L’inaugurazione dell’ultimo tratto dell’Autostrada A33 Asti-Cuneo ha riacceso l’attenzione su di una opera infrastrutturale discussa e mai completata, il Tunnel del Mercantour tra Piemonte e Provenza. Tale progetto, abbandonato già negli Anni Sessanta, avrebbe dovuto collegare direttamente la Valle Gesso (Cuneo) alla Vallée de la Tinée (Alpi Marittime) attraverso il Monte Argentera.

Per ora si tratta soltanto di una proposta, senza alcun programma operativo né finanziamenti annunciati, ma l’intervento ha riportato la tematica nel confronto politico e imprenditoriale del territorio. Il riferimento, inoltre, non è stato soltanto al vecchio traforo immaginato negli Anni Sessanta verso la Costa Azzurra ma a un collegamento più ampio verso la rete autostradale francese diretta a Sisteron, Gap, Marsiglia e alla Spagna.

Il Tunnel del Mercantour

L’ipotesi del Tunnel del Mercantour affonda le sue radici negli anni del boom economico e prevedeva la costruzione di una galleria lunga circa dodici chilometri sotto il Massiccio dell’Argentera. Il collegamento mai del tutto completato avrebbe dovuto legare il comune cuneese di Valdieri, nella Valle Gesso, al comune alto-marittimo Saint-Martin-Vésubie, nella Vallée de la Tinée.

Nel settembre del 1963 il progetto fu presentato alla stampa come una delle grandi opere della mobilità alpina e, l’anno appena successivo la Provincia di Cuneo, costituì la società Si.Tra.Ci., incaricata del suo completamento. Tra il 1966 e il 1967 iniziarono anche gli scavi esplorativi e furono realizzati alcuni chilometri di galleria che, tuttavia, furono bloccati a causa di problemi economici, difficoltà tecniche e mancanza di sostegno politico.

I tentativi di rilancio e l’archiviazione

Dopo decenni di inattività, il dossier concernente il Tunnel del Mercantour tornò brevemente di attualità negli Anni Novanta, quando Piemonte e Provincia di Cuneo tentarono di riaprire il confronto con la Francia sulla tematica dei collegamenti alpini. All’epoca si ipotizzava una possibile apertura del traforo nei primi Anni Duemila, parallelamente al progetto del nuovo Tunnel del Tenda, un secondo tentativo che però non arrivò mai alla fase realizzativa.

La società Si.Tra.Ci. fu poi cancellata dal registro delle imprese nel 2010, mentre nel 2014 la Regione Piemonte archiviò formalmente il progetto per motivazioni economiche. Da allora tale ambiziosa idea è rimasta soprattutto un argomento ricorrente nel dibattito sulle infrastrutture del cuneese, senza tuttavia andare incontro a ulteriori sviluppi concreti.

Un collegamento stabile tra Piemonte e Provenza

Secondo i sostenitori del Tunnel del Mercantour, esso rappresenterebbe una alternativa strategica ai principali valichi alpini oggi utilizzati per i traffici commerciali tra Italia e Francia. Il tutto alla luce delle chiusure e dei lavori che interesseranno nei prossimi anni il Traforo del Monte Bianco nonché dell’intenso traffico di mezzi pesanti registrato al Traforo del Fréjus.

L’obiettivo indicato sarebbe di connettere direttamente il Piemonte meridionale con la Provenza, rafforzando i collegamenti logistici verso il Mediterraneo occidentale e rendendo il cuneese uno snodo di transito importante. Al momento non esistono certezze ma l’iniziativa è stata avvallata da diverse personalità italiane tra cui l’imprenditore Valter Lannutti, il presidente della società dell’Asti-Cuneo Giovanni Quaglia e il presidente della Regione Alberto Cirio.

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