Il 29 ottobre, a Saint-Christophe, il Conseil fédéral dell’Union Valdôtaine ha approvato l’indicazione di Aurelio Marguerettaz come candidato alla presidenza della Regione, dopo la decadenza di Renzo Testolin. La scelta era stata formulata il 28 ottobre dal Comité fédéral.
Marguerettaz ha ricevuto l’incarico di avviare le consultazioni tutte le forze politiche regionali e in particolare con gli alleati, del Centro Autonomista (che ha riunito nelle ultime elezioni partiti di centro e centro-destra come Stella Alpina, Rassemblement Valdôtain e Azione). Una seduta straordinaria del Consiglio Valle potrebbe aver già luogo la prossima setitmana, dopo le consultazione, per l’elezione del nuovo governo.
Nelle dichiarazioni di Marguerettaz, la linea annunciata di continuità, sia nella composizione dell’esecutivo sia nel programma. Oltre alla presidenza, il cambiamento previsto riguarda l’assessorato allo Sviluppo economico, formazione e lavoro, trasporti e mobilità sostenibile, guidato da Luigi Bertschy. Anche quest’ultimo, per quanto non vi sia stato ricorso contro di lui, è al quarto mandato consecutivo nel governo regionale e si trova quindi nelle stesse condizioni di Testolin rispetto al giudizio del tribunale di Aosta e della Corte d’appello di Torino sul limite dei mandati consecutivi stabilito dalla legge regionale.
L’indicazione di Aurelio Marguerettaz segue la sentenza del 27 ottobre con cui la Corte d’Appello di Torino ha confermato l’ineleggibilità di Testolin alla presidenza.
Qualche tratto di Aurelio Marguerettaz
Marguerettaz è una figura di lungo corso dell’Union Valdôtaine. Nato nel 1963, commercialista, già vicesindaco di Saint-Rhémy-en-Bosses, ha presieduto il movimento politico dal 2001 al 2003, per essere poi eletto in Consiglio regionale nel 2003. È entrato subito nel governo regionale come assessore al Bilancio, alle Finanze e alle partecipazioni regionali.
Dal 2008 è diventato assessore al Turismo, sport, commercio e trasporti e nel 2013 è diventato vicepresidente della Regione. Era assessore ai Trasporti nel governo di Augusto Rollandin quando, nel dicembre 2015, la Regione sospese il servizio ferroviario sulla Aosta–Pré-Saint-Didier.
Attuale capogruppo unionista, nel 2024 è entrato nella Commissione paritetica per l’attuazione dello Statuto speciale, che negli ultimi mesi ha prodotto diverse norme di attuazione, tra cui quella relativa alle acque, comprese le derivazioni idroelettriche. È membro del Comitato europeo delle Regioni da aprile 2026. Gran parlatore e oratore, bisognerà vedere quale sarà la sua conduzione del governo regionale.
La Regione come “azienda”
Arriva senz’altro con una visione dell’Ente Regione come “azienda”, più che con una lettura complessiva delle sfide attuali, e con un’idea di governo più amministrativa, meno legata a posizioni politiche e culturali, un po’ come alla fine degli anni Novanta e agli inizi degli anni 2000.
Se di questo approccio vi sarà conferma, ci sarà la continuità annunciata sui principali dossier, dalla volontà di smantellare la ferrovia Aosta / Pré-Saint-Didier al collegamento funiviario di Cime Bianche, alla riforma dell’amministrazione regionale come impostata dall’Università Bocconi di Milano, alle partecipate regionali, con relativa continuità delle altre politiche, dall’agricoltura allo sviluppo economico, dalla cultura ai progetti europei, alla sanità.
Ci si attende una relativa prudenza su altri temi, dal Monte Bianco alle relazioni transfrontaliere fino a quelli nuovi del digitale, oppure nella relazione con lo Stato centrale, per quanto la persona sia nota anche per le sue capacità di confronto e di battaglia politica.
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