A Ginevra lo sciopero della funzione pubblica sta durando da giorni e intende esercitare una pressione del Cantone proprio in occasione della e rentrée scolastica, prevista per il 17 agosto. La mobilitazione dura dal 10 al 18 agosto contro le misure di risparmio previste dal cantone.
La protesta coinvolge i servizi pubblici e il settore sovvenzionato con modalità diverse a seconda delle attività.
Una mobilitazione su nove giorni
Se lo sciopero riguarda il periodo dal 10 al 18 agosto, non corrisponde però a nove giorni di chiusura generalizzata dei servizi pubblici. Il Sindacato dei servizi pubblici, SSP, ha precisato che nella prima settimana la partecipazione viene organizzata in maniera differenziata nei singoli settori e luoghi di lavoro. Non tutti gli organismi sono coinvolti nello stesso modo: il SIT ha per esempio specificato che il movimento non comprende il personale del GIAP, il Groupement intercommunal pour l’animation parascolaire.
La fase principale della mobilitazione coincide però con la ripresa delle attività dopo la pausa estiva. Lunedì 17 agosto, giorno della rentrée scolastica ginevrina, è previsto un raduno al Palladium nel pomeriggio seguito da una manifestazione. Martedì 18 agosto ci saranno iniziative nei luoghi di lavoro, un’assemblea del personale e un’altra manifestazione aperta anche alla popolazione e agli utenti dei servizi pubblici.
Il piano da 533 milioni di franchi su un deficit di quasi 600 milioni
All’origine dello scontro c’è il problema dell’aumento della spesa pubblica del cantone. Il 7 maggio un gruppo di esperti incaricato dal Consiglio di Stato ha pubblicato un rapporto con 58 possibili misure di risparmio, per un potenziale complessivo stimato in 533 milioni di franchi entro il 2029. Il gruppo è stato guidato da Stanislas Zuin, già presidente della Corte dei conti della città.
Il 17 giugno il Consiglio di Stato ha annunciato di aver già escluso 17 delle 58 misure indicate dal rapporto. Tra quelle accantonate ci sono la riduzione da sette a cinque membri del governo cantonale e la soppressione della gratuità dei trasporti pubblici per giovani e pensionati.
Il confronto sulle economie si inserisce in una situazione di bilancio complessa. Dopo il mancato via libera al primo progetto, il Consiglio di Stato ha presentato a marzo un secondo progetto di bilancio 2026 con un deficit previsto di 599,4 milioni di franchi, inferiore di 88 milioni rispetto alla versione modificata nel novembre 2025.
Il governo cantonale sostiene che il margine di manovra per riportare progressivamente i conti verso l’equilibrio sia limitato e considera necessario intervenire sulla crescita delle spese. I sindacati contestano invece l’impostazione del piano e ritengono che gli interventi proposti possano ridurre la qualità e la capacità operativa dei servizi pubblici.
Lo scontro su salari e personale
Oltre al rapporto Zuin, il conflitto riguarda anche il blocco delle annuità salariali per il 2026, la mancata indicizzazione degli stipendi e la richiesta sindacale di maggiori assunzioni.
Una parte delle critiche sindacali riguarda la sanità e l’assistenza sociale. Il SSP teme che le misure allo studio possano incidere sugli Hôpitaux universitaires de Genève, sull’assistenza domiciliare, sulle strutture per anziani e sui finanziamenti destinati alle prestazioni sanitarie e sociali.
La scelta di prolungare lo sciopero fino al 18 agosto porta il confronto direttamente sulla rentrée scolastica. Il settore dell’istruzione è uno dei principali ambiti della mobilitazione e la giornata del 17 agosto permette ai sindacati di aumentare la visibilità dello sciopero nel momento in cui migliaia di studenti tornano nelle scuole ginevrine. Sarà però anche l’occasione per capire la forza del sindacato e il livello di mobilitazione.
La vertenza è iniziata mesi fa. La funzione pubblica ginevrina aveva già organizzato scioperi e manifestazioni in primavera, ad aprile e maggio. Nuove giornate di sciopero erano state organizzate il 2, 3 e 4 giugno. Nell’ultima delle tre giornate, secondo RTS, vi avevano partecipato tra mille e 1.300 persone: sono numeri molto più bassi per esempio delle mobilitazioni in Italia o in Francia, anche a livello locale.
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