Electric Dreams. Art & Technology Before the Internet è una mostra collettiva organizzata congiuntamente dalla Tate Modern di Londra e dalle OGR Torino, curata da Val Ravaglia, curatore di collezioni e arte internazionale alla Tate Modern, e da Samuele Piazza, senior curator dell’OGR.

L’esposizione al Binario 2 dell’OGR ha già attraversato le sale londinesi prima di approdare a Torino nell’ottobre 2025 e racconta come gli artisti del secondo Novecento abbiano usato strumenti tecnologici — nati in contesti militari o aziendali — per ridefinire immaginari e stimolare riflessioni critiche, prima della diffusione di internet.

Un’archeologia del futuro digitale

Il percorso copre oltre quarant’anni di pratiche artistiche, dalla nascita dell’op art agli albori dell’era digitale. Negli anni Cinquanta e Sessanta, artisti come il belga Pol Bury costruivano installazioni che ingannavano l’occhio con movimenti impercettibili — grandi superfici di setole in legno che sembravano animate da una volontà propria.

A Parigi, il gruppo Grav, fondato nel 1960, lavorava su principi matematici e sistemi predefiniti, come dimostra il corridoio rosso e blu di François Morellet, che trasforma la luce in architettura percettiva. La mostra dà spazio anche alle comunità di ricerca meno note: si apprende, ad esempio, del lavoro degli artisti che confluivano alla Gallery of Contemporary Art di Zagabria negli anni Sessanta, o al Banff Centre for Arts and Creativity in Canada a partire dal 1990.

Negli anni Settanta e Ottanta, la mostra documenta il momento in cui artisti radicali si appropriano delle prime tecnologie digitali — macchine da calcolo, computer domestici, sintesi elettroniche — per produrre opere generate automaticamente. L’esposizione non si ferma però al passato: insieme all’installazione WE FELT A STAR DYING di Laure Prouvost, traccia un arco che arriva fino alle ricerche contemporanee sul calcolo quantistico e sull’intelligenza artificiale, collocando la genealogia storica dentro un orizzonte aperto.

Gli eventi collaterali

Fino alla chiusura del 10 maggio, la mostra è accompagnata da un programma di eventi. Tra questi, le performance Heat Island, in programma questa sera, 26 marzo, con apertura fino alle 21. Nei giorni 31 marzo e 1 e 3 aprile, i possessori del biglietto dei concerti dei Subsonica potranno accedere alla mostra dalle 18:30 alle 21.

Il 23 aprile si terranno le performance Nuove Geometrie di Esistenza (Ivrea/Pozzuoli), e il 26 aprile quelle di Marta Magini con Nicola Di Croce.

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