Migliaia di persone hanno manifestato venerdì 30 ottobre a Torino, nella giornata di sciopero generale indetta dall’Unione sindacale di base (USB) e da altre organizzazioni sindacali, con alcuni scontri, sul costo della vita, le condizioni della scuola, ma ci sono anche i temi del riarmo e delle guerre. Gli scioperi hanno coinvolto inoltre città italiane e cortei si sono svolti anche a Cuneo.
I porti di Genova e Marsiglia, insieme ad altri in Europa, hanno coordinato un sciopero contro la guerra, mentre a Grenoble, Lione, e Chambéry ci sono manifestazioni per oggi, sabato 31 ottobre.
A Torino cortei e scontri davanti alla Prefettura
La manifestazione a Torino è iniziata al mattino, in piazza Palazzo di Città (dove si trova il Municipio), con gli studenti che sono partiti da Palazzo Nuovo e dal Campus Luigi Einaudi, da loro occupato e quindi con lezioni ferme.
Il corteo ha seguito il percorso concordato con la Questura, attraverso Porta Palazzo e corso Giulio Cesare, verso piazza Derna, mentre uno spezzone studentesco si è invece diretto verso il centro. L’Unione Sindacale di Base (USB), che ha organizzato la manifestazione, è nata a Roma nel 2010 dalla fusione di diverse organizzazioni sindacali, ed è una confederazione indipendente e alternativa ai sindacati tradizionali, di sinistra, critica verso le politiche dell’Unione europea e orientata alla mobilitazione e al conflitto sociale.
I media hanno documentato in diretta vari momenti del corteo, in particolare nel centro della città con video e sintesi che hanno riempito i social media. In piazza Castello, davanti alla Prefettura, sono iniziati alcuni scontri: una parte dei manifestanti ha cercato di avanzare verso forze dell’ordine, a cui la polizia ha risposto con cariche e un idrante. Due persone sono state trattenute e si sono registrati alcuni feriti.
Torino vive queste manifestazioni ormai tra tre settimane, iniziate il 17 ottobre contro il carovita e sui prezzi dei carburanti, con una forte animazione attraverso canali digitali e social media. Il 24 ottobre un nuovo corteo, con studenti e collettivi, si era svolto con scontri diretti con le forze dell’ordine.
Ieri 30 ottobre, a Cuneo circa duemila studenti hanno attraversato pacificamente il centro cittadino, da piazza Europa al Parco della Resistenza, mentre ad Aosta circa 150 persone, soprattutto studenti e insegnanti, hanno sfilato dal Liceo artistico fino a piazza Deffeyes, davanti al Palazzo regionale.
Da Genova a Marsiglia, lo sciopero internazionale dei portuali
A Genova circa diecimila persone hanno partecipato a una manifestazione che ha bloccato il varco portuale Albertazzi e si è conclusa in piazza De Ferrari. I temi sono stati quelli condivisi anche in altre città, cioè sul costo della vista, sulle condizioni di lavoto, ma a cui si aggiunge, in modo più netto, il tema delle armi.
La protesta a Genova era infatti collegata alla giornata internazionale di sciopero dei portuali, con iniziative annunciate in 113 porti di 22 Paesi.
In Francia la Fédération nationale des ports et docks CGT ha proclamato 24 ore di sciopero, coinvolgendo tra gli altri Marsiglia-Fos, Nizza, Tolone, Le Havre e Dunkerque. I sindacati chiedono aumenti salariali e contestano la crescente utilizzazione delle infrastrutture portuali per il trasporto di materiale militare.
Le relazioni transfrontaliere non nascono oggi: nel giugno 2025 i portuali di Marsiglia-Fos e Genova avevano coordinato una protesta contro il trasporto di armamenti verso Israele. I lavoratori di Fos avevano impedito il caricamento di 14 tonnellate di componenti per munizioni sulla nave Contship, mentre i lavoratori del porto di Genova avevano organizzato un presidio per verificarne il carico durante il successivo scalo in Liguria.
Sabato nuove manifestazioni in Francia
Le proteste proseguono sabato 31 ottobre in Francia, per la terza giornata consecutiva di mobilitazione contro il carovita, dopo quelle del 17 e del 24 ottobre. Ci sono appelli dei Gilets jaunes e iniziative di organizzazioni sindacali, di studenti e liceali, sul potere d’acquisto, salari e scuola.
A Lione è stato autorizzato un corteo alle 14 dalla Manufacture des Tabacs a place Jean-Macé. A Grenoble la partenza è prevista alla stessa ora dalla stazione ferroviaria. Manifestazioni sono annunciate anche ad Annecy, Chambéry e Thonon-les-Bains, mentre a Nizza è previsto un corteo dalle 14 alle 17, da place Masséna verso il porto.
Dopo gli scontri delle settimane precedenti, le prefetture hanno disposto misure rafforzate di sicurezza, e in parte dei centri cittadini le manifestazioni sono vietate come a Grenoble, Chambéry e Lione. Anche questo sabato circa 70.000 poliziotti e gendarmi sanno di servizio nell’insieme del Paese.
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