Il Torino Jazz Festival (TJF) si svolge a Torino dal 25 aprile al 2 maggio 2026, preceduto da un’anteprima dal 22 al 24 aprile. La quattordicesima edizione, dal titolo The Sound of Surprise, è diretta da Stefano Zenni e organizzata dalla Fondazione per la Cultura Torino. Il programma comprende otto produzioni, di cui cinque originali, concerti, proiezioni cinematografiche, conferenze, laboratori ed esibizioni in luoghi sociali. Gli eventi si distribuiscono in decine di sedi attraverso la città.
L’anteprima
L’anteprima, che si è svolta dal 22 al 24, aprile ha anticipato i temi dell’edizione con una serie di eventi gratuiti distribuiti in diversi spazi della città. Il filo conduttore è stato il centenario della nascita di Miles Davis e John Coltrane, cui è stato dedicato un evento con letture, video e musica dal vivo al Circolo Mossetto. Gli altri appuntamenti spaziavano da un laboratorio di scrittura creativa ispirato al jazz a un concerto all’Istituto di Candiolo IRCCS, da un incontro letterario al Polo del ‘900 sul romanzo I vigliacchi di Josef Škvorecký — ambientato nella Praga del 1945 e appena tradotto in italiano — a una ricerca dell’Università di Torino sul pubblico del festival, presentata al Circolo dei Lettori.
Le serate dell’anteprima hanno gia mostrato la varietà di approcci del festival: un omaggio punk-jazz ai CCCP alla Piazza dei Mestieri, la presentazione del libro Brad Mehldau. Ritratto di un pianista eclettico (EDT, 2025) seguita da un concerto di piano solo, e il concerto Songs of Love di Luca Santaniello con la cantante Sara Dowling al Folkclub. Concerti gratuiti hanno animato anche locali come il Magazzino sul Po e la Bocciofila Vanchiglietta.
Il programma del festival
Tra gli appuntamenti di maggior rilievo, il 25 aprile Moni Ovadia narra la storia dell’ensemble jazz del ghetto di Terezín nella produzione originale Der Ghetto Swingers, mentre il 30 aprile — Giornata Internazionale del Jazz UNESCO — torna l’Italian Instabile Orchestra, assente da Torino da oltre trent’anni. Il 1° maggio, all’Auditorium Giovanni Agnelli del Lingotto, va in scena la prima assoluta in versione duo di The Great Flood, con Bill Frisell e il regista Bill Morrison. L’edizione chiude il 2 maggio con il duo John Scofield e Gerald Clayton al Teatro Colosseo.
Le produzioni originali costituiscono il filo conduttore del festival: dalla performance intermediale Theatrum Anatomicum di Giorgio Li Calzi al Museo di Anatomia Umana, allo spettacolo Solo una cosa ho avuto nel mondo ispirato a Pasolini, fino a This Is Not an Orchestra che fonde la street band Funk Off con il quartetto barocco-jazz Vox Artificiosa. Spazio anche alle nuove generazioni, con la Giovane Orchestra di Liberi Suoni formata da ragazzi tra i 16 e i 25 anni, e con lo Young Board, trio di giovani direttori artistici che ha prodotto in autonomia un concerto per il festival.
Il TJF si estende ben oltre i teatri: la JST Jazz Parade attraversa il centro città il 26 aprile, i Jazz Blitz portano la musica in ospedali, carceri e centri di accoglienza, e concerti gratuiti animano locali, musei, biblioteche e mercati di quartiere.
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