L’abbonamento generale AG e i prezzi dei trasporti pubblici svizzeri aumenteranno dal 2026 dopo tre anni di stabilità tariffaria. L’Alliance SwissPass ha annunciato un incremento medio del 3,9 per cento che potrebbe portare per la prima volta il costo dell’abbonamento generale di seconda classe oltre la soglia psicologica dei 4.000 franchi, che già vi era vicino con i 3.995 franchi attuali all’anno.
Il progetto deve ancora essere sottoposto a consultazione e i dettagli delle nuove tariffe saranno resi noti nelle prossime settimane.
Calano gli abbonamenti annuali generali AG
L’abbonamento generale (AG) consente per un anno la libera circolazione su tutta le rete di trasporto pubblico svizzera, dai treni, ai bus, alle funivie di mobilità, ai battelli di fiumi e laghi.
Negli ultimi anni il numero di abbonamenti generali in circolazione è diminuito. Nel 2019 erano circa 500.000, mentre oggi sono circa 423.000.
Il calo è legato ai cambiamenti nelle abitudini di mobilità. L’aumento del telelavoro dopo la pandemia ha in parte ridotto gli spostamenti quotidiani, mentre nuove offerte tariffarie hanno diversificato le scelte degli utenti. Tra queste c’è il demi-tarif PLUS, che consente ai viaggiatori di versare anticipatamente un importo da utilizzare per l’acquisto di biglietti e ricevere un bonus (per esempio 200 franchi su un versamento di 800, e in caso di mancato consumo, l’avanzo viene restituito).
Alla fine del 2025 risultavano inoltre in circolazione più di 3,45 milioni di abbonamenti demi-tarif (che consente di pagare i biglietti a metà prezzo) che restano l’offerta più diffusa. In totale la Svizzera conta 4,6 milioni di abbonamenti di trasporto pubblico e 7,1 milioni di carte Swiss Pass (con cui caricare biglietti e abbonamenti) su un totale di 9 milioni di abitanti.
Alcuni critici sostengono che l’abbonamento generale favorisca viaggi percepiti come “gratuiti”, con il rischio che parte dei costi ricada sui contribuenti. I sostenitori dell’AG, invece, temono che aumenti eccessivi possano ridurre l’attrattività dei trasporti pubblici.
Durante la settimana, la frequentazione dei mezzi pubblici in Svizzera è tre volte quella di Italia e Francia
Oltre a essere uno dei prodotti più noti del sistema di mobilità svizzero, l’abbonamento generale svolge anche una funzione di regolazione nel sistema tariffario. La sua esistenza limita infatti possibili aumenti eccessivi degli abbonamenti regionali: se i prezzi locali diventano troppo alti, gli utenti abituali potrebbero scegliere direttamente l’AG.
Insieme al demi-tarif e agli abbonamenti delle comunità tariffarie regionali (che riuniscono società di trasporto in alcune aree) l’AG rappresenta uno dei pilastri dei trasporti pubblici svizzeri, che costituiscono un vero caso di scuola europeo.
Il cittadino svizzero viaggia spesso con il trasporto pubblico. Secondo un rapporto Eurostat diffuso l’11 marzo 2026, nel 2024 solo il 14,9 degli svizzeri non ha mai viaggiato su un mezzo pubblico: il dato sale al 65,1% per la Francia e al 68,0% per l’Italia. Viceversa, il 24% degli svizzeri ha effettuato almeno un viaggio su trasporto pubblico nella settimana, contro lo scarso 8,0% dell’Italia e l’8.3% della Francia.
L’Alliance SwissPass e il sistema dei trasporti pubblici
L’Alliance SwissPass è l’organizzazione di settore che riunisce circa 250 imprese di trasporto e 20 comunità tariffarie regionali, come le 13 società di trasporto del Vaud con Mobilis, Onde Verte per Neuchâtel tra Vaud e Jura, oppure Unireso per Ginevra.
Uno degli strumenti principali del sistema è appunto la carta SwissPass, introdotta il 1° agosto 2015. In origine serviva a integrare in un’unica tessera l’abbonamento generale e il demi-tarif. Oggi la carta permette anche di acquistare biglietti singoli, di noleggiare biciclette o automobili e accedere a servizi turistici come gli impianti sciistici.
Nonostante i cambiamenti nelle abitudini di mobilità, i trasporti pubblici svizzeri continuano a registrare una domanda elevata. Nel 2025 il settore ha raggiunto un fatturato complessivo di 7,04 miliardi di franchi, con un aumento del 4,6 per cento rispetto all’anno precedente.
Di questa cifra, 4,46 miliardi provengono dal Servizio diretto nazionale, mentre 2,58 miliardi sono generati dalle comunità tariffarie regionali.
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