Le fondamenta del grande bacino di Loze, di 170.000 m3, a Courchevel, stanno cedendo a un ritmo ritenuto anomalo.

Secondo Le Monde, lo stato preoccupante della struttura ha indotto la prefettura della Savoia a prosciugare quasi tutto il bacino alla fine del 2025.

Un cedimento strutturale legato al disgelo del sottosuolo

L’infrastruttura è stata costruita nel 2020 al costo di 5,7 milioni di euro, con l’obiettivo di garantire una riserva d’acqua necessaria per l’innevamento artificiale della pista Eclipse in vista dei Campionati mondiali di sci alpino del 2023 e potenzialmente dei Giochi Olimpici del 2030. Con la capacità di immagazzinare 170.000 milioni di litri d’acqua, pari a 68 piscine, la stazione sciistica di Courchevel era ben preparata ad affrontare i rischi di una mancanza di neve sulla pista lunga 3,2 km.

Tuttavia, il serbatoio ha mostrato dei punti deboli poco dopo essere stato riempito. La Société des Trois Vallées (S3V), gestore del comprensorio sciistico di Courchevel, ha commissionato al gruppo di ingegneria francese Artelia una valutazione approfondita. I risultati hanno stabilito un cedimento strutturale del serbatoio causato da cambiamenti termici nel sottosuolo. La struttura, a 2.270 metri di altitudine, è stata costruita in parte su un ghiacciaio roccioso che contiene ancora nella sua struttura il ghiaccio dell’ultima era glaciale, terminata circa 11.700 anni fa.

Oltre ai cambiamenti climatici che subiscono i ghiacciai, il permafrost (il terreno permanentemente ghiacciato che tiene insieme la struttura rocciosa) è stato direttamente danneggiato da questa riserva d’acqua artificiale, provocando un aumento della temperatura del suolo. Lo scioglimento del terreno ghiacciato ha poi causato un abbassamento del bacino di 40-50 cm dalla sua costruzione. Il cedimento quantificato è di 1,5 cm al mese.

Tuttavia, il documento presentato alla DREAL (Direction Régional de l’Environnement, de l’Aménagement et du Logement) nel 2019 a sostegno della richiesta di autorizzazione ambientale non menzionava la situazione geologica specifica del sottosuolo, né il rischio di scioglimento del permafrost dovuto ai cambiamenti climatici.

Un rischio per la frazione di La Tania

Di fronte a questi sviluppi, la prefettura della Savoia ha imposto uno svuotamento graduale del bacino alla fine del 2025. Il volume immagazzinato è stato prima ridotto a 146.000 metri cubi, poi a 132.000 e infine agli attuali 25.000 metri cubi. L’obiettivo è quello di evitare lo scoppio della diga, che avrebbe messo direttamente in pericolo la frazione di La Tania, situata a valle a 1.400 metri di altitudine. Il rischio di colata detritica era invece già stato evidenziato nel rapporto citato in precedenza, in cui si stimava, tra l’altro, una velocità di scorrimento dell’acqua al momento della rottura pari a 370 metri al secondo. La frazione di La Tania comprende 90 case e otto residenze alberghiere.

Lavori di riqualificazione

Per limitare il cedimento, la Société des Trois Vallées intende ridurre la superficie del bacino dove il ghiaccio sotterraneo è più presente. Tuttavia, per mantenere lo stesso volume di stoccaggio dell’acqua, i nuovi lavori richiederanno un innalzamento della diga da 19 a 21 metri.

I lavori di riqualificazione e riempimento sono previsti fino al novembre 2027. Di conseguenza, la pista Eclipse non potrà essere utilizzata per le gare. Tuttavia, la Société des Trois Vallées e il comune ci rassicurano che le Olimpiadi invernali del 2030, di cui Courchevel sarà una delle sedi di punta, si terranno lì.

Courchevel già sotto accusa per la sua gestione dei bacini idrici

Il bacino di Loze non è la prima controversia ambientale che coinvolge la S3V di Courchevel. I rapporti di ispezione effettuati nel 2018 dalla Direzione territoriale dipartimentale della Savoia (DDT) e dall’Agenzia francese per la biodiversità (AFB) hanno rilevato violazioni relative al bacino di Biolley. In particolare, il torrente Mongellaz si era prosciugato a causa del prelievo di acqua per riempire più rapidamente il bacino. All’epoca, l’azienda ha ricevuto un richiamo all’ordine da parte del governo.

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