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Home » Articoli » Fort Queyras, 500 mila euro per il restauro e per la vita della valle, come a Bard e Venaria
Patrimonio

Fort Queyras, 500 mila euro per il restauro e per la vita della valle, come a Bard e Venaria

Enrico MartialEnrico Martial3 Ottobre 2026
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Château ou Fort Queyras (c) CC BY SA 2_0 Olivier Cochard-Labbé Wikimedia Commons
Château ou Fort Queyras (c) CC BY SA 2_0 Olivier Cochard-Labbé Wikimedia Commons

Fort Queyras ha ricevuto 500.000 euro dal Loto du patrimoine per il restauro della fortezza che domina il Guil, nelle Hautes-Alpes. La dotazione, consegnata il 18 settembre, contribuisce a un programma di recupero stimato complessivamente in circa quattro milioni di euro, promosso dai proprietari Anne-Laure Veyne e Nicolas Chabrand con il sostegno di enti pubblici e associazioni del territorio.

Scelto fra i 18 siti dell’edizione 2026, in rappresentanza della Provence-Alpes-Côte d’Azur, il forte ha ottenuto l’importo massimo previsto per un singolo monumento. Il finanziamento arriva appunto attraverso il Loto du patrimoine, un’iniziativa di lotteria in collaborazione con La Française des jeux (FDJ United), creata nel 2018 e guidata da Stéphane Bern (Mission Patrimoine) per raccogliere fondi destinati al restauro di monumenti storici e siti culturali considerati in pericolo, che poi viene affiancata dal ministero della Cultura.

Alla consegna hanno partecipato in molti, come la sottoprefetta di Briançon, Audrey Servat, che ha richiamato l’impegno dei proprietari e l’accompagnamento dello Stato nel recupero. In effetti, si tratta di una raccolta fondi e di una modalità di recupero e restauro ben diffuso in Francia, rispetto per esempio all’Italia in cui l’intervento e il finanziamento è in genere totalmente in mani pubbliche.

Il finanziamento si aggiunge a un lavoro avviato nella valle, fra restauro, formazione professionale e attività aperte al pubblico. Il Forte ha concluso la stagione estiva 2026 con oltre 20.000 visitatori in tre mesi, secondo i dati diffusi dalla proprietà. Dal 21 settembre ha chiuso per consentire alle imprese di proseguire il cantiere prima dei geli mentre la riapertura è prevista a giugno 2027.

I proprietari e il rapporto con la valle

Anne-Laure Veyne e Nicolas Chabrand hanno acquistato il Forte e i terreni nel dicembre 2023. Il loro progetto prevedeva già il restauro degli edifici e gli adattamenti per aprirli al pubblico. In un’intervista a un radio associativa, ram05, del 9 settembre, hanno spiegato di voler fare del forte «un lieu remis au milieu de la vie des habitants»: un luogo riportato al centro della vita degli abitanti.

La fortezza si trova, come altre, su uno sperone roccioso, nella zona di Château-Ville-Vieille, sopra il villaggio di Château-Queyras. Il nucleo medievale del XIII secolo, fu sede della castellania del Queyras, nel Delfinato. La sua storia si intreccia con quella dell’Escarton del Queyras, le cui comunità godevano di ampie autonomie pur rimanendo soggette all’autorità del Delfinato e, successivamente, della corona francese. Vauban vi intervenne, a un certo punto, con nuove opere difensive.

Les Amis de Fort Queyras, associazione che già esisteva prima dell’arrivo degli attuali proprietari, comprende rappresentanti del Comune, dell’ufficio turistico del Guillestrois e Queyras, del Parco naturale regionale e della proprietà. Ha una funzione operativa: contribuisce alla conoscenza della storia del forte e all’organizzazione di mostre, spettacoli e iniziative educative. Anche questa è una modalità che funziona anche altrove, per esempio al Forte di Bard, in Valle d’Aosta: soggetti locali oppure fondazioni con funzioni di mecenate, insieme alle autorità pubbliche e alla proprietà costruiscono intorno al bene patrimoniale eventi e momenti di coinvolgimento degli abitanti e dei visitatori, con una sostenibilità economica.

Un cantiere di restauro e formazione

La prima fase dei lavori è partita nel maggio 2025 sulle mura e sul bastione occidentale delle mura Vauban, con il sostegno della Direzione regionale degli affari culturali, la DRAC Provence-Alpes-Côte d’Azur. Nel 2026 gli interventi interessano invece il settore orientale, la polveriera, il padiglione del governatore e l’antico forno.

La direzione dei lavori è affidata all’architetto del patrimonio Stéphane Baumeige. I lavori sono realizzati dalla cooperativa Le Gabion, specializzata nella formazione ai mestieri dell’edilizia e del restauro, e da imprese del Queyras e delle Hautes-Alpes. Nel bastione nord-occidentale si trova per esempio un cantiere di inserimento e formazione professionale, sostenuto dalla DRAC e dal Département des Hautes-Alpes. Il recupero comprende la messa in sicurezza delle parti instabili e la ricostruzione delle murature con pietre locali e malte di calce.

Tra luglio e agosto 2026, le visite del pubblico alla renaissance de Fort Queyras entravano anche negli spazi del cantiere e terminavano con un incontro e una dimostrazione di un muratore della cooperativa Le Gabion.

La dotazione del Loto du patrimoine si inserisce dunque in un programma già in corso. Il recupero procederà per fasi e dopo la riapertura alle visite nel 2027 bisogna aspettarsi nuovi interventi.

La via ferrata sulla rocca del Forte

Un esempio di impiego collettivo del bene patrimoniale, che passa anche dalla collaborazione fra proprietà e Comune, riguarda la via ferrata. Il 28 gennaio 2025 il Consiglio comunale ne aveva parlato e osservato come la via ferrata esistesse già in passato, ma che un precedente proprietario aveva chiesto il suo smontaggio.

Con il cambio di proprietà, il Comune ha potuto riprendere un progetto di risistemazione, su due varianti e per un costo di 26.000 euro, con richieste di contributo alla Région Sud e al Département delle Hautes Alpes. I nuovi percorsi sono stati aperti nell’estate 2025: uno 120 metri con due passerelle e uno di 400 metri con una passerella che arriva vicino alla parete settentrionale del Forte.

Durante l’estate, gli spazi del castello hanno ospitato anche mostre sui giocattoli del Queyras, mostre fotografiche, lavori tessili, serate di osservazione delle stelle e balli nella corte.

LEGGI ANCHE: Restauro dell’Abbazia di Novalesa, affreschi medievali e conservazione preventiva

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Enrico martial
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Direttore di Nos Alpes, giornalista. Ha collaborato in tempi diversi con varie riviste e giornali, da Il Mulino a Limes, da Formiche a Start Magazine.

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