L’Assemblea nazionale francese ha ratificato la convenzione sulla ferrovia Cuneo-Breil-Ventimiglia il 31 marzo 2026. Si completa in questo modo l’iter di approvazione dell’accordo che sostituisce quello firmato il 24 giugno 1970 e che regola i rapporti sulla tratta, in particolare finanziari. Il ministro dei trasporti Philippe Tabarot è dunque stato di parola: aveva annunciato una rapida ratifica, dopo che il governo francese aveva approvato l’atto da sottoporre al parlamento, il 4 febbraio 2026.
Se si mettono insieme le date, si osserva però un processo davvero lento: la firma dei ministri è avvenuta a Milano il 12 aprile 2024, quasi un anno dopo, l’11 marzo 2025 il parlamento italiano ha ratificato con propria legge, e ci è poi voluto ancora un anno per avere la ratifica del parlamento francese, il 31 marzo 2026. Ci sono dunque voluti due anni, e per il negoziato ci è voluto ancora di più, 13 anni, come abbiamo raccontato su Nos Alpes.
Inoltre, bisogna notare, l’accordo da un lato regola gli aspetti finanziari ma prevede che ci voglia ancora un nuovo accordo per i lavori di risistemazione della linea, che in diversi punti costringe i treni a viaggiare a non più di 40 km/h.
Con l’occasione della ratifica, però, si cerca di guardare al lato positivo, come fa il ministro Tabarot: prima del prossimo Comitato frontaliero del Trattato del Quirinale si può constatare un progresso oggettivo.
Un accordo per la ripartizione dei costi ma anche di contesto
La nuova convenzione riguarda, come la precedente, la gestione e l’esercizio della sezione su territorio francese a nord di Vievola e a sud di Breil-sur-Roya, cioè di più della metà dell’intera lunghezza del collegamento ferroviario.
L’accordo introduce un sistema di ripartizione delle spese basato sull’effettivo utilizzo della linea da parte dei treni dei due paesi. Il deficit o l’eventuale avanzo della gestione corrente sarà diviso in proporzione al traffico ferroviario francese e italiano. Come soglia minima, ciascuno Stato dovrà coprire almeno il 25 per cento del costo annuale dal momento in cui un proprio treno utilizzi la linea.
Restano appunto esclusi dall’accordo i lavori di investimento destinati alla riqualificazione complessiva dell’infrastruttura, che dovranno essere oggetto di accordi specifici tra i due Paesi.
Nell’iter di ratifica dell’accordo italo-francese, è di interesse il documento preparatorio ai lavori, presentato da Alexandra Masson, deputata del Rassemblement national e da poco anche nuova sindaca di Menton.
Già molto presente agli incontri transfrontalieri, Masson illustra un documento in cui si fa riferimento al Comitato frontaliero del Trattato del Quirinale e alla nuova dinamica indotta nei rapporti tra i due Paesi e in cui mette in evidenza anche i temi ancora da affrontare, anche nello stesso procedimento di gestione e sorveglianza, affidato alla Conferenza intergovernativa (CIG). È un documento utile, su cui bisognerà ritornare per una lettura più approfondita.
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