L’autostrada A412, detta anche autostrada del Chablais, in Alta Savoia, sarà lunga 16,5 chilometri e collegherà Machilly a Thonon-les-Bains. Si stima che i lavori inizieranno a settembre 2026, ma sul tracciato previsto è nata da poco una ZAD (zona da difendere), espressione della contestazione sociale e ambientale che accompagna il progetto da decenni.
L’A412 è una delle infrastrutture più discusse della regione alpina franco-svizzera. Prevista già negli anni Settanta come prolungamento dell’autostrada A40 verso il lago Lemano, avrebbe dovuto inizialmente unire Annemasse a Thonon, ma il tracciato è stato ridotto nel tempo a causa dei costi e dei vincoli ambientali.
Il percorso definitivo attraverserà dodici comuni del Chablais francese, con numerosi viadotti e un ponte ferroviario a Allinges. L’opera è stata dichiarata di pubblica utilità nel 2019, dopo un’inchiesta pubblica avviata nel 2018, ed è stata regolarizzata con una legge adottata dal Parlamento francese nel 2023, poi confermata dal Consiglio costituzionale.
Di qui all’autunno devono essere completare alcune procedure. Per l’acquisizione dei terreni, siamo ora al 35 %, con acquisti negoziati e solo in alternativa per espropriazione per pubblica utilità. Il 2 febbraio 2026 inizieranno le indagini archeologiche, mentre lo studio per la valutazione ambientale, depositato nell’ottobre scorso in prefettura, è in corso di esame.
Una lunga gestazione e un contratto da 340 milioni
Nel 2024 lo Stato francese ha firmato la concessione con la società Amédéa, controllata in maggioranza dal gruppo Eiffage. Il cantiere dovrebbe concludersi nel 2029. Il tratto sarà gestito dalla società APRR fino al 2079. L’autostrada sarà a due corsie per senso di marcia, con limite di velocità a 110 km/h e sistema di pedaggio senza barriere.
Ci sono alcuni segnali di modernità ambientale: dieci chilometri di piste ciclabili accanto alla struttura, due aree di carpooling attrezzate con colonnine elettriche, tariffe agevolate per gli automobilisti locali e i veicoli meno inquinanti. L’investimento complessivo è di 340 milioni di euro, inclusi i 25 milioni necessari alla costruzione del ponte ferroviario.
Secondo le previsioni, circa 20.000 veicoli utilizzeranno ogni giorno l’infrastruttura, con un risparmio di tempo stimato tra i 15 e i 20 minuti rispetto all’attuale rete stradale, che presenta diversi tratti congestionati e vari attraversamenti urbani. Tutta la zona è abitata ed economicamente vivace, con conseguente forte mobilità. Alcuni sindaci della zona, come Patrick Condevaux di Fessy, sostengono il progetto, anche per ridurre il traffico nei centri abitati.
Una ZAD contro la distruzione di terreni agricoli e zone umide
L’opposizione al progetto dura da anni, e infine, a gennaio 2026, una zona da difendere (ZAD) si è stabilita nel piccolo hameau di Mésinges, nel comune di Allinges, su un terreno agricolo situato lungo il tracciato della futura A412. L’occupazione è avvenuta in accordo con i proprietari, e rappresenta secondo i militanti “l’ultima possibilità di farsi ascoltare”.
L’espressione “zona da difendere” (ZAD), usata in Francia e in altri paesi francofoni, designa aree occupate da attivisti contrari a progetti giudicati dannosi per l’ambiente. In questo caso, i contestatori denunciano la prevista distruzione di 30 ettari di zone umide, 80 di foresta e 75 di terreni agricoli. Secondo l’associazione Acpat (Association de Concertation et de Proposition pour l’Aménagement et les Transports, esiste dal 1987) l’autostrada avrà un impatto negativo sull’agricoltura locale, con una perdita economica stimata di circa 500.000 euro annui.
Anche alcune istituzioni svizzere si erano espresse contro il progetto. La città di Ginevra aveva sostenuto il ricorso di diverse associazioni locali, per favorire piuttosto la modernizzazione della rete ferroviaria, in particolare nella sezione francese del Léman Express, il servizio RER transfrontaliero lanciato nel 2019.
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