In occasione della Giornata nazionale del dialetto e delle lingue locali, il settimanale Topolino dedica un fumetto alla varietà linguistica locale con quattro versioni in francoprovenzale valdostano, genovese, bolognese e catanzarese. Nel numero 3660, una storia inedita con protagonista Paperino è proposta, oltre che in italiano, anche in alcune varietà territoriali al fine di portare attenzione sulla ricchezza linguistica italiana attraverso uno dei suoi prodotti culturali più diffusi.

Tali innovative varianti sono distribuite ieri, mercoledì 14 gennaio, principalmente nelle rispettive aree geografiche, mentre nel resto dell’Italia è disponibile come consuetudine la versione italiano. Tutte le edizioni possono comunque essere reperite anche attraverso fumetterie specializzate e canali di vendita dedicati sino a esaurimento delle copie oltre che sul sito ufficiale Panini Comics.

Topolino in dialetto

Il numero di Topolino in dialetto è stato realizzato dalla sua storica casa editrice Panini Comics in collaborazione con Riccardo Regis, professore di Linguistica italiana presso l’Università degli Studi di Torino. Esperto di dialettologia italiana, egli ha coordinato un team di linguisti composto da Daniele Vitali e Roberto Serra (bolognese), Stefano Lusito (genovese), Michele Cosentino (catanzarese) e Fabio Armand (francoprovenzale valdostano).

Le versioni regionali non sono dunque semplici traduzioni bensì veri e propri adattamenti curati da studiosi delle singole varietà che hanno lavorato per garantire coerenza, fedeltà al tono narrativo e rispetto delle specificità locali. L’obiettivo è tanto divulgativo quanto culturale e coincide con il mostrare che le lingue territoriali possono essere strumenti espressivi completi, capaci di sostenere una narrazione moderna senza per questo perdere la loro autenticità.

Tra francoprovenzale e genovese

In Valle d’Aosta la storia è proposta in francoprovenzale valdostano, lingua storica riconosciuta e tutelata, ancora oggi viva nella comunicazione quotidiana e nell’identità culturale regionale. La scelta di utilizzare il patois in un fumetto popolare rappresenta una operazione simbolica importante, che sposta l’idioma dal solo ambito tradizionale o istituzionale a quello della cultura di massa rivolgendosi anche ai lettori più giovani.

Parallelamente, in Liguria il fumetto è pubblicato in versione genovese, che entra così ufficialmente nella narrazione disneyana con dialoghi riadattati in modo da rispettare struttura, ritmo e ironia dell’originale. Non si tratta di una novità assoluta per il rapporto tra Topolino e Genova, che in passato era già comparsa a più riprese attraverso ambientazioni e personaggi ispirati alla cultura ligure.

Un progetto avviato nel 2025

L’edizione in patois valdostano e in genovese si inserisce in un percorso avviato da Topolino nel corso del 2025, quando la rivista aveva sperimentato per la prima volta la pubblicazione di storie in dialetto. In quell’occasione alcune avventure erano state adattate a rotazione in varietà linguistiche come il napoletano, il milanese, il catanese, il fiorentino, il romanesco, il barese, il torinese e il veneziano.

Il riscontro positivo di pubblico e addetti ai lavori ha spinto l’editore a proseguire su questa strada, trasformando l’operazione da esperimento editoriale a progetto culturale strutturato. Essa conferma peraltro come il fumetto, per sua natura accessibile e trasversale, possa divenire un veicolo efficace per la valorizzazione del patrimonio immateriale che mette sullo stesso piano lingua nazionale e lingue locali.

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Classe 1997, ho due lauree in lingue e letterature moderne, un master di primo livello in giornalismo 3.0 e una incrollabile testardaggine, tutti quanti ottenuti con il massimo dei voti. Appassionata di scrittura dall’età di 7 anni e giornalista pubblicista dal 2021, ho contribuito a costruire “Nos Alpes” dalle basi, crescendo giorno dopo giorno e imparando a essere migliore assieme a lui. Nel tempo libero che mi sforzo di ritagliare coltivo alcune delle mie frivole passioni, tra cui il rosa e i dolci, lo shopping e il make up, ma soprattutto i miei racconti.

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