Sabato 9 maggio alle ore 21:00 al Teatro Splendor di Aosta va in scena la settima serata della 45ª edizione del Printemps Théâtral, la rassegna di teatro popolare in francoprovenzale organizzata dalla Fédérachon Valdoténa di Téatro Populéro (FVTP) con il sostegno della Regione autonoma Valle d’Aosta nell’ambito della Saison Culturelle 2025-2026.

Il Printemps Théâtral è iniziato il 7 marzo e si concluderà il 16 maggio 2026 complessivamente con 16 spettacoli.

Le Pégno Squiapeun e La Betize

Sabato, sul palco si alternano due compagnie: Le Pégno Squiapeun di Bionaz e La Betize di Aymavilles, con pause musicali tra uno spettacolo e l’altro.

La compagnia giovanile Le Pégno Squiapeun presenta “L’écoula… de ieur et de oue” (La scuola… di ieri e di oggi), scritto da Paola Petitjacques con la collaborazione di Marie Claire Chaberge e Danilo Petitjacques. Lo spettacolo è un confronto comico tra la scuola del passato e quella di oggi, con l’idea che l’apprendimento non si fermi mai.

La seconda compagnia, La Betize, porta in scena “Ieui l’è fenia la flama di djouà d’ivir” (… dov’è finita la fiaccola dei giochi invernali), scritto da Milena Carlin con la consulenza di Aldo Marrari e la collaborazione di Clovis Barailler. La pièce immagina con tono brillante l’organizzazione dei Giochi olimpici a Ozein.

La Betize di Aymavilles, Printemps Théâtral 2018, FVTP

La Fédérachon Valdoténa di Téatro Populéro e il Printemps Théâtral

Il Printemps Théâtral nasce nel 1980, quando dodici compagnie si esibiscono per la prima volta sul palco del salone delle manifestazioni del Palazzo regionale di Aosta, grazie all’impegno della Fédérachon Valdoténa di Téatro Populéro, fondata l’anno precedente. Dopo una riunione tra rappresentati di dieci compagnie teatrali valdostane, infatti, prende vita Féderachon con l’obiettivo di favorire il dialogo tra le compagnie teatrali valdostane, promuovere e diffondere il teatro in francoprovenzale, e organizzare stages formativi a supporto delle compagnie.

Nel 2026 il festival è alla sua 45ª edizione, con quindici compagnie che si alternano nell’arco di otto serate tra marzo e maggio. Ad esibirsi sono compagnie provenienti da tutto il territorio valdostano, portando in scena il patois nella propria variante locale. La lingua in cui si recita, infatti, è l’elemento centrale della rassegna: il Printemps Théâtral costituisce uno dei principali contesti in cui il francoprovenzale viene praticato pubblicamente e trasmesso alle nuove generazioni.

Un esempio di questa trasmissione è proprio la compagnia Le Pégno Squiapeun, nata nel 2001 come gruppo giovanile de Le Squiapeun di Bionaz: il modello è stato seguito da altri gruppi e diversi giovani formatisi nella compagnia sono passati nel tempo a recitare con gli adulti.

Mentre La Betize di Aymavilles, le cui radici partono dal 1973, ha nel corso degli anni portato il teatro in patois anche fuori dai confini regionali, partecipando a iniziative teatrali in altre regioni italiane e in Svizzera.

Prossimo appuntamento e biglietti

Il prossimo appuntamento si terrà il 16 maggio con le compagnie teatrali Le Squiapeun di Bionaz che portano in scena “Éidjé le couscrì” e “Que counte… Pe eunna counta” e Le Falabrac di Brusson con lo spettacolo “Quinta fin l’a feut Mery?”

L’ingresso alle serate del Printemps Théâtral costano 10 euro; 2 euro per i minori di 14 anni e per i soci della Fédérachon. I biglietti sono in vendita la sera dello spettacolo al botteghino del Teatro Splendor (rue Boniface Festaz 82, telefono 0165 235410) a partire dalle ore 20, o in prevendita sul sito webtic.it fino alla mezzanotte del giorno precedente.

È disponibile un abbonamento per quattro o otto serate con riduzione del 20 per cento, acquistabile scrivendo a federachonvtp@gmail.com.

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Classe 2000, innamorata delle tradizioni, ho studiato comunicazione prima a Torino e poi a Padova. Il forte legame con le mie radici valdostane mi ha presto riportata a casa dove, grazie a un'anima curiosa e determinata, cerco di costruire la mia strada giorno per giorno. Tra le mie passioni ci sono la lettura, i viaggi e il videomaking, che mi ha permesso di conoscere e raccontare storie emozionanti di persone uniche nel loro genere.

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