È in programma alle 17:30 del prossimo venerdì 27 marzo, presso la Biblioteca Bruno Salvadori di Aosta, la cerimonia di premiazione del Concours Abbé Trèves 2026, il contest che mette in gioco la creatività francofona dei giovani valdostani. L’opera migliore dell’iniziativa, promossa dalla sezione valdostana dell’Union internationale de la Presse Francophone (UPF) in collaborazione con il Consiglio Valle, riceverà 2.500 euro per un corso o stage in un Paese francofono a scelta.
Il Concours Abbé Trèves 2026
Al centro dell’edizione 2026 del Concours Abbé Trèves 2026 vi era la consueta tematica che guida ciascuna delle produzioni in concorso, ovverosia “Spontanément Valdôtain·e·s”. L’invito rivolto ai partecipanti era di raccontare il proprio rapporto con la Valle d’Aosta attraverso esperienze, emozioni e punti di vista individuali nonché attraverso una pluralità di linguaggi quanto più possibile dinamica.
I contributi – presentati sotto forma di video, testi o podcast – hanno esplorato il concetto di appartenenza in chiave contemporanea tra tradizioni e quotidianità, radici e cambiamento, memoria e futuro. A esaminare i prodotti dei dieci ragazzi tra i 14 anni e i 29 anni è stata la giuria presidiata da Giorgia Sordi e composta da Roland Martial e Martina Praz sulla base di criteri quali espressione personale, identità locale e pratica linguistica.
L’importanza del concorso per l’uso spontaneo del francese
Oltre alla dimensione culturale e narrativa, il Concours Abbé Trèves riveste un ruolo importante di spazio concreto nel quale il francese può essere utilizzato in modo naturale, lontano da un approccio esclusivamente scolastico o istituzionale. Tale espressione libera per il confezionamento di contenuti originali trasforma così la lingua in uno strumento quotidiano di comunicazione e creatività, contribuendo a superare la sua percezione di “simbolica” e rafforzandone invece l’uso spontaneo.
Da anni, inoltre, il concorso rappresenta un punto di riferimento per l’avvicinamento dei giovani al mondo della comunicazione francofona e offre un primo terreno di sperimentazione nei linguaggi del giornalismo e dei media digitali. La varietà dei formati proposti favorisce un approccio inclusivo e contemporaneo, dove il legame con il territorio resta centrale e dove il bilinguismo valdostano trova una prospettiva concreta.
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