La Corte amministrativa d’appello di Lione ha respinto il 29 ottobre la richiesta della città di Ginevra di sospendere l’autorizzazione ambientale dell’autostrada A412 tra Machilly e Thonon-les-Bains, in Alta Savoia. Il ricorso cautelare era stato presentato dalla città insieme ai comuni di Choulex, Presinge, Gy, Puplinge, Vandœuvres e Lancy. I lavori possono proseguire, mentre resta aperto il giudizio nel merito sulla legittimità dell’autorizzazione.
Il rigetto di Lione è distinto dal provvedimento del giudice di Annecy del 27 ottobre, che ha imposto alla società costruttrice Amedea di attuare entro otto giorni le misure di protezione della biodiversità prescritte per il cantiere, con una penalità di 20.000 euro per ogni giorno di ritardo.
Ginevra valuterà se impugnare
Secondo il resoconto dell’agenzia Keystone-ATS, che ha consultato l’ordinanza, la Corte ha ritenuto che nessuno degli argomenti sollevati da Ginevra facesse emergere un dubbio serio sulla legittimità del provvedimento.
Il consigliere Alfonso Gomez ha espresso al Dauphiné Libéré la delusione della Città, indicando che Ginevra valuterà se impugnare il rigetto.
Le ragioni della contestazione sul piano ambientale
La richiesta urgente mirava a evitare che disboscamenti e trasformazioni dei luoghi producessero danni irreversibili prima della decisione sul ricorso principale. Gli effetti ambientali sono considerati transfrontalieri e quindi rientrano in una accordo internazionale, la Convenzione di Espoo, ratificata da entrambi i Paesi, Francia e Svizzera.
La Città ha richiamato il parere del Consiglio nazionale francese per la protezione della natura (CNPN) del 26 febbraio 2026, critico sugli impatti del progetto sulla biodiversità e sull’adeguatezza delle misure previste per evitarli, ridurli o compensarli.
La città prefigura altre varie iniziative – distinte dall’impugnazione della decisione di Lione – tra cui la propria partecipazione alla consultazione transfrontaliera aperta dal Cantone di Ginevra appunto nell’ambito della Convenzione di Espoo, con l’assistenza dell’avvocato Christian Huglo.
Sono previsti anche una nuova richiesta di abrogazione della dichiarazione di pubblica utilità, un’azione risarcitoria contro lo Stato francese, accompagnata da una perizia indipendente per quantificare i danni.
Le ragioni della contestazione per la mobilità
I sostenitori dell’A412 indicano nell’autostrada uno strumento per migliorare l’accessibilità del Chablais, alleggerire il traffico nei centri abitati e ridurre i tempi di percorrenza. Il contrasto con Ginevra riguarda soprattutto le conseguenze sull’intero bacino transfrontaliero.
Ci siamo messi a cercare le spiegazioni e i dettagli di questa preoccupazione della città e ne abbiamo trovate poche. Alcune sono scritte nel V Progetto d’agglomerazione del Grand Genève, del novembre 2024, in cui si parlava di aumento dei flussi verso i piccoli valichi, di ricadute sulla viabilità dei villaggi e di possibile concorrenza al Léman Express.
Viceversa, Annemasse Agglo, che riunisce i comuni intorno ad Annemasse, nella deliberazione del 24 febbraio 2026 ribadiva il sostegno all’autostrada, anche se preoccupata dall’aumento del traffico sulle strade di accesso e per gli effetti ambientali. Anche il Consiglio dipartimentale si era espresso a favore dell’autostrada e ha creato alcune azioni di divulgazione di questa posizione.

Secondo Blick del 30 ottobre, che richiama lo studio d’impatto del concessionario Amedea, l’A412 genererebbe circa 500 spostamenti aggiuntivi nelle ore di punta.
Sull’asse verso Annemasse e Ginevra gli incrementi stimati variano dal 18 al 44% secondo i tratti, mentre l’asse lungo il lago, attraverso Anières e Veigy, verrebbe alleggerito.
I piccoli valichi di frontiera
Inoltre, ulteriori 3.400 veicoli passerebbero ai piccoli valichi di La Renfile, Monniaz, Cara, Cornière e Hermance, come redistribuzione degli itinerari. Per i comuni interessati, il problema è che una parte dei flussi transfrontalieri raggiungerebbe la Svizzera attraverso piccole strade e villaggi.
C’è poi la questione ferroviaria: le ferrovie svizzere (CFF) stanno acquistando 25 nuovi treni destinati al Léman Express, con il 40% di posti a sedere in più. Il progetto, a cui partecipano la Regione Auvergne-Rhône-Alpes, i cantoni di Ginevra e Vaud e l’Ufficio federale svizzero dei trasporti, ha una spesa stimata maggiore di 500 milioni di franchi, ma i treni dovrebbero entrare in servizio nel 2032 se non più tardi. L’autostrada A412 dovrebbe invece entrare in funzione prima, nel 2029.
Questo scarto di tre anni contribuisce a rafforzare il bisticcio, perché sarebbe un tempo sufficiente ad abituare la gente, in particolare per i lavoratori frontalieri, ad utilizzare l’auto per spostarsi ogni giorno.
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