In Tarentaise-Vanoise si esamina il nuovo Plan Pastoral Territorial 2022-2027, il programma francese che sostiene l’allevamento nelle valli alpine della Savoia. Dopo la conclusione, nel novembre 2021, del piano di seconda generazione, il nuovo documento punta a mantenere attivi gli alpeggi in un contesto segnato da cambiamento climatico, pressione turistica, predazione e nuovi bisogni infrastrutturali.

Il Plan Pastoral Territorial della Tarentaise-Vanoise è stato elaborato dall’Assemblée du Pays Tarentaise-Vanoise con il supporto tecnico della Société d’Économie Alpestre de la Savoie. Si inserisce nella politica regionale dei Plans Pastoraux Territoriaux, sostenuta in particolare dalla Regione Auvergne-Rhône-Alpes e dai fondi europei FEADER.

Per finalità, il piano è vicino agli strumenti di sviluppo rurale utilizzati sul versante italiano, come i Complementi regionali di sviluppo rurale. Non finanzia direttamente la produzione agricola, ma sostiene le condizioni che permettono agli alpeggi di funzionare: accessi, piste, alloggi per i pastori, acqua potabile, acqua per gli animali, gestione fondiaria, studi e azioni collettive.

Il bilancio del piano precedente

Il secondo piano pastorale, attivo tra il 2016 e il 2021, ha mostrato una forte capacità di utilizzo dei fondi. Il documento indica 57 progetti realizzati e più di 3,1 milioni di euro di interventi sugli alpeggi. I principali finanziatori sono stati il FEADER, la Regione Auvergne-Rhône-Alpes e il Dipartimento della Savoia.

La parte più consistente delle risorse è stata destinata al miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro in alpeggio. Gli interventi hanno riguardato soprattutto gli alloggi, gli accessi principali e, in misura minore, l’acqua.

Restano invece meno sviluppati alcuni temi indicati come necessari: l’acqua per gli animali, la riconquista di spazi pastorali, la comunicazione e la mediazione tra usi diversi della montagna.

La Tarentaise-Vanoise ha un peso rilevante nel sistema pastorale savoiardo. Vi sono circa 62.978 ettari di superfici pastorali, pari a circa il 40 per cento delle superfici pastorali della Savoia e al 35 per cento del territorio dell’Assemblée des Pays de Tarentaise Vanoise.

Gli alpeggi sono piuttosto grandi. La superficie media è di 222 ettari, contro i 137 ettari della media savoiarda. È una caratteristica delle Alpi interne: ampie superfici d’altitudine, spesso lontane dai centri abitati, che richiedono piste, alloggi, punti d’acqua e manutenzioni regolari.

Alpeggi, montagnettes e fondiario

Il piano distingue tra unità pastorali, cioè gli alpeggi utilizzati soprattutto nella stagione estiva, e zone pastorali, come le “montagnettes” e le aree intermedie tra villaggi e alpeggi. Tali spazi hanno un ruolo importante nella continuità tra fondovalle e alta quota.

Le zone intermedie servono a mantenere il paesaggio, limitare l’abbandono, organizzare la salita in alpeggio e preservare superfici utili al pascolo. Sono però spesso frammentate dal punto di vista fondiario. Per questo il piano insiste sulla necessità di rafforzare contratti, gestione collettiva e strumenti come le Associations Foncières Pastorales.

Estratto del Plan Pastoral Tarentaise Venoise 2022-2027, aree pastorali (c) APTV

Una tradizione collettiva ancora centrale

La Tarentaise ha una specificità: il peso dei groupements pastoraux, cioè le forme collettive di gestione degli alpeggi. Il documento ne conta 38, pari al 28 per cento delle unità pastorali, con una presenza particolarmente forte dei groupements laitiers.

Tali forme collettive e organizzate permettono di condividere lavoro, attrezzature e responsabilità nella gestione degli animali. Accanto ai groupements resta però presente la gestione individuale. In questo quadro la SICA d’alpage de Tarentaise svolge un ruolo di supporto agli alpagisti e alla realizzazione dei progetti di miglioramento.

Latte, Beaufort e transumanza

La Tarentaise-Vanoise è un territorio fortemente legato alla produzione lattiera. Tutta l’area rientra nella zona dell’AOP Beaufort e il documento segnala una presenza importante di vacche da latte in alpeggio: 7.662 capi in produzione e 128 unità pastorali interessate dalla mungitura.

Accanto ai bovini locali c’è la transumanza ovina. L’82 per cento degli ovini presenti sugli alpeggi proviene da zone esterne, in particolare dal sud della Francia. Il documento sottolinea la complementarità storica tra bovini locali e ovini transumanti, ma indica anche la necessità di coinvolgere meglio questi operatori nelle politiche pastorali del territorio.

Lavoro in alpeggio e predazione

Il piano dedica attenzione alle condizioni di lavoro. In Tarentaise si stimano circa 660 lavoratori in alpeggio, di cui 160 lavoratori dipendenti. La pressione della predazione aumenta il bisogno di presenza umana, sorveglianza e organizzazione.

Per questo gli alloggi dei bergers e l’accesso all’acqua potabile diventano temi centrali. Secondo il documento di programmazione, il lavoro in alpeggio deve avvicinarsi a condizioni accettabili anche rispetto agli standard della valle, soprattutto quando i pastori lavorano isolati o in squadre su grandi superfici.

Estratto del Plan Pastoral Tarentaise Venoise 2022-2027, attacchi della predazione (c) APTV
Estratto del Plan Pastoral Tarentaise Venoise 2022-2027, vittime della predazione (c) APTV

Acqua, ambiente e turismo

La gestione dell’acqua è una altro punto sensibile. Ben 111 alpeggi della Tarentaise sono collegati a risorse che alimentano l’acqua potabile più a valle per abitanti, strutture turistiche e alpagisti. Le prescrizioni legate alle prese d’acqua possono quindi incidere direttamente sulle pratiche pastorali.

Anche le zone umide sono molto presenti: circa il 70 per cento delle unità pastorali è interessato da almeno una zona umida. La tutela della biodiversità e delle risorse idriche entra così nella progettazione degli accessi, degli abbeveratoi, dei punti di mungitura e degli interventi in quota.

Il piano sottolinea il ruolo del turismo, e individua le opportunità, oltre alle interferenze. In Tarentaise gli alpeggi convivono con una forte economia turistica e con grandi comprensori sciistici. Il documento individua possibili sviluppi nell’agriturismo, nella vendita di prodotti e nell’accoglienza in alpeggio, pur osservando che i progetti non sono ancora molto numerosi.

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Direttore di Nos Alpes, giornalista. Ha collaborato in tempi diversi con varie riviste e giornali, da Il Mulino a Limes, da Formiche a Start Magazine.

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