La quarta edizione del Cuneo Montagna Festival si svolgerà dal 14 al 17 maggio 2026 a Cuneo, con un programma diffuso di conferenze, proiezioni, concerti, mostre e attività outdoor.

Il tema scelto per questa edizione è «Sconfini», un invito a mettere in discussione i limiti fisici e simbolici nel rapporto tra città e montagna. La manifestazione è organizzata dal Comune di Cuneo con il patrocinio della Regione Piemonte, di Uncem Piemonte, della Provincia di Cuneo e della Camera di commercio di Cuneo. Ma ci sono già eventi a partire dal 9 maggio.

Aspettando il festival

Il 9 e 10 maggio, La Casa del Fiume ospita il workshop di scrittura «Di cosa parliamo quando parliamo di storie» a cura dello scrittore Davide Longo, con un focus su montagne e valli.

Il 13 maggio alle 21, al cinema Monviso, l’artista multidisciplinare Yuval Avital e Francesco Moneta restituiranno l’esperienza di Mountain Echoes, un’esplorazione sonora e visiva della Valtellina condotta nell’autunno 2025, con registrazioni in 25 luoghi, 603 fotografie e il coinvolgimento di oltre 500 persone, sfociata in tre sculture sonore e una mostra multimediale.

Convegni e incontri accademici

Il 14 maggio, giovedì, la manifestazione prende un tono con un convegno universitario sulla didattica montana, l’apertura di Voices. Dialoghi di architettura alpina per professionisti dell’abitare, una tavola rotonda sullo stato del trail running e la presentazione di InAlto, archivio fotografico storico del CAI Cuneo. La serata si chiude con un omaggio alla guida alpina e soccorritore Nino Perino, scomparso nel dicembre 2025.

Sul versante culturale e accademico, i giorni successivi propongono convegni su mobilità montana, patrimonio fortificato e gestione dell’acqua nelle aree transfrontaliere, con il coinvolgimento di università, associazioni professionali ed enti istituzionali. Gli incontri ospitano storici, architetti, geografi e amministratori locali, con un’attenzione particolare ai progetti transfrontalieri tra Italia e Francia.

Sport, benessere, cinema e spettacolo

La montagna come luogo del corpo e dei sensi è un altro filo conduttore. Il programma propone esperienze immersive — dal forest bathing al film fulldome Darkness Matters sull’oscurità come ecosistema — accanto a riflessioni sulla montagnaterapia, sull’orientamento naturale e sulla mobilità inclusiva in natura, con uscite in joelette e bici adattata.

Lo sport occupa uno spazio significativo, declinato in chiave narrativa più che agonistica. La carriera del fondista Federico Pellegrino, il trail running di Davide Rivero e le traversate in sci di Giorgio Daidola e Igor Napoli diventano occasioni per riflettere sul rapporto tra esperienza umana, limite e paesaggio alpino. Non manca uno sguardo sul lutto, con il progetto CAI Oltre la vetta dedicato a chi ha vissuto un trauma legato alla montagna.

La sera il festival cambia registro, con la première cinematografica di Linea rotta, una serata di stand up comedy che smonta il mito del viaggio trasformativo, un live podcast sull’arrampicata e una serata di musica occitana in piazza Virginio con Lou Dalfin e ospiti d’oltralpe. Il festival si chiude domenica 17 maggio con le anticipazioni del nuovo film del regista Fredo Valla dedicato al pittore Hans Clemer.

Oltre il festival

Due mostre accompagnano il festival. La Compagnia del Buon Cammino celebra 30 anni di attività, nel corridoio antistante il salone d’onore del Comune, dal 12 maggio al 3 giugno, raccoglie immagini e descrizioni delle attività svolte dall’associazione in tre decenni. Ai Confini dell’oblio. I forti delle Alpi Marittime, di Michel Eisenlohr, è allestita sotto i portici di via Roma dal 14 maggio al 5 luglio nell’ambito del progetto Interreg ALCOTRA Cognitio-Fort, guidato dal Dipartimento delle Alpi Marittime in partenariato con il Parco nazionale del Mercantour e altri enti transfrontalieri.

Il 22 maggio, alle 15 nel salone d’onore del Comune, si tiene una tavola rotonda sulla castanicoltura con gli assessori regionali competenti, a seguito dell’approvazione unanime in Consiglio provinciale di un ordine del giorno a tutela dei castagneti tradizionali. Alle 20:45, il festival si sposta in valle Grana, nella ex scuola di borgata Frise a Monterosso Grana, con la presentazione del libro La felicità è quando non succede nulla di Rocco Olita e la proiezione del docufilm Avenâl di Anna Sandrini sulle Cave del Predil in Friuli.

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