Il West Nile Virus, che quest’anno ha fatto più di 50 casi in Francia e quasi 600 in Italia, raggiunge per la prima volta alcune regioni delle Alpi.

Il virus, principalmente asintomatico, ha come serbatoio gli uccelli selvatici e come vettore le zanzare, che posso trasmettere l’agente patogeno all’uomo e ai cavalli.

Un virus principalmente asintomatico per l’uomo

Il West Nile Virus, isolato nel 1937 in Uganda nel distretto del West Nile da cui prende il nome, è un arbovirus a RNA vicino ai virus Zika. La sua trasmissione avviene tramite la zanzara comune (Culex pipiens), e si propaga ciclicamente tra gli uccelli selvatici.

Il virus può essere trasmesso dalle zanzare all’uomo o ai cavalli, che costituiscono però dei cul-de-sac, non potendo trasmetterli indietro a zanzare o altri membri della propria specie.

Nell’80% dei casi, le persone infettate risultano asintomatiche. Il 20% restante manifesta sintomi simili all’influenza, con febbre alta e possibili arrossamenti a livello del tronco.

Meno dell’1% dei casi sviluppa complicazioni gravi, come encefaliti e meningiti, che colpiscono più frequentemente gli anziani. Il 0,1% degli infettati decede di queste complicazioni.

Non esistono né una terapia né un vaccino contro il West Nile virus.

La diffusione nelle Alpi

Una mappa del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC), con le regioni in giallo e in rosso che raffigurano le regioni o province NUTS3 con casi del virus West Nile rilevati nell’uomo. Le regioni in rosso sono quelle che sono passate da zero casi a più di un caso nell’ultima settimana. Aggiornato al 10 settembre 2026. (c) ECDC

Il Piemonte è da molti anni tra i più interessati, con casi accertati nel 2026 nelle province di Torino (30) e di Cuneo (5), mentre in Liguria solo la Provincia di Genova risulta coinvolta. In provincia di Torino non sono ancora stati tuttavia rilevati casi in uccelli, malgrado i casi umani.

Il virus è anche arrivato in Valle d’Aosta, dopo l’annuncio delle autorità sanitarie regionali di campioni del virus rilevati in due uccelli. Anche se non sono per il momento segnalati casi di trasmissione all’uomo, si tratta di una prima storica in Valle d’Aosta.

I comuni di Aymavilles, Gressan e Jovençan hanno disposto misure disposte a uccidere le larve di zanzare nel bacini pubblici e ordinato alla cittadinanza di impedire la formazione di ristagni che potrebbero aiutare il ciclo riproduttivo delle zanzare.

Secondo il Centro Sanitario Nazionale dell’Istituto Superiore di Sanità, le donazioni di sangue in tutti territori impattati sono oggi soggetti al test WNV NAT. In Italia, attraverso il test, 81 donatori sono risultati positivi al virus, cioè il 13% di tutti i casi sul territorio.

I casi in Francia e Svizzera

In Francia, dove sono tuttora stati recensiti 56 casi in tutto il territorio, si riporta per il momento solo un caso confermato nelle Alpi, nel dipartimento della Drôme. Erano stati 62 nel 2025 e 38 nel 2024 a livello nazionale.

Non sono tuttavia stati per ora rilevati campioni del virus in Svizzera. Secondo l’ufficio federale della sanità pubblica svizzera, l’ultima trasmissione all’uomo “autoctona” risale al 2025.

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