Il governo francese cede le quote azionarie delle società francesi dei trafori del Monte Bianco e del Fréjus detenute in una società sotto diretto controllo del governo alla Caisse des Dépôts.

Il valore complessivo è di 2,5 miliardi di euro e l’operazione, annunciata l’11 maggio dal ministero dell’Economia francese, riguarda anche la Société pour le logement intermédiaire.

Gli scenari

Le due società rimangono a controllo pubblico ma il passaggio ha un doppio valore. Da un lato fa uscire i tunnel dal perimetro delle società di maggiore attenzione statale (come alcune della difesa, con la parola chiave “sovranità”) e le passa a un controllo più tecnico e attento alla mobilità, allo sviluppo e all’ambiente. Dall’altro è anche un’operazione di cassa, che permette di compensare nella società del governo APE degli acquisti (nazionalizzazioni) recenti, come la Bull, che produce computer e digitale per la difesa, e gli investimenti in Eutelsat (satelliti) e ASN (cavi sottomarini).

Infine, apre una riflessione sul futuro, perché intanto allontana dal controllo diretto del governo due società importanti, anche immaginando un possibile arrivo dell’estrema destra alle presidenziali del 2027. In secondo luogo perché, anche confermando sia la continuità di politiche, e lo stesso presidente, l’ex-ministro Christipohe Castaner, cambiano comunque gli altri membri del consiglio di amministrazione delle due società francesi, ATMB e SFTRF.

Un trasferimento tra soggetti pubblici

Veniamo al dettaglio. L’accordo prevede il trasferimento delle partecipazioni detenute dall’Agence des participations de l’État (APE) nella società Autoroutes et tunnel du Mont-Blanc (ATMB) e nella Société française du tunnel routier du Fréjus (SFTRF) alla Caisse des Dépôts, istituzione finanziaria interamente pubblica. Lo stato francese possiede attualmente il 67,30 per cento di ATMB e il 99,9 per cento della SFTRF. La ATMB lavora poi – anche con il GEIE Tunnel du Mont-Blanc – con la Società Italiana per Azioni per il Traforo del Monte Bianco (SITMB) mentre la SFTRF lavora con la Società Italiana Traforo Autostradale del Fréjus (SITAF).

Le altre quote di ATMB sono dei dipartimenti dell’Alta Savoia e dell’Ain (18,72%), del Cantone e Città di Ginevra (5,41%) per un totale di quote pubbliche del 91,33%. Poi ci sono quote finanziarie varie: società di assicurazioni francesi (4,76%), enti finanziari francesi e svizzeri (2,39%), personale dipendente della società a titolo individuale (0,22%) e altri (1,30%).

La cessione delle quote rappresenta quindi una redistribuzione delle partecipazioni pubbliche e l’operazione sarà completata nel 2026.

La revisione dello Stato azionista

La riconduzione del processo di cessioni di azioni a un relativo cambio di strategia è confermato dalla comunicazione pubblica. Secondo il ministero dell’Economia francese, la decisione rientra nella revisione avviata nel 2025 dall’APE sulle circa novanta partecipazioni pubbliche detenute dallo stato, con l’obiettivo di limitare il proprio perimetro ai comparti legati alla “sovranità” industriale, energetica, digitale e della sicurezza nazionale.

Tra le aziende in cui il governo francese ha azioni dirette ci sono Airbus, Safran, Thales, Engie ed Eutelsat. Viceversa, le infrastrutture territoriali e il settore dell’edilizia residenziale intermedia (la terza società che passa di mano) sono invece stati ritenuti più coerenti con la missione della Caisse des Dépôts, e sono stati evocati investimenti per esempio a carattere ambientale, su mobilità elettrica o ammodernamento delle reti stradali alpine.

La Caisse des Dépôts: infrastrutture, ambiente e Territoires de Montagne

La Caisse des Dépôts infatti ha un segmento importante nelle infrastrutture, dove controlla per esempio RTE (per la distribuzione elettrica, paragonabile a Terna in Italia), Suez (per il gas), TRANSDEV (per i trasporti, 12 milioni di passeggeri trasportati, hanno in concessione il trasporto Marsiglia-Nizza). Egis, società di ingegneria e costruzioni, realizza per esempio alcune delle grandi opere, anche stradali, per i giochi olimpici del 2030. Va ricordato che la Caisse controlla anche la Compagnie des Alpes e ha uno sportello dedicato allo sviluppo locale e regionale, che si chiama Banque des Territoires.

Nelle comunicazione nuovo assetto potrebbe favorire una politica di investimenti più ampia, soprattutto sul fronte della transizione ambientale. Vi quindi continuità con gli attuali investimenti sulle infrastrutture per la mobilità elettrica (le aree per il covoiturage, le colonnine elettriche) e l’ammodernamento delle reti autostradali alpine (la sostituzione dei caselli con il flusso libero). la Caisse des Dépôts ha tra l’altro un programma “Territoires de Montagne“.

Comunque sia, l’impressione è che nulla cambi nella sostanza. Al Dauphiné, Martial Saddier, presidente del dipartimento dell’Alta Savoia che è azionista di ATMB, ha definito l’operazione “più tecnica che politica”, sottolineando che la società “resta radicata nel territorio”.

Poi, si vedrà nelle operazioni delle prossime settimane e mesi. Ci sono grandi temi collegati, relativi ai lavori al Monte Bianco con le chiusure ancora in dubbio se stagionali o totali, sul suo raddoppio, sugli ammodernamenti in corso che continueranno, come appunto il flusso libero in sostituzione dei caselli sull’Autoroute du Mont-Blanc e o la seconda canna già in opera al traforo del Fréjus in Maurienne.

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Direttore di Nos Alpes, giornalista. Ha collaborato in tempi diversi con varie riviste e giornali, da Il Mulino a Limes, da Formiche a Start Magazine.

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