Il Comitato permanente della Convenzione alpina si è riunito a Torino il 25 e 26 marzo per l’83ª sessione dedicata al coordinamento delle politiche di sviluppo sostenibile e tutela ambientale nell’arco alpino.

L’incontro, ospitato dalla Regione Piemonte – nell’ambito del biennio di presidenza italiana – ha riunito delegazioni dei Paesi firmatari del trattato internazionale del 1991, che coinvolge Italia, Austria, Francia, Germania, Liechtenstein, Monaco, Slovenia e Svizzera.

Il ruolo della Convenzione delle Alpi

La Convenzione delle Alpi costituisce il quadro istituzionale di cooperazione tra i Paesi alpini sulle politiche ambientali, territoriali ed economiche che riguardano l’intero arco alpino. Il Comitato permanente è l’organo incaricato di seguire l’attuazione della Convenzione e di coordinare i gruppi di lavoro tematici.

La riunione di Torino ha visto la partecipazione di rappresentanti governativi, osservatori e stakeholder europei impegnati nelle politiche alpine.

Politiche regionali e cooperazione alpina

Ad aprire i lavori è stato l’assessore regionale alla montagna Marco Gallo, che ha illustrato alcune iniziative della Regione Piemonte dedicate allo sviluppo sostenibile delle aree montane, tra cui la Strategia regionale per le montagne, i progetti delle dodici Green Communities finanziate con 23 milioni di euro e le attività dell’Osservatorio regionale sui cambiamenti climatici.

Nel suo intervento Gallo ha richiamato le principali sfide che interessano le Alpi, tra cui lo spopolamento delle valli, l’adattamento climatico, la tutela della biodiversità e la tenuta delle comunità locali.

Un momento del Comitato permanente (c) Regione Piemonte

Il programma di lavoro 2025-2026

Il Comitato permanente, nel biennio di presidenza italiana, è presieduto da Alessandro Guerri, direttore generale Affari europei, internazionali e finanza sostenibile del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica. Nel corso della riunione sono stati illustrati gli sviluppi del programma di lavoro della Presidenza italiana della Convenzione per il periodo 2025-2026.

Tra le attività in corso figura la raccolta di circa ottanta buone pratiche dedicate all’adattamento locale ai cambiamenti climatici nei territori alpini. Le iniziative riguardano in particolare la gestione del rischio naturale, la tutela della biodiversità e le politiche forestali, ambiti considerati centrali per la resilienza ambientale della regione alpina. I lavori del Comitato permanente hanno visto varie presenza, come quella di Valérie Rossi, deputata all’Assemblea nazionale e dal suo collegio nelle Hautes-Alpes, che ha ugualmente richiamato l’attenzione sull’adattamento locale ai cambiamenti climatici e la gestione della foresta pubblica.

La presidenza di turno ha anche dato notizia circa lo stato di avanzamento 11esima Relazione sullo Stato delle Alpi, documento biennale che analizza le trasformazioni ambientali e socioeconomiche dell’area alpina. Tra i temi discussi nel rapporto che sarà diffuso alla conclusione della presidenza italiana, a fine 2026, il monitoraggio dei ghiacciai, del permafrost e del ciclo dell’acqua.

Biodiversità e gestione del rischio

La seconda giornata della riunione è stata dedicata anche alla preparazione del Piano d’azione per la biodiversità alpina, uno degli strumenti previsti dalla Convenzione per rafforzare la tutela degli ecosistemi montani.

Il confronto ha riguardato inoltre le prospettive della futura presidenza tedesca della Convenzione delle Alpi, che ha indicato tra le priorità la comunicazione del rischio e il miglioramento dei sistemi di gestione delle emergenze in ambiente montano.

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Direttore di Nos Alpes, giornalista. Ha collaborato in tempi diversi con varie riviste e giornali, da Il Mulino a Limes, da Formiche a Start Magazine.

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