dell’INAF – Osservatorio di Brera esamina il ruolo delle stelle come indicatori calendariali nelle culture antiche.

L’egittologo Emanuele Casella del Laboratoire AOrOc CNRS-PSL sposta l’attenzione sull’Egitto, illustrando come la geografia astronomica e il concetto di ordine cosmico abbiano strutturato la cultura egizia.

Chiude Generoso Urciuoli, responsabile della direzione del MegaMuseo, con un intervento sul simbolismo astronomico nella Cina imperiale Qing e sul suo riflesso nell’organizzazione dello spazio sacro.

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