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    Home » Articoli » Al Musée Savoisien di Chambéry, l’età del bronzo e la storia delle Alpi
    Cultura e patrimonio

    Al Musée Savoisien di Chambéry, l’età del bronzo e la storia delle Alpi

    Redazione / RédactionRedazione / Rédaction1 Giugno 2026
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    L'affiche de l'exposition au Musée Savoisien (c) Musée Savoisien P-Y Videlier et M Boucharlat
    L'affiche de l'exposition au Musée Savoisien (c) Musée Savoisien P-Y Videlier et M Boucharlat

    La mostra sull’Età del Bronzo al Musée Savoisien di Chambéry racconta la storia dell’Età del Bronzo nelle Alpi attraverso 300 oggetti, disegni a grandezza naturale e display interpretativi.

    In programma dal 2 maggio al 31 ottobre 2026, mostra come la padronanza del bronzo abbia trasformato le società alpine, i loro scambi, le credenze e le gerarchie.

    Un periodo di fondazione per il museo

    Per il Musée Savoisien, l’età del bronzo occupa un posto speciale. Secondo Josselin Dernier, responsabile delle collezioni archeologiche, questo periodo è strettamente legato alla storia dell’istituzione, poiché i primi oggetti del suo inventario risalgono a questo periodo. La mostra mette quindi in evidenza una parte antica e centrale delle collezioni del museo, collocandola al contempo in un contesto più ampio della regione alpina.

    Dei 300 oggetti esposti, circa due terzi appartengono al Musée Savoisien. Un centinaio di altri provengono da Torino, Ginevra e Lione. La loro presenza evidenzia l’intensità degli scambi e la continuità culturale dell’epoca tra i territori alpini, da Ginevra ad Aosta, da Chambéry a Torino.

    Disegni per rendere visibile una società scomparsa

    Il percorso inizia immergendo i visitatori in una casa dell’Età del Bronzo. Il suo scheletro occupa la prima stanza, mentre una ventina di disegni a grandezza naturale riempiono parte delle pareti. Pierre-Yves Videlier, disegnatore archeologico, usa la matita per raffigurare donne, uomini e scene di vita quotidiana.

    Il suo lavoro si basa su un dialogo con gli archeologi. Le immagini non pretendono di ricostruire con certezza il passato, ma piuttosto di proporre ipotesi basate sulle attuali conoscenze scientifiche. Questo approccio conferisce alla mostra una dimensione al tempo stesso sensibile e prudente: mostra ciò che sappiamo, ma anche ciò che possiamo solo immaginare.

    Uno degli oggetti più importanti della mostra appare molto presto: la spada di Champagneux. Ad essa è dedicata un’intera sala, in un ambiente sobrio e cupo. Trovata sommersa alla confluenza dei fiumi Guiers e Rodano, potrebbe essere stata oggetto di un sacrificio rituale.

    Attraverso questo pezzo, la mostra analizza un importante cambiamento nell’Età del Bronzo: la comparsa delle prime tracce di guerra e l’emergere di un’élite di guerrieri. Le armi non erano più solo oggetti tecnici. Divennero anche marcatori di rango, potere e fede.

    Capire il bronzo attraverso l’esperienza

    L’ultima sala raccoglie la maggior parte degli oggetti: una corazza rinvenuta a Fillinges in Alta Savoia, vasi, bracciali e altri oggetti legati alla vita quotidiana o al prestigio sociale. Il percorso diventa più sperimentale, con cinque temi che aiutano il visitatore a comprendere la lavorazione del bronzo, gli scambi legati alla sua produzione, le pratiche funerarie e rituali e le forme di abitazione.

    I visitatori possono toccare, osservare, disegnare o posizionare gli oggetti su una mappa. Questi elementi rendono visibili i gesti e le reti che hanno accompagnato la diffusione del bronzo. Ricordano inoltre che questa lega di rame e stagno richiedeva la circolazione a distanza di materie prime, conoscenze e oggetti.

    Una mostra che unisce scienza, arte e mediazione

    L‘età del bronzo cerca di trovare un equilibrio tra rigore scientifico, design grafico e approccio ludico. La mostra non riduce l’Età del Bronzo a una serie di oggetti archeologici: li colloca nel contesto di società che vivevano, producevano, commerciavano, combattevano e credevano.

    Mostrando la ricchezza di questo periodo, spesso messo in ombra dalla preistoria o dall’età del ferro, il Musée Savoisien mostra i dinamici territori alpini, un’area di circolazione, continuità culturale e innovazione tecnica.

    LEGGI ANCHE: Perché bisogna visitare il Musée Savoisien di Chambéry

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