Il festival internazionale Cervino CineMountain torna in Valle d’Aosta, dal 25 luglio al 1° agosto 2026, per la sua 29ª edizione.

Organizzato a oltre 2000 metri di altitudine, ai piedi del Cervino e vicino al confine con il Vallese svizzero, il festival propone per otto giorni proiezioni e incontri dedicati alle trasformazioni della montagna, tra pastorizia, cambiamenti climatici e nuovi stili di vita.

Un’edizione incentrata sui cambiamenti della montagna

L’edizione 2026 del festival Cervino CineMountain propone un programma che esplora la montagna da diverse angolazioni, attraverso la pastorizia e le sue trasformazioni, il dialogo tra tradizione e modernità o ancora le conseguenze del cambiamento climatico.

Quest’ultimo tema è del resto centrale nella selezione del festival e la montagna viene presentata come un territorio influenzato dalle sfide contemporanee quali lo scioglimento dei ghiacciai, la trasformazione dei paesaggi, la tutela dell’ambiente e la ricerca di un equilibrio tra la salvaguardia delle comunità locali e lo sviluppo economico.

Otto giorni di proiezioni tra Valtournenche e Breuil-Cervinia

Il festival si svolge in diversi comuni. Valtournenche e Breuil-Cervinia ospitano la maggior parte delle proiezioni, ma è possibile partecipare al festival anche nei comuni di Chamois e La Magdeleine. I biglietti, al prezzo di 6 euro a proiezione, possono essere abbinati a un abbonamento da 25 euro per gli eventi speciali e le proiezioni. Le attività didattiche, tra cui le «Matinées» e il «CVA Mountain Kids», sono gratuite.

Una quarantina di film tra fiction, documentari e cortometraggi

Il concorso 2026 riunisce una quarantina di film provenienti da quattro continenti. Il catalogo 2026 comprende film di finzione, documentari e cortometraggi, con opere italiane, svizzere, francesi, tedesche, britanniche, nordamericane e sudamericane, in particolare.

Le categorie del programma includono anche il Grand Prix des Festivals Conseil de la Vallée, che riunisce le opere premiate in altri festival internazionali di cinema di montagna, nonché selezioni dedicate alle produzioni italiane, ai cortometraggi e al cinema sportivo.

Tra le produzioni francofone figura «Ghostresorts – Super Saint Bernard», dei registi svizzeri Julien Roserens e Jules Guarneri, presentato in anteprima. Il film ripercorre la storia di Super Saint-Bernard, la stazione sciistica al confine tra Svizzera e Italia, fino alla sua chiusura nel 2010. Attraverso immagini d’archivio e testimonianze, il film documenta il ritorno di questo sito a uno stato naturale non urbanizzato.

Il programma comprende anche Le Peintre et l’Architecte, di Joseph Péaquin. Girato in francese, il film collega la Valle d’Aosta e le Fiandre attraverso i percorsi del pittore Emmanuel Viérin e dell’architetto Joseph Viérin, discendenti di emigrati valdostani in Belgio. Con questo film, Joseph Péaquin prosegue una serie dedicata all’emigrazione valdostana, dopo The New World (2023), Au sud des montagnes, l’Afrique (2024) e Je me souviens (2025).

Un festival nato nel 1998

Istituito nel 1998 con il nome di Cervino International Film Festival, l’evento mirava originariamente a selezionare e premiare film già premiati in altri festival. Oggi è membro fondatore dell’International Alliance for Mountain Film (IAMF), che riunisce venti festival in sedici paesi d’Europa, Asia e Sudamerica, oltre al Museo Nazionale della Montagna di Torino.

Direzione e giurie dell’edizione 2026

Il festival è codiretto da Luisa Montrosset e Luca Bich. Insieme a Gian Luca Rossi, la programmazione del festival è stata curata da Jacques Martinet, collaboratore abituale di Nos Alpes.

Per valutare la selezione dei film, saranno presenti quattro giurie diverse (Cai, Internazionale, CVAlps, Cinema per la Scuola). Tra i loro membri figurano il regista Andrea Frenguelli e le registe Eloïse Barbieri e Ai Nagasawa, il restauratore d’opere d’arte Piermauro Reboulaz, Cristina Cassano di Cinecittà e Piotr Turkot, cofondatore del Krakow Mountain Festival. Saranno presenti anche Erik Lavevaz, assessore regionale all’Istruzione e alla Cultura, e Luciano Barisone, critico cinematografico e figura di spicco del cinema valdostano.

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