La 61a edizione della mostra Wildlife Photographer of the Year, promossa dal Museo di Storia Naturale di Londra, è ospitata dal 21 marzo al 12 luglio 2026 al Forte di Bard, in Valle d’Aosta, con una selezione delle fotografie naturalistiche premiate nell’ambito del concorso internazionale omonimo.
Quest’anno ci sono state oltre 60.000 candidature da fotografi di ogni età ed esperienza, provenienti da 113 Paesi. Le immagini sono state valutate in forma anonima da una giuria internazionale di esperti, che ha esaminato ogni opera per creatività, originalità ed eccellenza tecnica.
I vincitori: premi della giuria e del pubblico
Il titolo di Wildlife Photographer of the Year 2025 è andato al sudafricano Wim van den Heever per l’opera Ghost Town Visitor, che ritrae una iena bruna tra i resti dell’abbandonata città mineraria di Kolmanskop, in Namibia. Per realizzare l’immagine con una camera trap, il fotografo ha atteso dieci anni dal momento in cui aveva notato per la prima volta i segni della presenza dell’animale nel luogo.
In parallelo alla mostra, il concorso ha anche assegnato il Nuveen People’s Choice Award 2026, votato dal pubblico con un record di 85.917 voti. Il premio è andato all’austriaco Josef Stefan per la fotografia Flying Rodent, scattata a Torre de Juan Abad, in provincia di Ciudad Real, Spagna, che ritrae un giovane lince iberica mentre lancia in aria un roditore prima di ucciderlo. La lince iberica, che nei primi anni Duemila era sull’orlo dell’estinzione, conta oggi oltre 2.000 esemplari grazie a programmi di conservazione. La giuria ha segnalato quattro fotografie, tra cui immagini scattate in Namibia e in Canada.
Un concorso al servizio della conservazione
Giunto al suo sesto decennio di attività, il concorso Wildlife Photographer of the Year è oggi il più grande al mondo nel campo della fotografia naturalistica. La competizione si propone non solo di valorizzare l’eccellenza tecnica e creativa dei fotografi, ma anche di documentare la bellezza, la complessità e la fragilità del mondo naturale. Ogni immagine selezionata è accompagnata da didascalie e filmati che approfondiscono le questioni di conservazione che essa solleva, rendendo la mostra uno strumento di sensibilizzazione oltre che un’esperienza visiva.
L’esposizione si rivolge a un pubblico ampio, con l’obiettivo dichiarato di stabilire un legame emotivo tra i visitatori e la natura, stimolando una maggiore consapevolezza sui temi ambientali.
Le cento immagini finaliste, selezionate tra decine di migliaia di candidature provenienti da tutto il mondo, restituiscono uno sguardo d’insieme sullo stato del pianeta: dalla biodiversità minacciata agli ecosistemi più remoti, passando per comportamenti animali raramente osservati. Il Museo di Storia Naturale di Londra, che promuove il concorso, porta ogni anno la mostra in tournée in numerosi paesi. Nell’edizione 2026 le tappe internazionali includono Australia, Canada, Danimarca, Germania, Italia, Paesi Bassi, Svizzera ed Emirati Arabi Uniti.
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