Quattro cantoni della Svizzera romanda — Vallese, Friburgo, Vaud e Giura — hanno presentato il 12 maggio 2026 «Patoisromands.ch», una piattaforma digitale intercantonale dedicata alla salvaguardia e alla valorizzazione dei patois romandi.
L’iniziativa si inserisce in un contesto di urgenza linguistica. Riconosciuti nel 2018 come lingue minoritarie in Svizzera, i patois romandi derivati dal francoprovenzale e dal franc-comtois sono oggi considerati in pericolo di estinzione per mancanza di trasmissione intergenerazionale e di parlanti sufficienti.
Uno strumento intercantonale costruito in due anni
Il progetto è portato dall’Assemblée plénière Culture della Conferenza intercantonale dell’istruzione pubblica della Svizzera romanda e del Ticino (AP-Culture della CIIP). È stato sviluppato in due anni da un gruppo di lavoro che ha riunito servizi culturali, specialisti e patoisants. Ha beneficiato del sostegno finanziario dell’Ufficio federale della cultura, completato dai contributi della CIIP e dei cantoni partner.
La piattaforma si articola in tre sezioni complementari. La prima, dedicata alla sensibilizzazione, propone contenuti storici e geografici sui patois romandi. Dà accesso a centinaia di risorse spesso inedite — testi, archivi audio e documenti audiovisivi. Questi documenti sono stati raccolti e digitalizzati in collaborazione con istituzioni patrimoniali come gli Archivi dello Stato del Vallese, la Médiathèque Valais-Martigny e il Glossario dei patois della Svizzera romanda. La seconda offre un dispositivo di e-learning con esercizi strutturati in 11 moduli tematici per ciascun patois, accessibili tanto ai giovani quanto agli adulti. La terza mette in luce gli usi attuali dei patois, segnalando eventi, pubblicazioni e progetti artistici legati alle comunità parlanti.
Un parallelo con la Valle d’Aosta
La nuova piattaforma svizzera si affianca a uno strumento analogo già attivo da oltre un decennio: il portale «Patoisvda.org», gestito dallo Sportello linguistico Lo Gnalèi della Regione autonoma Valle d’Aosta dal 2011. Anche in questo caso l’obiettivo è la promozione e la valorizzazione del francoprovenzale, con un approccio che combina documentazione scientifica, apprendimento e animazione culturale.
Tra gli strumenti di spicco, il portale valdostano offre un dizionario audio multilingue — consultabile in francoprovenzale, francese e italiano — differenziando le 41 varianti francoprovenzali della regione. Sul portale si possono trovare anche un repertorio di testi letterari e popolari, materiali didattici per bambini e adulti, e una sezione dedicata alla toponomastica in versione ufficiale francofona e francoprovenzale.
Tra gli sviluppi recenti, l’estate 2024 ha visto l’integrazione nel dizionario online di oltre 1.200 lemmi, tratti dal primo volume dell’Atlante dei patois valdostani. Quest’aggiunta è frutto di ricerche avviate negli anni Settanta su 16 punti d’indagine nella regione. A luglio 2025 è stata lanciata «Lo diyo eun patoué», una sezione per principianti strutturata in dieci lezioni mensili su situazioni della vita quotidiana. Nell’ottobre 2025 è stata inaugurata «L’artchón di mot», una rubrica dedicata a termini rari del francoprovenzale valdostano, realizzata in collaborazione con la Rai Valle d’Aosta.
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