La Coppa del mondo di mountain bike torna a Les Gets, nello Chablais in Alta Savoia, dal 20 al 23 con prove di short track, downhill e cross-country olimpico delle WHOOP UCI Mountain Bike World Series.

Dopo l’apertura del 20 agosto, le prove cominciano venerdì 21 agosto con il cross-country short track, proseguono sabato con il downhill e si concludono domenica con il cross-country olimpico. La discesa si disputa sul versante del mont Chéry, mentre il centro di Les Gets si riempie di squadre, pubblico e organizzazione.

Secondo Gérald Chardonnet, responsabile dell’organizzazione intervistato dal Dauphiné, il comitato conta una quarantina di persone, affiancate da cinque responsabili di gara per ciascuna disciplina. Sui percorsi operano inoltre circa 35 addetti alla sicurezza dei corridori per disciplina, mentre per la sicurezza del pubblico servono una quarantina di commissari nel cross-country e tra 80 e 90 nella discesa. A questi si aggiungono circa 250 volontari: complessivamente, tra dipendenti e volontari, sono più di quattrocento le persone impegnate nella Coppa del mondo. Ci sono inoltre circa 200 giornalisti accreditati e un paddock e un’area di attività che raggiungono complessivamente i 15mila metri quadrati.

Tra gli elementi di richiamo ci sono le presenze di Mathieu van der Poel e di Tom Pidcock. Van der Poel già campione del mondo su strada, nel ciclocross e nel gravel, correrà nel cross-country olimpico domenica 23 agosto. Nelle competizioni, incontrerà proprio Pidcock, campione olimpico di mountain bike e campione del mondo della disciplina.

Un pubblico che cambia il ritmo della località

Les Gets ha già mostrato negli ultimi anni l’importanza della mountain bike sullo sviluppo, sulla visibilità della stazione e sulla gestione dei flussi turistici.

Per il 2026 l’organizzazione indica un totale atteso di circa 100mila presenze distribuite nel tre giorni fine settimana, e il dato sarà verificato a manifestazione conclusa.

Le limitazioni alla circolazione, le chiusure di strade e parcheggi e le modifiche al funzionamento del bike park cominciano già nei giorni precedenti le gare. Sul mont Chéry l’accesso alle biciclette è stato sospeso durante la settimana della Coppa del mondo, mentre alcuni impianti sono riservati agli atleti. Il sistema di trasporto viene adattato anche per distribuire il pubblico tra Les Gets e la vicina Morzine.

La visibilità internazionale per Les Gets

La Coppa del mondo è anche uno strumento di promozione internazionale. Nel 2026 le prove di cross-country e downhill sono trasmesse in diretta e on demand attraverso la rete di Warner Bros. Discovery, tra cui HBO Max ed Eurosport in gran parte d’Europa, oltre a vari operatori in diversi continenti.

L’intera stagione 2025 delle Mountain Bike World Series ha superato 87 milioni di visualizzazioni televisive cumulative, con migliaia di ore di competizioni diffuse da più di 25 emittenti e piattaforme in oltre 150 paesi e territori.

Les Gets come luogo del turismo nasce però ben prima della mountain bike. Nel 1936 entrò in funzione la Boule de Gomme, uno dei primi skilift a sganciamento automatico d’Europa, costruito in legno e realizzato con soluzioni che utilizzavano anche componenti provenienti dalle biciclette. I primi sciatori arrivavano anche da Ginevra. Nel 1947 alle Chavannes fu sperimentato un prototipo di seggiovia: era la prima stazione francese a dotarsi di questo tipo di impianto.

Negli anni Settanta Les Gets entrò anche nel circuito della Coppa del mondo di sci alpino femminile.

Le Portes du Soleil, tra Francia e Svizzera, ma ci sono anche gli alpeggi

Les Gets fa parte del comprensorio delle Portes du Soleil, tra lo Chablais francese e il Vallese svizzero.

D’estate, il coordinamento per le attività legate alla mountain bike riunisce 12 stazioni, più di 600 chilometri di percorsi e 22 impianti di risalita attrezzati, tra località francesi e svizzere. Les Gets e Morzine sono collegate quindi tra l’altro ad Avoriaz, Châtel, Champéry, Les Crosets e Morgins.

Tanta presenza e sviluppo del turismo si incrocia con le altre attività. Il progetto di riqualificazione del mont Chéry ha provocato un dialogo a volte teso tra l’amministrazione comunale e gli allevatori del Groupement pastoral, preoccupati per l’estensione degli usi turistici negli alpeggi.

Dopo una nuova riunione in municipio il 17 agosto, il sindaco Philippe Vinet ha indicato che in cima al mont Chéry non dovrebbe essere sviluppata una nuova pratica della mountain bike e il futuro impianto di risalita non dovrebbe essere attrezzato per il trasporto delle biciclette.

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Au sommet du mont Chéry en 2025 (c) Nos Alpes Enrico Martial
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