È stato presentato ad Aosta il 17 aprile 2026 il progetto ELAN, Scuola transfrontaliera della lingua francoprovenzale. L’iniziativa punta alla salvaguardia del francoprovenzale attraverso la creazione di strumenti didattici comuni per la Savoia, l’Alta Savoia e la Valle d’Aosta.
Finanziato dal programma Interreg Alcotra Francia-Italia 2021-2027, il progetto è promosso da l’Unité de Recherche CONFLUENCE : Sciences et Humanités dell’Università Cattolica di Lione in partenariato con il Centre d’études francoprovençales René Willien, in Valle d’Aosta.
ELAN nasce per rispondere alla lacuna di strumenti didattici comuni che facilitino la trasmissione del francoprovenzale. La lingua, infatti, è parlata in Francia, Svizzera e Italia da circa 110.000 persone, ma secondo il progetto il numero è in diminuzione anche a causa della elevata articolazione in varietà regionali, con grafie che variano da villaggio a villaggio. Per questo motivo, gli strumenti didattici esistenti sono frammentati, limitati a usi locali e poco adatti a un insegnamento coordinato su scala transfrontaliera.
Obiettivo, metodo e contenuti
ELAN mira a costruire due moduli di un metodo comune, adattabile sia all’ambiente scolastico sia a quello associativo, per pubblici francofonì e italofoni.
I due moduli sono destinati a studenti principianti tra gli 11 e i 15 anni, con livelli di riferimento A1-A2 del Quadro comune europeo di riferimento per le lingue (QCER). Un modulo è dedicato alla pronuncia, l’altro alla morfosintassi.
I contenuti si basano su una grafia unitaria, elaborata a partire da dati linguistici raccolti sul territorio, capace di tenere conto della diversità delle varietà locali mantenendo un quadro comune e trasferibile su scala transalpina.
Dalla metà di novembre 2026, i moduli saranno testati in due classi per ciascuno dei due versanti delle Alpi, in una sperimentazione pilota in contesto scolastico e associativo in Savoia, Alta Savoia e Valle d’Aosta.
I riscontri raccolti durante questa fase serviranno a correggere eventuali criticità, stabilizzare i contenuti e verificare l’efficacia del metodo. Seguiranno percorsi formativi rivolti a insegnanti, educatori e membri di associazioni culturali per facilitare l’uso dei moduli in classe e nei laboratori.
Finanziamenti e risultati attesi
Il budget complessivo ammonta a 74.853,49 euro, di cui 59.882,79 euro di fondi del Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR) e 14.970,70 euro di contropartite nazionali.
La quota italiana è di 23.170,39 euro, di cui 18.536,31 a carico del FESR, mentre la quota francese è di 51 683,10 euro, di cui 41 346,48 a carico del FESR.
I risultati attesi
Il progetto, che dovrà concludersi entro agosto 2027, si propone quattro risultati principali.
Sul fronte della formazione, insegnanti ed educatori acquisiranno strumenti metodologici per integrare il francoprovenzale nell’insegnamento delle lingue romanze, valorizzando anche gli elementi della lingua presenti nella toponomastica.
Per gli studenti tra gli 11 e i 14 anni, l’obiettivo è il raggiungimento del livello A1-A2 del QCER, con la costruzione di reti lessicali tra le lingue romanze che migliorino la predisposizione verso l’apprendimento linguistico in generale.
Sul piano identitario, l’educazione al francoprovenzale intende rafforzare nei giovani la consapevolezza di un patrimonio etnolinguistico condiviso tra i due versanti delle Alpi.
Infine, il progetto punta a valorizzare il francoprovenzale come risorsa per lo sviluppo locale e il turismo culturale nell’area compresa tra Lione, Ginevra e Torino.
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