A Torino, il giornale La Stampa cambia di proprietà e si prepara a una riorganizzazione. Il 28 aprile 2026 è partita una procedura che si concluderà entro la fine di maggio per il suo trasferimento da Gedi (il gruppo editoriale che era della famiglia Agnelli) alla nuova società “Stampa Sae”, controllata dal gruppo guidato da Alberto Leonardis.

Leonardis ha lavorato in grandi aziende come Telecom Italia, Microsoft Italia, Oracle Italia e Poste Italiane, in particolare nel loro sviluppo e nei rapporti istituzionali. Parallelamente ha iniziato a costruire una presenza nei media diventando azionista del Corriere delle Comunicazioni, dell’agenzia di stampa Dire e del quotidiano Il Centro, attivo in Abruzzo. Oggi nel su gruppo ci sono anche La Provincia Pavese, Il Tirreno, La Nuova Sardegna, la Nuova Ferrara, Gazzetta di Modena e Gazzetta di Reggio.

Il nome della società Leonardis è interessante: SAE sta per Sapere Aude Edizioni, con un richiamo al messaggio di Immanuel Kant (ripreso da Orazio) sull’importanza della conoscenza per tutti.

I numeri della redazione, tra dimensione nazionale e regionale alpina

L’impressione è che il cambiamento sarà soprattutto di organizzazione più che nella linea editoriale. Riguarda 183 giornalisti, di cui 180 lavorano nell’area editoriale e tre nel digitale.

Torino è il centro della struttura con 102 redattori, mentre a Roma ci sono 19 giornalisti. Il giornale ha una forte presenza territoriale e locale nel Nord-Ovest e quindi in area alpina. La redazione più grande è di Cuneo con 10 redattori, Asti e Novara ne hanno sei ciascuna, Alessandria, Savona e Vercelli cinque, Aosta e Biella quattro, Imperia tre, Sanremo e Verbania due. A Milano lavorano sei giornalisti, oltre alle unità dedicate ai prodotti digitali e ai supplementi come La Zampa.

Il giornale è letto anche nelle regioni francesi vicine (è comprato in cartaceo per esempio a Mentone e Nizza) e dai colleghi di Nice-Matin, del Dauphiné e di France 3 Région.

In particolare la redazione di Cuneo offre analisi e notizie sul Tenda e sui colli delle Alpi del sud, così come quella di Torino su Monginevro, Moncenisio e Fréjus, mentre la redazione di Imperia-Sanremo propone notizie su Ventimiglia e la Riviera.

Il trasferimento non riguarda soltanto il quotidiano cartaceo, ma anche inserti, piattaforme online, gestione degli abbonamenti, prodotti collegati e raccolta pubblicitaria locale attraverso la concessionaria Manzoni.

La nuova società e una presenza la famiglia Agnelli

La nuova società Stampa Sae dovrebbe avere circa il 51% del capitale, mentre il resto sarà distribuito tra altri soci legati soprattutto al Nord-Ovest.

Nelle ultime settimane, tra i nomi circolati e di cui ha parlato Italia Oggi, ci sono Reale Mutua, Fondazione Banco di Sardegna, Fondazione bancaria di Modena, Federtennis e alcune realtà vicine al sistema Confindustria piemontese. Lo Spiffero parla anche del coinvolgimento di Emanuele Orsini (l’attuale presidente di Confindustria) e di Marco Gay (Presidente di Unione Industriali Torino) nella costruzione composizione societaria.

Un dettaglio significativo riguarda però Exor, la holding della famiglia Agnelli-Elkann: non uscirebbe completamente dal giornale ma con un nuovo veicolo finanziario manterrebbe una quota tra il 20 e il 22 per cento. La Stampa cessa dunque di essere il giornale della famiglia Agnelli, che resta comunque nell’azionariato.

I conti dell’operazione

Secondo Lo Spiffero, giornale online di Torino, la valutazione della Stampa e del centro stampa sarebbe attorno ai 25 milioni di euro. Il fabbisogno reale per sostenere tutta l’operazione salirebbe però tra i 40 e i 50 milioni. È uno dei motivi per cui la trattativa è andata avanti per parecchio tempo e per cui diversi interlocutori si sarebbero sfilati. Per Sae l’acquisizione della Stampa rappresenta inoltre un salto di dimensione: fino a oggi il gruppo aveva costruito il proprio modello sui quotidiani locali rilevati negli anni proprio da Gedi.

Qui invece si entra nella gestione di una testata nazionale, con una struttura più grande, maggiori costi e una macchina organizzativa consolidata, difficile da modificare.

Per quanto riguarda gli organici, secondo quanto riportato da ItaliaOggi, sono previste 60 uscite nella parte redazionale attraverso prepensionamenti in due fasi: 30 uscite tra il 2026 e il 2027 e altre 30 tra il 2028 e il 2029. Ancora aperta rimane la questione degli 85 dipendenti del settore poligrafico, grafico e dirigenziale delle sedi torinesi di via Lugaro e via Giordano Bruno.

La cessione della Stampa è stata separata dalla vendita di Gedi (che ne era proprietaria) al gruppo greco Antenna, e che riguarda La Repubblica, le radio e altri asset editoriali.

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Direttore di Nos Alpes, giornalista. Ha collaborato in tempi diversi con varie riviste e giornali, da Il Mulino a Limes, da Formiche a Start Magazine.

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