Michel Moriceau ci invita a leggere il libro Solitude (Solitudine) di Benjamin Védrines.
Una mattina d’inverno, su una parete rocciosa delle montagne di Drus, un uomo “pieno di emozioni” sperimenta la paura e i momenti di dubbio. Solitario, coltiva la sua passione, “estirpa le erbacce” di una giovinezza tormentata e parte alla ricerca di una felicità impossibile. Ai piedi della Vierge des Drus, viene accolto dalla montagna, una montagna che intimidisce e ossessiona allo stesso tempo, una montagna che gli ha dato la chiamata alla libertà.
Benjamin Védrines, alpinista a tutto tondo, ci offre il suo racconto accorato e avvincente, in cui si mescolano piacere e malinconia, desiderio di record e desiderio di trovare conforto, necessità di sfogare la rabbia e di affrontare la mancanza di fiducia in se stesso. Non nasconde la sua ambivalenza, la sua dipendenza dal rischio, il suo piacere di scalare, la sua etica esigente: non si tratta solo di scalare, di correre verso la cima, ma anche di allenarsi, di alleggerirsi, di combinare tecnica, forza fisica e forza mentale.
L’adolescente instabile e vivace è diventato un adulto con una passione per l’indipendenza, impaziente di combattere i suoi demoni, gli eccessi emotivi e il rifiuto dell’oppressione che lo spingono a fuggire dal mondo di sotto… Così mette alla prova la sua resistenza, sfida i pericoli, impegna la sua vita. Sogna la trascendenza e si confronta con le sue paure, riduce l’incertezza, prende coscienza di ciò che è capace di fare.
Trema al solo pensiero del Drus. Cerca di meritarsi la performance sulla parete ovest. Impara a “incanalare la fiamma che gli brucia dentro” e, in spedizioni lontane, si confronta con i suoi limiti e sperimenta la rinuncia: una crepa che sublima con un’ascesa antologica.
Parte “con nuovo slancio”. L’impresa è messa in scena, in immagini, in prospettiva. Lontano dalle grandi prime ascensioni del passato, la pratica dell’arrampicata si è evoluta e lo zaino, la “patata”, è stato svuotato di tutto il superfluo. I professionisti di oggi scalano per contratto secondo una drammaturgia espressa in foto, film o libri.
L’arrampicatore solitario progredisce sotto l’occhio di una telecamera, con un sistema di rilevamento meteorologico e una connessione internet in tempo reale: stile alpino e stile moderno! Ma la tecnologia non toglie nulla all’intenzione del progetto, all’eleganza dei gesti e all’intensità dello sforzo. Lo spettacolo è affascinante e il concerto è quello di un virtuoso che suona uno strumento di granito rosa.
Da solo nel suo rifugio di montagna, Védrines si concentra, corre senza fretta. Doma il rapporto tra la vita e la morte. È responsabile di se stesso. Segue il suo percorso e si arrampica dalla cima.
Per lui, l’alpinismo è il rimedio a tutti i mali che hanno ingombrato i suoi pensieri. La scrittura li mette in parole. Rivela il suo lato più intimo, dove espone le sue domande, la sua ricerca di pace e il suo gusto per la condivisione.
Solitude è la commovente confessione di un figlio del suo secolo, la cui infanzia complicata viene sanata dalla grandezza delle sue ambizioni. Per il lettore è il conforto di un sorriso ritrovato.
SOLITUDE – BENJAMIN VÉDRINES – COLLECTION GUÉRIN
EDITIONS PAULSEN – 2025
LEGGI ANCHE: Compagnons de cordée, Bernard Amy ha il dono dell’amicizia
